I 18 luoghi più belli danneggiati dal turismo

L’ambiente non è una proprietà

L’uomo è un viaggiatore, un essere con la voglia di esplorare e conoscere nuove realtà. In forme mutevoli e per i motivi più diversi, la storia dell’umanità si erge sul cammino.

Oggi sono pochi i luoghi inesplorati, più rari i viaggiatori esperti che fanno della loro attitudine una professione, oggi ci sono i croceristi, i turisti della domenica e del pranzo al sacco.

Sebbene l’avventura sia intrigante e la scoperta appagante, il viaggio è pur sempre una forma di libertà. Chi viaggia si sente libero, non importa se lo fa per scattare qualche selfie o perché dentro gli arde il fuoco dell’esploratore.

Purtroppo l’innata anima errante dell’essere umano ha portato delle conseguenze che non si possono più ignorare. Il turismo di massa sta distruggendo alcuni luoghi affascinanti ed estremamente fragili, i piedi delle folle stanno letteralmente facendo crollare il Mondo.

Molti sono stati i campanelli d’allarme che hanno cercato, inutilmente, di avvertire l’umanità sulle conseguenze dello sconvolgente fenomeno del turismo di massa.

pubblicata da “la Repubblica”, l’immagine della flora delle Maldive distrutta dai rifiuti.

Il 23 Settembre del 2013 fanpage.it, nella sezione VIAGGI, riporta un articolo sconcertante nel quale vengono elencati i 15 luoghi più a rischio del Pianeta. Causa?  Il turismo.

“Alcuni dei posti più belli del mondo sono stati deturpati a causa dell’enorme numero di visitatori. Alcuni di questi sono già nella lista dei Patrimoni dell’Umanità Unesco in pericolo, altri potrebbero finirci presto. Il sito Mother Nature Network ci fornisce un elenco di 15 siti e luoghi a rischio a causa del troppo turismo”.

Queste sono le parole che fanpage.it scrive 4 anni fa, a seguire i luoghi a cui si riferiva:

Machu Picchu,Grande Barriera Corallina, Isole Galapagos, Teotihuacan, Antartide, Masai Mara, Angkor Wat, ,Stonehenge, Monte Everest, Taj Mahal, Isole Phi Ph, Ngorongoro, Cozumel, Grande Muraglia Cinese, Bali.

Nel 2016, l’allarme arriva dalla Liguria. Pare che le Cinque Terre abbiano conquistato una fama Mondiale e che le folle oceaniche di turisti, senza saperlo, stiano deturpando l’ambiente rustico e pittoresco che ha reso questa location italiana tanto ambita.

Come sappiamo, le problematiche legate al turismo non sono poche. I disagi per chi risiede in città costantemente abitate da visitatori “mordi e fuggi” non sono i dilemmi principali. Quello che più spaventa sono le “tracce” lasciate dai turisti, scie di rifiuti che sembrano servire a marcare il territorio. Souvenir di immondizia sparpagliati per spiagge e città con la noncuranza che solo un irrispettoso passante potrebbe avere. Passante sembra infatti la parola più appropriata per descrivere il visitatore che non ama l’ambiente, colui che non pensa al turismo come una maniera per onorare il proprio Mondo, per ammirarlo, ma come a qualcosa che gli è dovuto.

Purtroppo il problema dell’affollamento non sembra voler cedere. Pochi giorni fa, la rivista Focus ha stilato un’altra agghiacciante lista. Ancora un campanello d’allarme riguardante una problematica così evidente da essere passata inosservata.

Le 7 mete a rischio, riportate dalla rivista questo 19 Aprile sono: Monte Everest, Stonehenge, Phi Phi island (Thailandia), Le Piramidi di Giza (Egitto), Venezia, Machu Picchu, La grande muraglia cinese.

Molti di questi luoghi erano già stati citati nell’articolo del 2013. Molti di questi luoghi vengono nominati ogni giorno da riviste e giornali che cercano di portare all’attenzione un tema così semplice da identificare che, forse, proprio per questo motivo viene ignorato da tutti quei turisti, e non solo, che ogni giorno sentono di avere il diritto di trattare l’ambiente come se fosse una loro proprietà.

Eleonora Postai

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