Alla finestra di “El Papu”

La crescita di Alejandro Gómez, in realtà, sta all’esplosione come un allungo a uno scatto“. Questa frase, estrapolata da un articolo di Fabrizio Gabrielli sull’Ultimo Uomo, dà un ottima chiave di lettura alla stagione esaltante del numero 10 atalantino. Nel corso di quest’anno, Gomez, detto “El Papu“, si è affermato in maniera straripante nel campionato italiano. L’aspetto interessante è che la sua consacrazione è stata accompagnata e coadiuvata da una sempre maggiore importanza anche extra-calcistica. Il suo successo social, legato ai grandi risultati del campo, lo rende uno dei personaggi più particolari e interessanti da analizzare nell’ambito del panorama sportivo italiano.

El Papu indica la retta via

El Papu e la Dea

E’ sempre difficile distinguere quanto di buono un giocatore faccia per la propria squadra o viceversa. Di sicuro, la stagione strepitosa dell’Atalanta, quinta in campionato, sta mettendo in risalto diversi giocatori.

Tantissimi di questi sono ragazzi giovani, quasi alle prima grande esperienza in Serie A, ma già corteggiati da tutte le “big” italiane e non solo. Basti pensare a Gagliardini (da Gennaio all’Inter), Caldara (della Juve ma che giocherà un altro anno con l’Atalanta), Kessie (conteso tra Milan e Roma), Spinazzola (forte interesse della Juve) e tanti altri che stanno splendendo nelle fila bergamasche e che portano la Dea ad essere una delle squadre più giovani del torneo, con 26 anni di media.

Insieme a questo mix di giovani talenti, si piazzano giocatori più o meno esperti. Alejandro Gomez passa alla Dea nel 2014 e con i suoi 29 anni rientra in questo gruppo di giocatori “anziani”.

Abilità tecniche

Probabilmente la cosa che più stupisce è che la sua parabola continui a crescere ad un’età in cui di solito il profilo di un calciatore si stabilizza. Infatti è da più di un anno a questo parte che El Papu è diventato uno dei migliori interpreti nel suo ruolo. Gioca da seconda punta-trequartista e ormai unisce ad un bagaglio tecnico ed atletico già molto importante, un’intelligenza tattica che mette il suo genio a disposizione del gioco di squadra.

Già al Catania qualcosa sul suo bagaglio tecnico-atletico si era visto

Sa partire largo per rientrare ed effettuare un assist per il compagno o calciare in porta. Può triangolare benissimo nello stretto con la prima punta o con gli esterni di centrocampo. Può arrivare sul fondo e crossare con precisione.

I suoi numeri di questa stagione descrivono solo in parte quello che il numero 10 bergamasco è per la sua squadra. Per dirne qualcuno, effettua 2.5 passaggi chiave e 3 dribbling a partita. Ha totalizzato ad ora 7 assist e 14 gol. E giocate di questo tipo:

Dribbling, doppio tocco, siluro all’incrocio. Facile no ?

Abilità tattiche

Il picco calcistico toccato in questa stagione è anche la somma di tutte le impronte tecnico-tattiche ricevute dagli allenatori in carriera. In particolare Gasperini, il suo attuale allenatore, gli ha probabilmente fatto fare il definitivo salto di qualità. E’ riuscito ad imbrigliare il suo genio per metterlo al servizio della squadra, senza sopprimerlo o limitarlo. Ad esempio, sfruttare la sua innata lettura del gioco con il suo atletismo per aggredire gli avversari nel recupero immediato del pallone e ripartire per impostare una nuova azione con le sue abilità di creazione del gioco.

Recuperare e ripartire

Il suo potere tecnico-tattico, puramente di calciatore, lo fa essere uno dei giocatori più forti e belli da vedere della Serie A. Sia con le giocate che con la grinta che mette in campo riesce ad attirare ammirazione e simpatia da un qualsiasi spettatore.

Tuttavia il suo fare “spettacolo” non si limita solo al campo da calcio e trova sfogo anche in altre direzioni.

 

Fenomeno … social

Inevitabilmente, quando sei un calciatore di successo, anche se discreto, ti spetta una certa dose di fama. Qui in Italia, per l’importanza che riserviamo al calcio, diventi un personaggio pubblico. Tuttavia come la sua particolare parabola calcistica, il successo e la fama di Alejandro Gomez seguono un percorso non usuale.

L’utilizzo dei social network, è diventato un mezzo di informazione e condivisione potentissimo. Proprio l’utilizzo di questo mezzo ha portato la fama di El Papu a crescere anche e forse più di quello di cui si saremmo aspettati.

Il 10 atalantino nel corso della stagione è diventato un vero e proprio tormentone. L’aspetto più divertente e che ha fatto più successo del suo utilizzo dei social è sicuramente la naturalezza e la simpatia di Gomez che è venuta fuori, foto dopo foto, commento dopo commento, video dopo video.

Attenti a quei due

Iniziando dal rapporto con i suoi compagni di squadra e in particolare con Andrea Petagna, le botte e risposta sui social fanno il giro del web. Quasi più delle sue giocate.

Licenze poetiche

Spensierati, vincenti e letali. Questo è quello che appare dall’esterno vedendo il rapporto di questi due calciatori. Ed è inevitabile pensare che in qualche modo quella solidità e quella “leggerezza calviniana” propria del gioco della Dea, sia dovuta e legata anche al legame bello e genuino che si è creato tra i vari calciatori. Legame rafforzatosi anche sui social.

La Papu-Dance

 

Leggerezza

E’ proprio con la Papu-dance che il 10 atalantino raggiunge probabilmente il suo picco di “importanza” social. Arriva ad essere utilizzata come esultanza ad un gol. Tuttavia non suo, ma dell’amico Marco Borriello.

Probabilmente è questo il maggior motivo di successo sui social di Alejandro. I fan vedono un ragazzo che non si presenta come i classici giocatori: macchinoni, feste di lusso, ragazze bellissime. Vedono un ragazzo come loro, che fa gli stessi scherzi stupidi che chiunque si scambia tra amici a quell’età, che prende con spensieratezza la vita.

 

Un sorriso al futuro

La stagione sta finendo e quindi almeno sul campo smetteremo di sentir parlare di Gomez. E’ sempre stato un calciatore del quale si diceva che avesse fatto in carriera meno di quello di cui era capace, già dal Catania e dalla parentesi disastrosa in Ucraina. Quindi quest’estate potrebbe diventare un uomo importante a livello di mercato, anche se l’Atalanta non sembra volerlo cedere e lui non sembra voler lasciare Bergamo.

Certo si potrebbe dire che per un calciatore il treno per il successo, quello vero, quello in cui poi alzi qualche trofeo, da 30 anni in su è difficile che passi.

Tuttavia nessuno meglio di El Papu sta dimostrando a noi (e probabilmente anche a se stesso) che tutto è relativo. La felicità e la spensieratezza nella vita non la si raggiunge per forza solo chiedendo il massimo dalla propria carriera.

E’ un mix complesso da trovare, ma se sei un ragazzo di 1 metro e 60 con tanta leggerezza dentro, diventa tutto più facile.

Alessandro Viglione

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