Ai piedi del mondo

La storia di una leggenda mai finita

Ci sono stati uomini che hanno sognato di dipingere i cieli. Ci sono stati popoli che hanno costruito leggi e virtù. Ci sono stati imperi che hanno reclamato il mondo.

Monarca il mondo, boemio il tempo

Dalla maestosità di Babilonia alla costruzione delle piramidi, dalla Grecia delle polis alla Roma delle aquile, dalle frecce degli Unni agli squilli di tromba dei Carolingi. I numeri dei secoli non rendono giustizia alla storia incarnata nelle gesta degli uomini e delle donne. Tragedie e glorie incastonate tra la terra e il cielo come primule nella valle a primavera, come parole su un foglio di carta, come gocce di sudore in un teatro di battaglia.

Il mondo rimase incantato dagli occhi turchesi del prode di Nizza, il leone dalla barba bionda, l’eroe dei due mondi. Perché se non c’è gloria nella morte, c’è vita nella vittoria dell’unificazione.

mondo italia
L’invidia di ieri, debolezza di oggi

Si potrebbero scrivere milioni di trattati sui problemi dell’Italia, ma ragionando per insiemi il popolo deve assumersi l’onere dell’imputato principale. Ciò di cui l’Italia necessita disperatamente è il patriottismo. Non si parla di xenofobia o presunzione, bensì di un amore disinteressato nei confronti del proprio paese. Attenzione, non ci si deve confondere con l’indottrinamento esportato dal business, no. Non servono saluti alla bandiera o inni corali prima delle lezioni. Non è questo ciò di cui abbiamo bisogno. Amare l’Italia significa prestarsi a farla crescere, uniti, pensandola migliore e realizzando tale progetto. 

Pensiamoci, quante popolazioni possono vantare la varietà di patrimonio genetico presente nella penisola italiana? Veramente poche, anzi, nessuna. L’eredità lasciataci dalla storia è quella di rinnovarci senza alcun limite.

Arriverà il momento?

Giungerà finalmente il tempo in cui lo stereotipo di pizza e mandolino cesserà la sua connotazione negativa? Non basta la speranza, serve l’intraprendenza, non solo politica, ma insita nella coscienza di ognuno di noi. I  piedi del mondo si muoveranno ancora, è solo che abbiamo dimenticato come si cammina.

Gianluca Minuto

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