Atletico Madrid: Simeone e molto altro

Per la terza volta negli ultimi quattro anni l’Atletico raggiunge le semifinali di Champions League. Nonostante ciò, i giocatori colchoneros finiscono raramente sotto la luce dei riflettori mediatici. Eppure le qualità non mancano.

Jan Oblak

L’impermeabilità difensiva dell’Atletico passa anche dai suoi guantoni. In continuo ballottaggio con Moyà la scorsa stagione, il numero 1 sloveno quest’anno ha alzato l’asticella del suo rendimento, relegando il compagno in un angolo buio della panchina. Se l’Atletico mette a referto numerosi clean sheets, il merito è anche suo. Emblematico il triplo intervento con il quale salva la porta dagli attacchi del Bayer Leverkusen.

José Giménez

Il roccioso difensore centrale è uno dei talenti più bramati dalle big europee. Dopo aver rispedito al mittente l’offerta del Manchester United a gennaio, l’uruguaiano sembra poter scatenare un’asta al rialzo durante la prossima sessione di mercato. Base d’asta: 65 milioni di euro, ovvero il prezzo della clausola rescissoria che lega Giménez ai colchoneros. Se amate i centrali che sanno impostare guardate altrove: il classe ’95 fa dell’intensità agonistica il suo unico mantra. Tackle scivolati, spallate e interventi al limite del regolamento sono all’ordine del giorno con lui. Sarà anche per questo che Simeone stravede per lui.

Giménez alle prese con Suarez: il difensore dell’Atletico non fa sconti a nessuno, nemmeno ai suoi connazionali.

Saúl Ñíguez

Il centrocampo colchonero riveste un ruolo fondamentale nell’economia del gioco di Simeone. Da un lato deve reggere costantemente all’urto degli attacchi avversari; dall’altro, deve saper supportare adeguatamente l’attacco madrileno, altrienti povero di elementi. Il centrocampista spagnolo – al pari di Koke e Gabi – svolge al meglio questo doppio compito. Duttilità, intelligenza tattica e qualità eccellenti – a cui va aggiunta la garra tipica delle squadre di Simeone – fanno di lui un elemento imprescindibile per il Cholo. La sua brutta esperienza nelle giovanili del Real lo lega indissolubilmente all’Atletico, che ha avuto il merito di cogliere al volo l’occasione per sottrarlo ai cugini. Ieri sera altro pezzo di bravura contro il Leicester: inserimento a fari spenti nell’area, colpo di testa sul secondo palo e rete che si gonfia. Anche se il goal che meglio sintetizza le sue caratteristiche resta quello segnato al Bayern Monaco.

 

Yannick Ferreira Carrasco

Troppo facile nominare Griezmann. Il francese è senza dubbio la punta di diamante della rosa e le delusioni in campo internazionale (Champions League ed Europeo) contribuiranno alla sua crescita professionale forse più delle vittorie. Il belga è però protagonista di un’esplosione incredibile, passata in secondo piano solo a causa del petit diable. Le prestazioni altalenanti di Carrasco si interrompono con il goal – inutile – nella finale di Champions League della scorsa stagione.

 

Il goal del momentaneo 1-1: la partita terminerà poi ai rigori e vedrà il Real vincitore, ma Carrasco sarà un giocatore diverso da lì in avanti.

In quel momento scatta qualcosa a livello mentale nel giocatore che lo rende più responsabile e consapevole dei propri mezzi. In estate lascia la camiseta numero 21 per indossare la ben più scomoda 10. Simeone se ne accorge e lo propone spesso titolare quest’anno, a spese di un certo Fernando Torres. Il record di marcature stagionali è un inevitabile conseguenza: 14 goal in 46 presenze. Ma i numeri non rendono davvero giustizia all’apporto che Carrasco dà alla squadra. Se Griezmann dovesse lasciare Madrid, Simeone potrebbe avere il sostituto già in casa.

Luca Guerri

 

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