Messi KO dall’analfabetismo funzionale

Siamo invasi dall’analfabetismo funzionale!

Gli ultimi dati sui livelli di educazione e istruzione degli italiani sono davvero imbarazzanti, che dovrebbero, seriamente, far riflettere tutti, nessuno escluso.

Perché l’istruzione e l’educazione, la cosiddetta “formazione” riguarda proprio tutti: non è possibile che esistano ancora percentuali di analfabetismo strutturale, numeri di persone che non sappiano leggere, scrivere e contare (circa il 5% della popolazione italiana).

Realtà ancora più drammatica la ritroviamo nel fatto che, secondo LaStampa.it, il noto linguista Tullio De Mauro, e altre fonti autorevoli, nel 2016, addirittura il 70-80% degli italiani sia “affetto” da analfabetismo funzionale, forma di analfabetismo di chi non ha le capacità di capire e interpretare un articolo di giornale, un discorso, una qualsiasi forma di informazione, di chi non sa compilare moduli, riassumere un testo anche semplice.  Di conseguenza, le persone funzionalmente analfabete non sono in grado di riflettere razionalmente su un fenomeno o sulla realtà che le circonda.

Analfabetismo funzionale - schema
Analfabetismo funzionale – schema

Vi sembra possibile che si stimano dati così vergognosi?

Questo è davvero preoccupante, poiché, secondo queste indagini, per strada, al lavoro, in tv, in palestra, al cinema, o in qualsiasi altro luogo, le persone funzionalmente analfabete sono davvero molte, la maggioranza, e si confondono, si nascondono dietro una maschera di parole vuote.

Questa forma di analfabetismo è piuttosto particolare, perché è subdola, non è così facile da individuare: i “sintomi” non sono evidenti come quelli dell’analfabetismo strutturale (totale incapacità di leggere e scrivere), essi sono diversi, più profondi, latenti. L’analfabeta funzionale sa scrivere, anche leggere, magari bene, con disinvoltura, ma, il problema si ritrova nel non essere in grado di comprendere il significato di ciò che si legge, scrive, o ascolta. Questo è davvero allarmante, perché la persona con analfabetismo funzionale, non sa criticare una notizia, o un fatto, non è in grado di valutare in modo oggettivo e razionale una situazione, non sa fare un discorso logico e costruttivo.

Il rischio?

Il rischio è dannoso per tutti! Per questa tipologia di persone è facile cadere nel semplicistico, nelle risoluzioni elementari, e soprattutto nei pregiudizi, che offrono una prospettiva lineare e di rapide conclusioni, prive di un fondamento realistico e razionale.

Altro punto fermo del soggetto con analfabetismo funzionale è la predisposizione a credere a qualunque cosa venga detta, senza un minimo senso critico a capire e verificare se la notizia sia vera oppure una “bufala”, pensate solo alla massa di persone che va a votare, cosa credete che votino?

La situazione all’estero?

Anche per quanto riguarda gli altri Stati, la situazione non è rassicurante: la media raggiunge il 50% con Germania, Francia e Spagna, mentre, dati più soddisfacenti li troviamo in Olanda, in Svezia, in Finlandia, in Norvegia, in Estonia, in Australia e in Giappone. 

Il mondo di Internet offre miliardi di opportunità
Il mondo di Internet offre miliardi di opportunità

I dati Istat, inoltre, dicono che quasi il 20% degli italiani, nel 2016, non abbia letto nemmeno un libro, né un giornale, non sia andato almeno una volta al cinema o a teatro, un minuto di silenzio per tutti coloro che si sentono parte di questa percentuale!

Ciò che indigna ancor di più è il fatto che, oggigiorno,  si abbia a disposizione, con Internet, con innumerevoli testate giornalistiche e riviste, un mondo di possibilità per confrontare le informazioni e confrontarsi con gli altri, commentare e accrescere la propria cerchia di conoscenze, ma, a quanto pare, si trascura tutto ciò, o si finisce per limitarsi ad “analizzare” con superficialità ogni elemento.

Vi sembra assurdo tutto questo, non date per vero ciò che abbiamo detto?

Perfetto, prendete carta e penna, armatevi di spirito d’indagine e mettete alla prova voi stessi e gli altri nei luoghi che solitamente frequentate. Se una realtà piuttosto limitata non vi basta, frugate anche in rete, sui social network, analizzate le condivisioni, i commenti, tutto ciò che spinge a rivelare il proprio modo di esprimersi e di pensare, e studiate bene l’atteggiamento, le reazioni delle persone.

Qual è la vostra conclusione?

Sara Erriu

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