Boldi e De Sica: la Resurrezione

Boldi e De Sica come Amore e Psiche

Elementi inscindibili del cinema italiano, Boldi e De Sica torneranno – forse – insieme


boldi e de sica


Boldi e De Sica. Cos’è l’arte, se non il perfetto equilibrio tra uvetta e canditi nel panettone natalizio? Ma se alla concezione culinaria dell’arte si abbina la settima arte, l’esperienza annulla ogni forma sensoriale. 

boldi e de sica

L’apparizione in pubblico, Paolo Conticini, Odio su tela 200×852, 2018 A.D.


Massimo Boldi e Christian De Sica han fatto pace. Immortalati in occasione della festa di compleanno dell’amico Paolo Conticini, la coppia del cinepanettone italiano sembra di nuovo riappacificata, anni permettendo. Già, perché metabolizzata la gioia del ritorno dei due bisogna subito fare i conti con la realtà. In particolare per quanto riguarda Cipollino. Il Boldi infatti pare essere a metà della trasformazione in un ibrido tra Winston Churchill e C-19. Un bel cipollozzo bipede pronto a sfoderare il suo mitico repertorio di battuttacce in cui c’entrano, nell’ordine seguente, tette, culi, peti, peni, sfingi egizie, diete vegetariane e piercing ai genitali.

Nonostante la critica cinematografia – oltre che alla soglia minima del QI – sia avversa alla stragrande maggioranza dei film interpretati dalla strana coppa lombardo-laziale, il cinepanettone senza Boldi e De Sica non è più lo stesso. Ad ogni ricorrenza cinematografica natalizia, infatti, si avverte l’assenza del duo che davvero significava Natale, quel duo con cui eri sicuro dello sterminio neuronale una volta finito il film, quel duo che proiettava le aspirazioni e i desideri del maschio comune italico, nell’ordine seguente: tette, culi, peti e sfingi egizie.

 

Venite con noi e lasciatevi trasportare da un vernissage a tinte tricolore.


White Bear, Polaroid, 2002, Museum of Modern Art, New York

boldi e de sica

In questo sadico e malato episodio del ciclo artistico, l’esilarante Enzo Salvi è Oscar Tufello. Come si evince dall’immagine, il costume del manager coatto poco s’addice alle vesti nobili dell’attore di Centocelle. Durante l’intero arco narrativo, Oscar altri non è che una reincarnazione del noto Jigsaw. Sempre pronto a sottoporre le vittime a prove fisiche e psicologiche ai limiti dell’umano, Enzo – qui – è intento a seppellire vivi gli eroi proppiani del racconto. Massimo e Christian investono nella scena un’emotività rara per le pellicole della Penisola. L’espressione di Boldi evoca nello spettatore un senso di vacuità e insofferenza del vivere. De Sica – dal canto suo – soffre ancora per le scariche elettriche a cui viene sottoposto alla fine di ogni giornata di riprese. La macchina fotografica è un elemento evocativo, volto all’esplicitazione di una dimensione da Inception. L’orso bianco, raffigurato dal ghigno sadico e dai colori del buon Oscar, è il lato oscuro di questo drammatico disegno tra le dune sabbiose di Ostia Lido. 


Messaggio al Primo Ministro, Filtro “Valencia” Instagram, 2005, Musei Vaticani – Città del Vaticano boldi e de sica

L’amore è un apostrofo rosa tra le parole “t’amo ingannato“. Un altro raccapricciante episodio, scorcio di vita quotidiana, interpretato magistralmente da Christian De Sica. Avete mai ceduto a un ricatto? Avete mai provato a esser distrutti moralmente e mediaticamente per un bene superiore? De Sica, nella pellicola, è un uomo disincantato che ha perso ogni certezza. La ricerca di un Dio immateriale e perciò inesistente, richiamato dal suo sguardo, trasmette allo spettatore l’immoralità della vita umana. Ricattato involontariamente da un tentatore satanico di nome Massimo Ghini, Christian sarà costretto a consumare un “mezzo rapporto sessuale” con una giovane e provocante ragazza americana. Tale giovin donna, figlia illegittima di Ghini stesso, creerà una tensione narrativa infernale. La promiscuità del rapporto sarà il fine ultimo che condannerà Christian alla perdita dei propri affetti. Fuori dal set, lo stesso De Sica rivelerà di aver provato disgusto per la natura umana. Questo infatti, sarà l’ultimo film che vedrà protagonisti Boldi e De Sica insieme: Cipollino, avendo mal digerito il rapporto di comprimario in quest’arco narrativo, avrebbe deciso di prender la propria strada, valorizzando il genio artistico di Enzo Salvi e Biagio Izzo


Shut up and dance, Affresco Sala Rossa, 2005, Cappella degli Scrovegni – Padova

boldi e de sica

Have you ever seen such a beautiful night?”, così cantava Hilary Duff nel suo celebre film “Lizzie McGuire – Da Liceale a Rockstar“. Una notte da leoni, che si tramuta ben presto in un incubo senza fine. Un gioco di luci e ombre con un finale già scritto, vittima del caos e degli errori di una webcam accesa. Ranuccio Ghisa, interpretato dall’artista a sinistra, rinomato alcolista di Avezzano, vede la sua vita andare a rotoli, pur mantenendo una parvenza di controllo sul mondo che lo circonda. Durante una fredda e umida notte d’autunno, dopo aver perso la casa dei suoceri a poker, il fervido Ranuccio s’imbatte nel demonio tecnologico, che vedrà protagonista la moglie di adulterio live su Instagram. Toccando diversi temi, tra cui l’amore omosessuale e la caducità del tempo, Massimo affronta la separazione ancorandosi al figlio Paolino, a.k.a. Francesco Mandelli. Un thriller emotivo in cui il rapporto padre-figlio s’incornicia nella splendida Miami, nascondendo, sotto un velo di complicità apparente, la triste verità: Paolino, in realtà, è Mike di “Stranger Things”. Svelato l’arcano, Ranuccio proverà in ogni modo a separare il figlio dalla stranissima compagna d’avventure, Eleven, ma l’amore trionferà su ogni cosa. Nella scena madre della pellicola (vedi opera a sinistra), Massimo Boldi affronterà i pericoli del Sottosopra pur di salvare suo figlio, ma perderà la vita, dando vita a diverse campagne a sostegno del suo personaggio

CIAO MASSIMO, INSEGNA AGLI ANGELI A DIRE “ME LA CIULA”.


S’i fosse foco, m’arderebbe ‘l culo

Come in tutte le narrazioni da commedia, fabula e intreccio regalano spunti originali attraverso cui guardare alla realtà sociale. Come si evince dalla scena del locale gay (Vacanze di Natale 95), il Boldi non rinnega l’universalità di un amore platonico – anche se omosessuale – andando contro i precetti del buoncostume, sfilando in un tango all’ultimo passo. Interessante e per nulla casuale come in questa scena il Boldi – allegoricamente scritturato come un Renzo (Promessi Sposi, ndr) moderno – rappresenti l’innocenza scossa da un’ironica provvidenza che s’incarna nella figura dell’agente di polizia prima per destabilizzare e poi per riportare ordine nella fermente esistenza del protagonista. L’istituzione della polizia, infatti, appare in un primo momento come trasgressione attraverso il costume del frequentatore del locale il cui Il Boldi si ritrova. Poi, per mezzo di un fuoricampo finemente elaborato, il protagonista riemerge con un secondo poliziotto, questa volta rappresentante dell’ordine morale di una società che non capisce l’indole del Boldi. 

Boldi e De Sica: l’eterno patrimonio UNESCO italiano

boldi e de sica
Boldi Casanova e De Sica gondoliere – “A spasso nel tempo”, 1996, Regia di Carlo Vanzina (con il palese aiuto del demonio)

Non c’è limite al genio, non c’è limite all’amicizia. Nella diapositiva (sopra) si può ammirare una scena di vita comune, un ritratto fedele della trasposizione folkloristica dell’arte cinepanettonica ai tempi della Serenissima. Il Boldi appare con espressione soddisfatta, di certo eccitato per il consueto tegame di ravioli posto al di fuori dell’inquadratura per ottenere la massima naturalezza espressiva. De Sica, al contrario, viene rappresentato distante dal classico sciupafemmine aitante. Con espressione turbata e depressa, il gondoliere laziale non può far altro che ammirare lo scettro – simbolo di potere e fallocentrismo – stretto nelle mani del Boldi, vero ed unico portatore della ratio all’italiana.


 

 

 

 

 

 

 

Rispondi