Tutti con la maschera! Gli effetti del Sarin

L’attacco del 4 aprile: la ricomparsa del Sarin

La notizia che ha sconvolto il mondo è uscita il 4 aprile, insieme al gas. Un raid aereo è stato lanciato contro Khan Sheikhun, città sotto il controllo dei ribelli, in Siria. L’avvenimento ha portato circa 72 morti, tra cui almeno 20 bambini e 17 donne. Oltre alla crudeltà di questa azione, lo sconvolgente lo troviamo proprio nell’utilizzo di gas Sarin e di bombe al cloro, entrambi vietati a livello internazionale.

Medici senza frontiere e le conclusioni

Se prima erano solo supposizioni l’utilizzo di gas nell’attacco, poi sono state confermate. Il raid ad Khan Sheikhun, non è stato l’unico. Altri raid sono stati segnalati e molte bombe hanno colpito ospedali. I sintomi più visti erano il vomito e schiuma alla bocca. La Direzione sanità aveva parlato di gas Sarin e bombe al cloro ed è esattamente quello che hanno subito.

La conferma è arrivata da parte dei Medici senza frontiere che spiegano come i pazienti avessero pupille contratte, spasmi muscolari, defecazione involontaria, ovvero tutti sintomi che collegano all’esposizione ad agenti neurotossici. Il gruppo MSF (Medici senza frontiere) ha fornito subito farmaci e antidoti, senza dimenticare di procurare indumenti protettivi allo staff medico.

Grazie al riscontro dell’odore di candeggina sopra le vittime, sono arrivati alla conclusione di una loro esposizione al cloro durante l’attacco. Questi elementi hanno portato alla tremenda conclusione che suggeriva un’esposizione alle vittime di almeno due agenti chimici diversi. Ma in fondo, se entrambi erano vietati a livello internazionale un motivo ci sarà stato, no?

Il gas Sarin

Il Sarin o GB, è un gas nervino della famiglia degli organofosfati. Classificato come un’arma chimica di distruzione di massa, fu ottenuto da scienziati verso il 1938. A temperatura ambiente è un liquido di colore giallo, ma il suo vapore è estremamente volatile, inodore e incolore. L’intossicazione può avvenire per inalazione e anche attraverso contatto cutaneo. Viene considerato molto pericoloso perché un’adeguata concentrazione di vapori è in grado di attraversare la pelle. Questo rende anche insufficiente l’uso di una maschera antigas.

Come gli altri gas nervini, il Sarin colpisce il sistema nervoso degli organismi viventi. Capace di neutralizzare l’acetilcolinesterasi, ovvero un enzima presente nello spazio sinaptico all’estremità dei neuroni che serve a distruggere l’acetilcolina, aiuta a rendere possibile la trasmissione dell’impulso lungo le fibre nervose. In questo modo non si danneggia il loro funzionamento.

Questo gas però è stato già presente in altri attacchi terribili per la storia. Utilizzato nella strage di Halabja del 1988 ad opera di Saddam Hussein, è stato usato anche nell’attentato nella metropolitana di Tokyo nel 1995 e durante la guerra civile in Siria nel 2013. La dose di 200 milligrammi può generare la morte dell’individuo che la respira nel giro di pochissimi minuti.

Effetti del gas Sarin

Il gas attacca il sistema nervoso e i primi effetti sono la difficoltà respiratoria e la contrazione della pupilla. Seguono subito poi vomito, incontinenza (perdite di urina e feci), eccessiva sudorazione e salivazione, lacrime e forti convulsioni. Queste ultime portano al soffocamento e alla conseguente morte dell’individuo. Anche quando le dosi inalate non sono letali ci possono essere conseguenze gravi che portano danni neurologici irreversibili.

Il Sarin infatti, penetra la barriera sangue-cervello e attacca l’encefalo direttamente. Questo può comportare uno stato comatoso che può instaurarsi prima del soffocamento. Un intervento immediato utile a salvar la vita può essere la somministrazione di atropina. Bisogna sempre considerare però, che se la dose di gas inalato è eccessiva all’atropina l’intervento non sarà sufficiente.

L’atropina è solo un antagonista colinergico che agisce impedendo che gli effetti dannosi permangano negli spazi intersinaptici. Insomma l’effetto finale dovrebbe essere quello di garantire una corretta trasmissione dell’impulso nervoso. Purtroppo nonostante tutte queste informazioni facciano rabbrividire, ci sono ancora “persone” che usano questo gas.

Oltre al Sarin

Le armi chimiche utilizzate in vari attentati non si limitano al Sarin. Altri gas e sostanze hanno collaborato a creare confusione e morti in diverse occasioni. La fosfina è una di queste. Incolore e infiammabile è altamente tossica. Capace di uccidere a concentrazioni relativamente basse, sa di aglio o pesce in decomposizione. Un’altra arma chimica è la bomba al cloro.

Utilizzata molto in Itaq dall’Isis crea nubi di fumo arancione. Le bombe esplose assumono questa strana colorazione e questa caratteristica permette di essere riconosciute. Nocive per la salute umana, possono avere ripercussioni sulla popolazione locale. Pur essendo meno pericolose di quelle a gas nervino, perché non mortali, possono creare gravi problemi respiratori. Il cloro infatti, respirato a grandi quantità, può bruciare i polmoni.

Sintomi della bomba al cloro possono essere: difficoltà respiratorie, tosse, bava alla bocca e convulsioni. Insomma anche se meno pericolosa dovrebbe avere anche lei un divieto d’uso. Invece questa bomba non è esplicitamente vietata dalla Convenzione sulle Armi Chimiche. Per concludere il discorso, queste sono le mostruosità che vediamo in brevi video ai telegiornali, ma che ci piacerebbe fossero inutilizzabili.

Rossella Arcangeli

Rispondi