Tutti pazzi per Razzi

Razzi spopola sul web

Antonio Razzi, il politico che ci meritiamo



Antonio Razzi, classe 1948. Wikipedia lo definisce un “politico italiano”, ma noi sappiamo che dietro a queste semplici parole c’è molto di più.

Sedotto e abbandonato

Non è molto noto, ma Antonio Razzi lascia l’Abruzzo, terra natale, nel 1965 per cercare fortuna in Svizzera: qui lavora per la ditta tessile Tersuisse Multifils SA. Nel 2009 la ditta avvia un procedimento penale contro Razzi con l’accusa di appropriazione indebita, procedimento che nel 2013 verrà archiviato. Esattamente uno dei requisiti findamentali per entrare in politica: nel 2006, infatti, viene eletto alla Camera dei Deputati nella lista dell’Italia dei Valori. Nel 2013 viene candidato per Il Popolo della Libertà, e, successivamente eletto, aderisce a Forza Italia e diviene Senatore.

Gli avvenimenti recenti lo vedono protagonista di una congiura senza precedenti: il giorno in cui gli aspiranti parlamentari firmano l’accettazione alla candidatura, il 23 gennaio 2018, Antonio non viene convocato. “Non mi hanno neppure telefonato, – dichiara a Il Fatto Quotidianonella vita io ho imparato l’educazione, anzi, i miei genitori che non ci sono più ‘mi hanno imparato’ sempre il rispetto. Mi piacerebbe sapere il motivo per cui non mi hanno chiamato.“. Già, perchè non chiamarlo? I suoi genitori gli hanno imparato il rispetto e voi lo trattate così?

Antonio Razzi, da www.articolotre.com

Le gaffe 

Spesso, e non ci spieghiamo per quale motivo, Antonio Razzi si ritrova ad essere protagonista di numerosi video, immagini o meme sui social network, dove il popolo del web si prende gioco di lui e della sua difficoltà a padroneggiare la lingua italiana. Uno dei video preferiti della rete è quello che riporta il discorso dell’Onorevole sulle Unioni Civili, risalente al 10 febbraio 2016. Ve lo lasciamo qui, in caso foste curiosi di conoscere la chiarissima posizione di Razzi riguardo a questo scottante argomento. “Noi ci sentiamo competenti al punto tale da assicurare che i bambini adottati da due padri non patiscono turbe di carattere psicofisico tali da menomenarne la personalità?“: un piccolo estratto dal discorso, giusto per dare l’idea della famosa meticolosità con cui Razzi prepara ed espone i propri discorsi. Antonio ci tiene. E si vede.

Politica internazionale

Essendo un uomo politico a tutti gli effetti, il Senatore Razzi non si è sottratto alle trattative internazionali. Il suo contributo è stato essenziale, soprattutto quando si è trattato di esprimere un’opinione riguardo alla particolare situazione in Corea del Nord: Kim Jong-un, il giovane dittatore nordcoreano, è stato definito “un moderato che sta cercando di portare un po’ di democrazia in quel paese“. Ed ha aggiunto “Forse è la nazione più sicura che io conosca“. Come dire, sicuramente la sincerità è una dote che non manca al nostro Antonio. E un po’ come il mite Donald Trump, Presidente degli Stati Uniti d’America, Razzi abusa del suo account Twitter tentando di rubare a Gandhi il titolo di Mahatma: “Ho scritto a Trump per evitare la Guerra con la Corea del Nord” recita un tweet risalente a febbraio 2017. Per (s)fortuna il Presidente era impegnato a Miami e l’ennesima occasione per risollevare la situazione tra Corea del Nord e Usa è sfumata. Incrociamo le dita e attendiamo che Twitter vada in blocco e gli account di Trump e Razzi vengano sospesi.

É inoltre risaputa la posizione di Razzi riguardo ai campi di prigionia in Corea del Nord: secondo il Senatore, non sono altro che “serre di pomodori grandissime, mai viste così grandi, saranno quelle, le scambiano per lager”. Ma a chi si riferisce quando dice “le scambiano”? All’Organizzazione delle Nazioni Unite. I soliti esagerati.

Kim Jong-Un, dittatore nordcoreano.
Da dailymail.co.uk

Un’icona di stile

Un po’ come Audrey Hepburn, Antonio Razzi è divenuto un vero e proprio modello da seguire: un uomo giunto in politica per pura passione, strabordante di valori quali la lealtà e l’intraprendenza. E, anche se probabilmente i congiuntivi non hanno mai fatto parte della sua irreprensibile vita da operaio tessile, non importa: in politica c’è bisogno di persone come lui, ora che l’ashtag #onestà regna sovrano.

Perché Antonio Razzi è proprio l’eroe che l’Italia merita ed esattamente quello di cui ha bisogno adesso. Un uomo che vede distese di pomodori laddove il male cerca di insinuarsi.

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