La meravigliosa parabola del Borussia

La storia del Borussia Dortmund: dal fallimento alle vette d’Europa

Mancano poche ore alla sfida che indirizzerà una tra Atalanta e Dortmund agli ottavi di Europa League. Conosciamo meglio la storia del Borussia Dortmund: dal fallimento al parco-giochi d’Europa.


borussia dortmund


Il gioiello della Ruhr

La Ruhr è un’antica regione di minatori, al confine con la Francia – che per anni ne ha bramato le terre – nel nord ovest della regione tedesca. Il fulcro della regione è la città di Dortmund, il più grande polo industriale d’Europa, con una produzione senza pari d’acciaio e carbone. In una città ormai moderna, rinata sopra le ceneri dei bombardamenti del ’44-’45, il Borussia Dortmund è il gioiello che l’Europa le invidia. Dopo i successi europei e nazionali degli Anni ’90, il club vive un’involuzione economica preoccupante. In pochi anni, il Borussia è sull’orlo del fallimento a causa delle spese incontrollate della dirigenza. All’alba del Nuovo Millennio, l’orgoglio della Ruhr vive un incubo senza precedenti, ma in suo soccorso arriva Rummenigge. Il cancelliere del calcio tedesco cerca finanziatori per salvare lo storico club di Dortmund, ma il tempo dei mecenati è ormai finito per tutti, anche per la Bundesliga. Le risorse latitano, ma il tempo stringe.

La lungimiranza di Karl-Heinz Rummenigge

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Quando il Borussia sembra sul punto di dichiarar fallimento trova un alleato insperato: il Bayern Monaco. Lo storico club rivale, con il supporto della Federazione, diviene creditore del club di Dortmund e, inoltre, fornisce ai gialloneri una serie di ragazzi delle proprie giovanili, in cambio del capitano Torsten Frings. Siamo nel 2004, il Borussia è in mano a un direttore finanziario che ne controlla le finanze e amministra i conti del club. La società, allora, decide di ripartire dal settore giovanile, coltivato con perizia anche grazie alla riforma Rummenigge dei primi anni Duemila. Sì, il calcio tedesco che conosciamo oggi, deve tantissimo a Karl-Heinz Rummenigge e alla sua lungimiranza nella gestione del “prodotto-calcio”. Il buco di oltre 200 milioni di euro pesa sulle casse del club che, nella stagione 2005/06, sembra aver ormai toccato il fondo.

Götze, Hümmels e… Jürgen Klopp

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I frutti del lavoro sul settore giovanile e un attentissimo lavoro di scouting in giro per il mondo danno i primi frutti. Le ombre della Ruhr allevano due cuccioli d’uomo: Mario Götze e Marco Reus. Il primo diviene da subito l’enfant-prodige attorno a cui ricostruire il villaggio, il secondo si conquisterà il ritorno a casa grazie alle proprie gesta, perché ogni Penelope attenderà sempre il proprio Ulisse. Tra i giovani opzionati dal settore giovanile del Bayern Monaco spunta un ragazzotto robusto e discretamente bravo con i piedi, seppur il suo ruolo non lo indichi tra le prerogative: Mats Hümmels. Il direttore generale – Michael Zorc – intanto scova due ragazzi nascosti all’ombra del calcio “che conta”: Robert Lewandowski, dal Lech Poznan, e Shinji Kagawa dal Cerezo Osaka. Il vero artefice del capolavoro, però, viene scovato a poco più di 200 km a sud – in quel di Magonza – e di mestiere fa l’allenatore.

Il suo nome è Jürgen Klopp.

Klopp impressiona sin da subito per la qualità di gioco e la capacità di lavorare con i giovani: il suo Borussia diventa il parco-giochi d’Europa. Dortmund ha trovato il suo salvatore in un esteta del football, un uomo votato al Gegenpressing e alla rivoluzione attorno moto rotatorio del pallone. La semplicità con cui s’impone nella Ruhr e ricostruisce il club ha ancora oggi del misterioso. Il giorno del suo addio, il Muro Giallo s’ammutolì, esponendo un solo striscione “Danke, Jürgen“. Un religioso silenzio, un momento di lutto sportivo e riconoscenza superiore, per l’uomo che più d’ogni altro ha restituito alla Ruhr il suo gioiello. 


Il Borussia Dortmund oggi

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Appena arrivato dal Chelsea, Michy Bathsuayi ha avuto un impatto devastante sul Borussia: 5 goal in 3 partite. Un animale.

La politica votata allo scouting e all’importanza del settore giovanile continua. Gli importanti accordi internazionali con l’Oriente, anche grazie ai recenti accordi con Puma e alla fondazione di scuole calcio, posizionano il brand del Borussia tra i più in crescita d’Europa. Oggi il Dortmund è una società sana, che ha vissuto anni bui come il carbone della propria miniera, rilanciandosi fantasticamente. L’ottima attività di trading di calciatori e la capacità di arrivare prima sui talenti più fulgidi del panorama europeo sono le leve attorno a cui muovono i risultati sportivi dei gialloneri. La macchina perfetta ruota attorno agli acciacchi del capitano, Marco Reus, tanto sfortunato quanto dannatamente talentuoso. Oggi, è lui il vero cuore pulsante di Dortmund, quello della rinascita, del settore giovanile: il figlio del Muro Giallo, lo specchio della Ruhr. 

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