Gli avvenimenti shock del 2017

Quattro premonizioni per il 2017

Spostiamo le lancette dell’orologio avanti di 356 giorni. Siamo sulla soglia del 2018. 31 dicembre 2017. Questi i principali avvenimenti shock che hanno caratterizzato il 2017.

Assassinato Bello Figo Gu

25 Dicembre 2017. Il giorno di Natale più triste della storia italiana. Alle 20 la notizia è già di pubblico dominio. E’ morto il famoso rapper di colore Bello Figo Gu. E’ stato assassinato. Stava producendo il nuovo video “Sono come Donald Trump” in Piazza della Pace a Parma, quando due spari dalla distanza lo hanno colpito alla testa. Il fucile con cui è stato ucciso sarebbe un Carcamo M91. Paradossalmente, la stessa arma con cui venne colpito John Fitzgerald Kennedy nel 1963 . La polizia si è mobilitata in ritardo, non essendo presente sul posto, e l’attentatore non è stato ancora ritrovato.

Nei giorni successivi, un’ondata di sdegno ha attraversato l’Italia. Partivano manifestazioni anti-razziste in tutte le principali città italiane. Bello Figo diventava un martire: durante i cortei veniva utilizzata una maschera della sua faccia sorridente. Salvini perdeva consensi in tutta Italia, soprattutto dopo la pubblicazione su Facebook di uno stato che recitava: “Sempre i migliori se ne vanno…eheh“. Renzi veniva richiamato dalla folla in politica: gli italiani non avevano dimenticato le diverse canzoni di Bello Figo che inneggiavano all’ex premier. Nel mentre, le canzoni di Bello Figo ottenevano un successo clamoroso, sia in Italia che all’estero.

La nuova hit “Fike bianche col tonno“, uscita su YouTube a novembre, otteneva il primo posto in tutte le classifiche mondiali. Il presidente Mattarella, nel discorso del 31 dicembre, descriveva Bello Figo come un “self-made man, che ha usato l’arma dell’ironia per trattare di molti problemi attuali“. Il rapper di Parma moriva a 27 anni come Brian Jones, Janis Joplin, Jimi Hendrix, Kurt Cobain, entrando di diritto nel Club 27.

Alfredo Montalto

Fusione Rai-Mediaset

10 Agosto 2017, è la notte di San Lorenzo, la notte delle stelle cadenti. Giovani e vecchi con gli occhi verso il cielo nell’intento di scrutare lo sciame meteorico, interiorizzare un desiderio e amoreggiare al riecheggiare delle onde. Questa notte verrà da oggi ricordata come la notte dell’etere cadente.

A seguito del crollo degli ascolti, trend borsistico negativo, chiusura dei sovvenzionamenti governativi dettati dall’ultimo governo in carica e vendita dei pacchetti azionari per tentare di salvare il salvabile, RAI e MEDIASET durante una drammatica riunione in separata sede hanno annunciato il loro fallimento. Per garantire continuità informativa, le due aziende hanno deciso durante una successiva riunione di fondersi con esercizio provvisorio in MEDIA-RAI.

Le trasmissioni andranno in onda per i prossimi sei mesi a reti unificate dalle 11 alle 23, nelle seguenti dodici ore la replica delle precedenti. Cancellati tutti i talk show compreso Porta a Porta e Che tempo che fa. Cancellate tutte le dirette sportive, le fiction, l’intrattenimento pomeridiano, il Festival di Sanremo, L’isola dei famosi, Striscia la notizia, Amici e tutte le produzioni filmiche. Al loro posto spettacoli di balletti, prosa, lirica, film in replica e programmi in dialetto regionale.

Il nuovo telegiornale TG-MEDIA, andrà in diretta tutti i giorni alle 20 senza inviati ma con approfondimenti in studio a cura di Alberto Angela. In attesa di trovare nuovi finanziatori privati o pubblici, del totale di 18000 dipendenti, 16000 sono stati posti in cassa integrazione terrestre compreso Fazio, Vespa, Scotti, De Filippi.

L’overflow mediatico ha così raggiunto il punto di non ritorno e sui social network è bagarre totale. In attesa del nuovo piano editoriale alla presidenza MEDIA-RAI è stato nominato Pippo Baudo con sole funzioni garantiste e non decisionali. Il Quarto Potere trema. 

Lino Chironna

Beppe Grillo invade la Polonia

1° Settembre 2017. Il cielo grigio sopra Varsavia promette pioggia. All’alba delle 6:50, l’aviazione pentastellata inizia la manovra aerea. Le scie chimiche si perdono a vista d’occhio sul cielo polacco. Legioni di honesti cittadini superano il confine, è invasione. Il leader del movimento, Beppe Grillo, sfila aitante in sella al suo scooterone. Agita l’indice sulle note di Wagner. Sorride. Dietro di lui, Alessandro Di Battista, soprannominato ‘El Che Dibba’, motiva il popolo in visibilio. Al suo fianco, Luigi Di Maio, nominato ad honorem leader del Venezuela, controlla la posta in arrivo sul tablet.

È giubilo in tutto il regno. Le giurie online si complimentano tra loro, l’informazione controllata ha vinto. La flebile resistenza accennata dai dissidenti è stata repressa via Facebook. La Kasta ha perso. Ci si interroga, ora, sui possibili sviluppi dell’Europa per come la conosciamo, dal momento che l’Italia e la NuovaPolonia.it, questo il nome più votato sul sito del M5S, ne sono uscite.

Piddini e Pidioti di tutto il regno cercano asilo politico il Germania, ultimo caposaldo dell’Unione. Gongola il ciambelliere Salvini, in visita a Cracovia. Secondo Matteo, il libro autobiografico steso di proprio pungo dall’emerito ciambelliere, è ora d’obbligo nella biblioteca di tutte le case. Pena la clandestinità. Viva il Grillo!

Gianluca Minuto

Matteo Salvini è offline

18 Febbraio 2017. È ufficiale: la pagina Facebook di Matteo Salvini è stata chiusa. Mark Zuckerberg ha preso sul serio la storia della salvaguardia della verità online e, dopo migliaia di segnalazioni, la pagina del leader della Lega Nord è definitivamente morta.

Ormai razzismo, qualunquismo, ignoranza e populismo sono un lontano ricordo: una mancanza che sarà riempita solamente dalle emoji dei cagnolini che piangono copiose lacrime amare. Calderoli e Maroni chiedono le dimissioni di Mark Zuckerberg: “Inaccettabile un comportamento del genere, non è giusto mettere alla gogna un individuo solo per le sue credenze e le sue convinzioni” – dichiarano – “lo dice la Costituzione per cui hanno lottato i nostri nonni”. Il Movimento 5 Stelle non ci sta: “Dovrebbe essere il web a prendere una decisione simile: Mark Zuckerberg non è nessuno per decidere chi possa essere zittito e chi no!” – sentenzia Grillo – “Sarà la giuria popolare ad esprimersi a riguardo!”.

E Renzi? Che fa? Purtroppo non rilascia dichiarazioni, ma un servizio fotografico su Chi lo ritrae dal ferramenta a comprare bulloni nuovi. Inaspettatamente nessuna notizia da parte della vittima: Matteo Salvini non ha mai imparato a utilizzare altri strumenti per comunicare con i propri elettori. Alcune indiscrezioni parlano di “corso di recupero avanzato” e “ritorno dietro i banchi di scuola” per il leader della Lega.

Per ora un’unica notizia è stata confermata dai media: il suo compagno di banco si chiama Abdul. E ha una media più alta della sua.

Chiara Manetti

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