10 cose che devi assolutamente sapere sulla settimana di NBA appena conclusa

La nuova rubrica targata Brockford Sport che ti fornisce tutti i dettagli più succulenti sulla settimana di regular season appena trascorsa con video, gif, gattini e tutto quello che serve per fare il bullo con i colleghi a lavoro o i compagni di scuola!

 

1. Lebron gioca da playmaker

Con i vari problemi fisici che coinvolgono la lega ovviamente non poteva non rimanere coinvolto in qualche modo anche D-Rose. Con Isaiah Thomas ancora fermo ai box ed il secondo play dei Cavs fuori con una caviglia malconcia, coach Lue accende una candela sull’altare dell’uomo della provvidenza. Lebron James risponde di non aver problemi a giocare in qualsiasi ruolo poi nella sua prima partita da play in NBA mette a tabellino una prestazione da 34 punti e 14 assist.

Qua sotto un bellissimo grafico sui giocatori di Cleveland dove sull’asse orizzontale è riportato il contributo offensivo di un giocatore, sull’asse verticale il suo contributo difensivo.

2. L’infortunio di Gordon Hayward

Psicodramma a Cleveland per la prima partita di stagione, dove Kyrie Irving affrontava per la prima volta la sua ex franchigia. Ad una manciata di secondi dalla palla a due Gordon Hawyard salta a rimbalzo, cade in modo scomposto e si rompe una gamba. Frattura di tibia e perone -> stagione finita. Nel palazzo scende un grande silenzio mentre l’ex Utah viene portato fuori in barella; la partita viene portata a termine più per necessità ufficiali che per il desiderio dei giocatori. Nei giorni successivi fioriscono ovunque messaggi di solidarietà da sportivi e non, ma possiamo dire con certezza che il biondone di Indianapolis non se la sta passando male con le “infermiere” che si ritrova! <3

3. Boogie torna a Sacramento

Al suo ritorno a Sacramento Cousins si è mostrato molto serio, molto emozionato, coinvolto dall’atmosfera. Mentre entrava in campo dagli spalti piovevano applausi e cori per lui e probabilmente è anche questo il motivo per cui ha trascinato la sua squadra (orfana di Anthony Davis) alla vittoria in rimonta collezionando una prestazione con 40+ PTS, 20+ REB e 6+ AST con una percentuale al tiro superiore al 50%. L’ultimo a riuscirci fu Bob McAdoo (1/15/76).

4. Buzzer beaters della settimana

Le emozioni di un buzzer beater sono le più forti che si possano provare nel Gioco. Siamo già a tre nella prima settimana!

Andrew Wiggins vs. Oklahoma 

Blake Griffin vs. Portland

Eric Gordon vs. Philadelphia

5. Tony Allen torna a Memphis

Quando nei giorni precedenti alla partita gli era giunto l’annuncio del ritiro della sua maglia, è apparso sorpreso e visibilmente commosso. La storia che lo lega ai Grizzlies non è legata al talento e alle giocate, quanto alla grinta e al furore agonistico che appose come marchio alla franchigia contribuendo all’approdo ai playoff per sette anni consecutivi. Il motto di una città legato alle sue parole pronunciate durante una partita: “All heart. Grit. Grind”.

6. John Wall che attacca il ferro alla velocità della luce

Il playmaker di Washington approccia l’ennesima regular season con i suoi soliti strumenti: dichiarazioni autocelebrative e penetrazioni fulminee!

7. L’esordio dei Rookie

Emozione, adrenalina, paura, fame. Chissà quali sono le sensazioni che prova un rookie al momento dell’esordio nella lega dei sogni?

Sicuramente quelle di Lonzo Ball non sono state positive. Su di lui pesa una cortina di hype dovuta alla sua indiscutibile bravura ma soprattutto a suo padre, LaVar, diciamo di bocca larga. Purtroppo per Lo la sua prima apparizione è andata in scena contro uno dei più agonisti fra i migliori difensori della lega, ovvero Patrick Beverley. Fra falli intimidatori, marcature asfissianti e provocazioni, il rookie ha chiuso la sua partita con un misero 1/6 dal campo. Da notare però anche la maturità del Laker nel capire e accettare questo trattamento e rimbalzare con una grande prestazione nella partita seguente contro i Suns.

Di una tenerezza unica Jonathan Isaac che per la tensione si dimentica di indossare la canotta della sua squadra prima di andare in panchina, a ricordarci che i rookie non sono altro che ragazzini che stanno vivendo il loro sogno.

Garbage time, entra in campo Jordan Bell, rookie di Golden States e di conseguenza il più in difficoltà fra i rookie per trovare spazio. Viene lanciato in contropiede e lui schiaccia facendo rimpalzare prima la palla sul tabellone; polemiche in seguito, a Minnesota tutti offesi, Kerr che si scusa e altri giocatori che interpellati offrono la loro opinione. Poi il più grande offre il proprio pensiero e la situazione si ridimensiona un po’.

8. San Antonio doin’ San Antonio things

Dejounte Murray, 1996, 29th pick Draft 2016

LaMarcus Aldrige, 1985, 2nd pick Draft 2006

Gregg Popovich, 1949, 5 anelli, 3 volte Coach of the year

9. Giannis Antetokounmpo

The Greak Freak è partito fortissimo: ha una media di 35 punti, 10 rimbalzi e 5 assist, batte record su record e strappa dichiarazioni importanti da uno qualsiasi come Kevin Durant.

In più, a volerci vedere del romanzo, costringe Lebron a ricordargli a chi appartiene ancora il trono di Re.

10. L’esordio del Beli ad Atlanta

Un veterano, ecco come si definisce Marco Belinelli. Un veterano in una franchigia in ricostruzione e giovane per portare cold blood ed esperienza. Il suo impatto con Atlanta è ottimo: 15 punti, 2.4 rimbalzi e 2.5 assist col 50% da 3, la speranza è che riesca ad approdare ai playoff per la quinta volta in undici stagioni nella Lega.

Alessandro Billi

 

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