Alla scoperta di Franck Kessié

La repentina ascesa di Franck Kessié sembra non conoscere intervalli e per il momento pare destinata a concretizzarsi al ritmo di un salto di qualità all’anno. Da giovane-rivelazione durante lo scorso campionato di Serie B con il Cesena all’immediato exploit con la maglia dell’Atalanta, la carriera del giovane talento ivoriano pare procedere a passi da gigante. Ed all’orizzonte si prospetta un ennesimo banco di prova con addosso una delle casacche più prestigiose della Serie A. Quale sarà è ancora un mistero, ma la definitiva consacrazione potrebbe essere ad un passo.

 

Quando nel 2015 Rino Foschi si è accaparrato le prestazioni sportive di Franck Yannick Kessié durante la sessione di mercato estivo, probabilmente i piani legati al suo trasferimento in bianconero dall’Atalanta erano ben altri. Il Cesena è un club noto per non navigare in buone acque dal punto di vista economico e societario, al punto da essere costretto ad attuare una delle strategie di risanamento più in voga nella storia recente del campionato nostrano: di anno in anno, si mira a rimpolpare il proprio organico anche attraverso il prestito di giovani provenienti dai vivai più consolidati della Serie A. Si tratta, nella grande maggioranza dei casi, di calciatori che, per quanto talentuosi, si trovano alle prese con la prima stagione da professionisti e fuori dall’ambiente che li ha formati come giocatori nel corso della trafila nelle giovanili. In quanto tali, le prestazioni che potrebbero offrire nel corso della stagione risultano essere più che un’incognita. Per incentivare le società destinatarie nel garantire quantomeno un minutaggio decoroso a questi esuli talenti dal futuro incerto, l’espediente consiste nel corredare la formula del trasferimento in prestito secco con un succulento premio di valorizzazione, legato ai risultati ed alle presenze che il giovane calciatore saprà raggiungere nel corso della sua esperienza. Se a questo aggiungiamo il costo risibile di un’operazione che non prevede un esborso economico per il cartellino del giocatore, ma si ferma al pagamento dello stipendio del diretto interessato, ecco un insieme di più fattori che non di rado accontentano tutte le parti coinvolte nella trattativa.

Come detto, l’operazione di mercato che ha portato Franck Kessié a vestire la maglia bianconera del cavalluccio nel corso della passata stagione si è attestata su questa falsariga. Il talento ivoriano classe 1996 è giunto in romagna formalmente nei panni di quinto difensore centrale con la variante di poter essere schierato anche come terzino destro, ruolo per il quale il Cesena non disponeva di una vera propria alternativa a Gabriele Perico.

Atto I: l’immediata affermazione in bianconero

I numeri già in regola del pacchetto arretrato bianconero parevano destinare Kessié a recitare il ruolo di comparsa nel corso della sua esperienza in bianconero. In realtà la giovane stella già covava dentro di sé quel talento che si sta dimostrando in grado di rivelare a tutti ed ha impiegato ben poco per attirare l’attenzione di un allenatore, Massimo Drago, dimostratosi vero e proprio maestro nella crescita e valorizzazione delle nuove leve. E si sa, quando un giovane talentuoso incontra sulla propria strada un mister capace di gestirne le prerogative ed accelerarne la maturazione, il binomio che ne scaturisce spesso non può che risultare esplosivo. Kessié fa il suo esordio con la maglia del Cesena durante la terza giornata di campionato, un Ascoli-Cesena in cui i romagnoli si trovavano già in vantaggio per tre reti a zero, in una sorta di passerella che si concede ai giocatori destinati a calcare sporadicamente il rettangolo verde a risultato già acquisito. Nessuno poteva pensare che in realtà quello scampolo di partita, unito alla manciata di minuti racimolati con il Perugia due partite dopo, servivano al ragazzo per fare le prove generali di quella che di lì in avanti sarebbe poi stata la sua affermazione.
A partire dal match casalingo col Livorno, valido per la sesta giornata di campionato, Kessié entra stabilmente a far parte della formazione titolare del Cesena, posizione che finirà per consolidare nel proseguimento della stagione. Da quel momento, infatti le uniche presenze che non colleziona sono quelle coincidenti con le convocazioni per la nazionale maggiore della Costa D’Avorio, guadagnata a suon di prestazioni di assoluto livello nel nuovo ruolo di mezzala che mister Drago è riuscito sapientemente a cucirgli addosso come solo un raffinatissimo sarto saprebbe fare. Nello scacchiere tattico dell’allenatore calabrese la prorompenza fisica dell’ivoriano, unita alla sua capacità di rendersi utile nei due lati del campo, tanto in fase di possesso quanto in quella di non possesso, hanno permesso ai bianconeri di elevare la qualità del proprio gioco ed alzare l’asticella rispetto a quelli che erano i già ambiziosi obiettivi stagionali. Kessié terminerà la sua stagione in bianconero con trentasei presenze in campionato, condite da quattro reti e due assist ed una qualità di calcio impensabile per la sua età, che ha saputo esprimere con continuità per tutto l’arco del campionato.

Atto II: alla corte di mister Gasperini ed un futuro tutto da scrivere

Dopo il memorabile anno d’esordio con la maglia bianconera, il resto è storia recente: Kessié è tornato alla base, in un’Atalanta decisa ad apportare un profondo rinnovamento alla propria rosa, nella speranza di aprire un nuovo ciclo che garantisca alla compagine bergamasca di realizzare i consueti obiettivi stagionali. Gian Piero Gasperini è l’allenatore prescelto per guidare i nerazzurri in questo nuovo corso, ed i risultati che sta ottenendo insieme ai suoi “giovani terribili” sono sotto agli occhi di tutti.  La Dea è vicinissima ad una clamorosa qualificazione in Europa League, che coinciderebbe con un risultato storico anche per la provinciale che può vantare il maggior numero di militanze nella massima serie. Inutile sottolineare che, assieme a Mattia Caldara, già promesso sposo della Juventus, ed altri giovani rampanti che stanno facendo le fortune della Bergamo nerazzurra, Franck Kessié ha saputo ritagliarsi un ruolo di primissimo piano. Al punto che il suo nome pare destinato ad infiammare l’ormai prossima sessione estiva di calciomercato, con Milan e Roma che già stanno imbastendo un duello serrato dietro le scrivanie dirigenziali per accaparrarsi le sue prestazioni.

   
Dal punto di vista tecnico, il modo di giocare di Gasperini sembra rappresentare l’ecosistema prediletto per le caratteristiche del talento ivoriano: un calcio fisico e tambureggiante, fatto di duelli e transizioni veloci, nel quale un giocatore con la sua esuberanza fisica non ha potuto che esaltarsi al punto da divenire un vero e proprio perno dell’Atalanta griffata Gasp. All’interno di un contesto così inerzialmente favorevole, Kessié ha potuto a sua volta aumentare il livello del proprio gioco, affinando alcune caratteristiche quali l’inserimento senza palla e la capacità di dare il via alla transizione offensiva. Le sue innate doti di interditore e la resistenza fisica hanno fatto il resto, consentendogli di poter essere sempre nel vivo del gioco.
Come detto, il futuro sembra già bussare alla sua porta. I radar dei più grandi club europei sono già puntati su di lui e alcune società di rilievo si sono già mosse per portare Kessié alla propria corte. Se il giocatore sarà in grado di affinare ulteriormente le proprie qualità e spingersi ancora una volta oltre i propri limiti, probabilmente si prospetterà per lui un ennesimo salto di qualità nel futuro prossimo. Va detto comunque che i margini di miglioramento, fatto salvo anche della giovane età, sono ancora alti ma non necessariamente colmabili. Kessié dovrà necessariamente imparare a vivere il gioco in maniera più ponderata e meno istintiva, affinando le qualità tecniche e tattiche di cui dispone, perché per competere a certi livelli il solo strapotere fisico, che ha sicuramente avvantaggiato la sua ascesa in questi anni, potrebbe non bastare più.

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