Serie A: 9 squadre sono già in vacanza?

Le squadre già salve rischierebbero di falsare il campionato. È vero? 

 

Mai come quest’anno stiamo assistendo ad una morte del campionato così prematura. Ad oggi, come spesso capita nelle ultime giornate di ogni stagione, l’obiettivo di molte squadre sembra ormai raggiunto e motivazioni e concentrazione cominciano inevitabilmente a scemare.

Il primo caso si è verificato Sabato sera a Bologna ma c’è il rischio concreto che si ripresentino situazioni simili sempre più spesso.

Davanti, la Juve continua a ritmi altissimi ed ha accumulato un vantaggio ragguardevole sulle inseguitrici. Anche la qualificazione alla prossima Champions League sembra ormai decisa e al momento c’è lotta soltanto in zona Europa League. La situazione attuale è molto interessante e vede quattro squadre in soli 3 punti e la Fiorentina poco distante, che può ancora dire la sua.

In fondo alla classifica, Pescara, Crotone e Palermo sembrano ormai condannate alla retrocessione, con quest’ultima a 8 punti dall’Empoli. Nel mezzo, ben 9 squadre sembrano non avere più nulla da chiedere a questo campionato e pare fungeranno soltanto da sparring partner per l’avversario di turno. Dal Torino che sembra aver ormai abbandonato i sogni europei all’Empoli che deve soltanto amministrare il vantaggio sul Palermo, mettendo in cascina ancora una dozzina di punti, mezza Serie A è già in vacanza e secondo gli addetti ai lavori vedremo sempre più spesso risultati rocamboleschi come successo in Bologna – Napoli, per le fortune degli amanti dell’over 2,5.

Ma c’è qualche motivo per seguire ancora il campionato? Certo che sì.

PROFESSIONALITA’.

Non dimentichiamo che i giocatori sono prima di tutto professionisti: contiamo quindi sul fatto che adempieranno ai propri doveri con la massima serietà fino in fondo. E poi d’accordo la tranquillità di non doversi giocare più nulla, ma a nessuno piace perdere. Ci sono poi molti calciatori che giocano per raggiungere obiettivi personali: il titolo del capocannoniere, la chiamata in Nazionale o il rinnovo con ritocco verso l’alto dell’ingaggio nelle varie squadre. Insomma, non è vero che mancheranno le motivazioni, bisogna solo saperle cercare.

 

SPAZIO AI GIOVANI.

Il finale di stagione è anche un’occasione per gli allenatori di sperimentare nuovi moduli e dare spazio a chi ne ha avuto meno sino ad allora; è inoltre la condizione perfetta per fare esordire giovani talenti della Primavera senza rischiare il linciaggio pubblico. Se si dovesse continuare di questo passo, il finale di stagione potrebbe durare più del solito e gli spettatori – ed in particolare gli amanti del fantacalcio – potranno godersi le prodezze dei baby campioni più a lungo.

 

VARIABILI IMPAZZITE.

Proprio grazie ai due punti precedenti, non sono da escludere risultati a sorpresa d’ora in avanti. La freschezza e l’imprevedibilità dei giovani, le novità di modulo e l’aspirazione a fare risultato contro le grandi caratterizzeranno la seconda metà di campionato. Giocare senza motivazioni non significa per forza giocare meno bene, anzi. Avere la mente libera contro squadre che devono per forza vincere è un vantaggio psicologico non da poco. Il fattore campo continuerà inoltre ad avere un peso specifico non irrilevante: a nessuno piace perdere, men che meno in casa.

Forse non sarà il campionato più combattuto di sempre, ma di motivi per continuare a seguirlo ce ne sono parecchi. Il più importante, e anche il più valido, resta sempre la passione per questo sport.

Luca Guerri

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