Torino: a tu per tu con la paura. 1400 feriti, 7 gravi. Il racconto dei presenti

Torino: 1400 feriti, 7 persone in condizioni critiche

Sabato 3 giugno. Finale di Champions League, Juventus-Real Madrid. Torino si ferma, occhi incollati ai televisori, centinaia di milioni di spettatori da tutto il mondo, tra cui anche i trentamila di Piazza San Carlo, nel cuore del capoluogo piemontese. Il maxischermo troneggia al centro della piazza. Fischio d’inizio, cori, risate, esultanze, rammarico. La piazza è densa di emozioni.

Torino allarme san carlo
Piazza San Carlo un’ora dopo il falso allarme

La ricostruzione dei fatti

L’afflusso di gente è stato regolare, ma per nulla controllato. «All’ingresso mi hanno chiesto se avessi del vetro all’interno della mia borsa» leggiamo in una testimonianza pubblicata su Facebook «mi è bastato rispondere di no, per entrare tranquillamente senza nessun controllo. Inoltre all’interno della zona recintata era pieno di venditori ambulanti che vendevano bevande in vetro». 

I controlli preventivi non sono stati effettuati secondo la prassi corretta. Superficialità e disinteresse da parte del servizio d’ordine hanno fatto sì che in poco tempo il suolo di Piazza San Carlo si riempisse di cocci di vetro.

Secondo tempo del match, risultato di 3-1 a favore dei madrileni. È un attimo. Numerosi testimoni parlano di  una deflagrazione seguita dalle parole “Bomba Bomba” – probabilmente un petardo. «Ho visto del fumo e ho pensato fosse scoppiata una bomba» racconta una ragazza «c’era gente che sanguinava ovunque». Passano pochi secondi e il crollo di una ringhiera del parcheggio sotterraneo della piazza provoca altro rumore, che a sua volta genera confusione. Da qui, il fuggi fuggi generale. «Ero convinto si trattasse di un attentato» ci dice un ragazzo «sono entrato in un portone e mi hanno medicato. Solo più tardi alla televisione ho scoperto che si trattava di un falso allarme».

San Carlo Torino
In Via Roma, adiacente a Piazza San Carlo, numerose macchie di sangue intingono il pavimento sotto i portici.

I feriti e “l’ognuno per sé”

Panico. La psicosi collettiva non risparmia nessuno. La folla comincia a scappare in preda alla paura dell’attacco terroristico. Alcuni non conosco il motivo della fuga, altri vengono schiacciati. Il maxischermo continua a trasmettere le immagini in diretta da Cardiff, ma nessuno presta più attenzione alla partita. Le persone cadono, si tagliano coi cocci di bottiglia che tappezzano il suolo. «Ero coperto di sangue, molto non mio» racconta scioccato un presente. Il deflusso è completamente incontrollato.

Il bilancio al mattino seguente riporta 1400 feriti lievi ricoverati nei pronto soccorso torinesi. Ci sono sette feriti gravi, tra cui anche un bambino, rimasto calpestato.

Gianluca Minuto

 

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