I buoni propositi per l’anno nuovo delle 20 di A

       Atalanta

  • Sognare ancora. La squadra del Gasp chiede al 2017 che sia almeno pari agli ultimi mesi del 2016: nessuno dica al calabrone bergamasco che – in realtà – non potrebbe volare. Leicester docet…
  • La partenza contemporanea di Paloschi e Pinilla impegnerà le giornate del direttor Sartori. La squadra ha bisogno di un vice Petagna, pronto a giocarsi il posto con il giovane scuola Milan. In Serie B brilla una vecchia (ma non troppo) conoscenza della A: Kevin Lasagna, con 8 goal all’attivo, potrebbe essere un uomo da Atalanta.
  • Confermare il quartetto dei giovani (Conti, Caldara, Kessie,  Petagna) è vitale per ambire a qualcosa più che una semplice salvezza.  La cessione di Gagliardini era inevitabile (troppo vantaggiosa l’offerta dell’Inter), ma gli altri vanno trattenuti. Certo che mantenere elevata l’attenzione mentale dei ragazzi sarà complicato, date le ovvie sirene di mercato che li attirano verso lidi ambiti e ambiziosi. Starà al tecnico ex-Genoa trovare la giusta chiave, come sempre…

Bologna

  • Mantenere l’allenatore. Abbiamo apprezzato negli anni le qualità di straordinario “normalizzatore” di Roberto Donadoni. Il 2017 del Bologna ripartirà sicuramente da lui e dalla sua capacità di gestire un gruppo, costruito con sapienza, dal direttor Bigon.
  • Recuperare Simone Verdi. Il suo ritorno è sicuramente la nota più lieta per i felsinei. Il ragazzo ex Empoli ha trovato a Bologna la continuità sempre mancatagli in carriera. L’infortunio ha solamente frenato l’ascesa di uno dei talenti più fulgidi del nostro campionato: il 24enne tornerà dopo la sosta e allora tornerà a stupire anche il Bologna.
  • Un difensore. Se dal centrocampo in su, il Bologna brilla per quantità e qualità, il reparto difensivo piange l’assenza di un elemento valido da affiancare a capitan Gastaldello. Oikonomou e Maietta non regalano le giuste garanzie. Donadoni e una piazza serena come Bologna potrebbero rivitalizzare uno spento e involuto Andrea Ranocchia.

Cagliari

  • Ricostruire l’ambiente. Le recenti sconfitte, condite da prestazioni poco convincenti, hanno spinto Rastelli sull’orlo del baratro. Al tecnico – mai apprezzato realmente dalla tifoseria rossoblu – vengono contestate alcune mancanze sia dal punto di vista tattico sia una certa mancanza personalità. La domanda sorge spontanea: avrebbe senso cambiare ora? La risposta è ‘no’. Rastelli si sta facendo le ossa con un campionato complesso, probabilmente più di quanto l’ambiente stesso potesse pensare. L’esperienza maturata quest’anno sarà il punto di partenza per l’anno prossimo, perché – statene certi – il Cagliari si salverà, se non per meriti pienamente propri, per demeriti (e incapacità) altrui.
  • Invertire la tendenza in trasferta – dove il Cagliari subisce troppo il gioco delle altre squadre – dev’essere un must per l’anno nuovo.
  • I gravi infortuni continuano ad affliggere la squadra di Rastelli. Melchiorri era un eccellente jolly, in grado di risolvere diversi grattacapi del tecnico ex-Avellino. Ionita doveva essere l’uomo in grado di dare fisicità e tecnica ad un centrocampo spesso troppo statico e vittima del palleggio avversario. La soluzione potrebbe essere un giovane ex: Godfred Donsah, quest’anno bloccato dall’arrivo del promettentissimo Nagy a Bologna. Con il suo arrivo, il Cagliari potrebbe generare un domino tattico di importanza rilevante: Di Gennaro sulla trequarti, Padoin terzino sinistro e una mediana composta da Dessena-Tachtsidis-Donsah per garantire il giusto filtro davanti ad una difesa troppo ballerina.

Chievo

  • Preparare il ricambio generazionale. Fondamentale per la compagine più vecchia del torneo (età media >30 anni) cominciare un’opera di ringiovanimento. La difesa, composta da giocatori che hanno ampiamente superato i 30 anni, potrebbe vedere a giugno una nuova alba. Giocatori come Ferrari (Crotone) e Barba (Empoli) potrebbero essere i nomi del nuovo corso clivense.
  • Confermare Maran. Uno dei segreti di questo Chievo è proprio mister Rolando. Pragmatico e pretenzioso quanto basta per rimanere costantemente a galla in un campionato spaccato in due tronconi: quelli che “lottano per l’Europa” e quelli che “lottano per non retrocedere”. Il gioco del Chievo, da sempre latitante, è recentemente migliorato molto grazie alla mano del tecnico, in grado di impartire le giuste misure al 4-3-1-2 imperniato sull’estro di Valter Birsa.
  • Un altro step. La squadra di Verona è pronta per provare a compiere un ulteriore passo nella propria crescita personale. Il 2017 sembra l’anno giusto per puntare a qualcosa più che il decimo posto: i mezzi ci sarebbero, ma il Chievo lo vuole davvero?

Crotone

  • Mission impossible: il Crotone vive una situazione drammatica. Se Falcinelli pare essere un buon compromesso, la squadra di Nicola ha disperato bisogno di un attaccante esperto. La soluzione potrebbe arrivare da Empoli: Alberto Gilardino, che non ha mai trovato il feeling con l’ambiente, potrebbe essere la carta giusta.
  • Puntare sui prestiti delle big. Perché non Moise Kean?
  • Nicola ha il supporto del gruppo, ma è davvero l’uomo giusto per salvarsi? Con esperti “del settore” come Iachini e Guidolin in giro, il tecnico ex Livorno e Bari potrebbe non finire la stagione…

Empoli

Credere nella propria filosofia di gioco. La costruzione identitaria dell’Empoli deve continuare sulle orme dei successi di Sarri e Giampaolo. La squadra non deve snaturarsi per cercare la salvezza.

Qualità. Con gli addii di Paredes, Tonelli e Zielinski, la squadra ha perso leadership e palleggio. Il mercato di gennaio non offre soluzioni immediate, ma lanciare qualche giovane di qualità (Dezi del Perugia?) potrebbe risultare vitale.

– Il più grande problema dei toscani è la scarsa verve realizzativa del comparto offensivo. La squadra avrebbe bisogno di un bomber di razza, in grado di trasformare in oro anche le palle sporche. Budimir non trova spazio in quel di Genova, ma attenzione ché in Toscana qualcosa potrebbe cambiare…

Fiorentina

  • Trattenere i campioni. Solo così si potrà crescere come squadra. I vari restyling effettuati hanno sempre rovinato il lavoro realizzato in precedenza, non permettendo mai il salto di qualità alla squadra viola. Bernardeschi e Kalinic, finché non insisteranno per essere ceduti, van tenuti. A costo di perdere plusvalenze clamorose.
  • Andrea Della Valle deve gestire meglio le relazioni con i giocatori. Se un giocatore vuole andarsene a tutti i costi, bisogna accettare. Stiamo parlando di Badelj che, proprio a causa della sua mancata cessione in estate al Milan, sta avendo un rendimento molto peggiore rispetto alle sue possibilità. Ma anche Milinkovic-Savic, Salah, Berbatov…tutti casi in cui la Fiorentina non ha ricavato nulla di buono dalla permalosità del suo presidente. Bisogna provare a trattenere/prendere i giocatori, ma non contro la loro volontà.
  • Portare avanti il progetto per il nuovo stadio. Anche questo potrebbe, se verranno realizzati gli investimenti giusti, stimolare il tanto atteso salto di qualità dei viola. Importante realizzarlo sul modello inglese, in modo da riportare la gran parte del popolo fiorentino allo stadio.

Genoa

  • Sostituire i partenti a livello di carisma e qualità non sarà semplice. Partono due colonne come Rincon e Pavoletti, sarà importante non subire il contraccolpo.
  • Bloccare Juric. L’allievo di Gasperini è di gran lunga il miglior giovane allenatore del campionato italiano. Evolvendo le idee del proprio maestro con i dettami del vento europeo, è riuscito a rendere il Genoa una delle squadre più belle d’Europa. Manca l’efficacia, ma anche quella arriverà…
  • Lanciare il Cholito. Fiuto del gol raro quello di Giovanni Simeone. Garra e lestezza sono le qualità di uno dei migliori prospetti d’Italia: quale migliore ambiente di Genova per consacrarsi?

Inter

  • Consolidarsi attorno ad un’idea di gioco precisa. I continui sballottamenti tra le utopie olandesi e il pragmatismo manciniano hanno portato al disastro attuale. Pioli ha idee, lo ha dimostrato, ma solo lasciandogliele applicare potremmo giudicarlo davvero…
  • Smaltire i vari “mal di pancia”. In primis quello di Perisic, elemento chiave di questa squadra, in grado di dare imprevedibilità e cambio di passo alla manovra. Ritrovare giocatori come Murillo e Kondogbia potrebbe essere fondamentale, specie in chiave mercato.
  • Sistemare i vertici societari è l’ultimo (ma non ultimo per importanza…) punto per provare a risollevare una stagione parzialmente compromessa.

Juventus

  • Trovare un’identità di gioco. Solo a sprazzi si è visto un bel gioco all’ombra della Mole, sponda bianconera.
  • Capire come sistemare il centrocampo. Strettamente collegato al primo punto, ma essenziale ai fini dell’obiettivo finale: la Champions League. Attorno alle figure di Pjanic e Marchisio ruota il disegno tattico di una squadra che, sistemandosi nel mezzo, potrebbe risultare davvero devastante.
  • Sostituire i nazionali. Benatia, Lemina e Asamoah partiranno per la Coppa d’Africa e andranno opportunamente sostituiti. Se per i due centrocampisti si ricorrerà al mercato (già preso Rincon dal Genoa), l’assenza di Benatia potrebbe “consacrare” l’atteso passaggio alla difesa a 4.

Lazio

  • Vincere contro le big. In questo primo scorcio di stagione, la squadra di Inzaghi è stata praticamente infallibile contro le piccole, mentre ha perso troppe partite contro i top club. Contro Juve, Milan, Roma, Napoli, Inter è arrivato solo un punto. Bisogna invertire la tendenza e non aver paura di giocare contro avversari sulla carta più forti. A tal fine, Simone Inzaghi dovrà lavorare soprattutto sulla testa dei suoi giocatori.
  • Nuovo stadio. Perchè la Lazio possa crescere c’è bisogno di una nuova casa. Troppo grande, dispersivo e fatto male l’Olimpico. Non è un fattore. C’è bisogno di uno stadio moderno e piccolo, che possa venire facilmente riempito. L’idea dello “Stadio delle Aquile” va pragmatizzata.
  • Risollevare il brand Lotito. E’ quasi impossibile, ma bisognerebbe provarci. L’immagine del Presidentissimo laziale è pessima, viene spesso considerato un mafioso e uno spilorcio. Bisogna compiere un’opera mediatica e pratica per far riacquistare credibilità a Lotito. Mediatica, perché bisogna pubblicizzare nel modo giusto le sue “opere buone”, pratica perché serviranno anche dei fatti per portare il compito a termine. L’obiettivo non è rendere Lotito un presidente “buono” (impossibile oramai), ma almeno non renderlo troppo spregevole. Perché ogni volta che Lotito fa una figuraccia, è anche la Lazio a perderci.

Milan

  • Completare la cessione societaria. Il closing è soltanto una pessima distrazione per tifosi e squadra. Inoltre non permette di svolgere un mercato valido (come ribadito dallo stesso Galliani), a causa della mancanza di fondi e delle scelte da condividere tra le due proprietà.
  • Strettamente legata al closing, c’è la questione rinnovi. Dopo il prolungamento di Bonaventura, tocca a Donnarumma e Suso: va rinnovato loro il contratto, il prima possibile. Punto che si lega al precedente. Infatti, come dichiarato da Raiola (procuratore di Gigio), finché la cessione societaria non verrà ultimata non vi sarà rinnovo. Bisogna conoscere la nuova società prima di giungere ad accordi.
  • Confermarsi sui livelli di questo prima metà di stagione. Montella ha creato una squadra vera che, complice la giovane età, può solo migliorare. Sarà importante continuare a macinare punti, anche quando vi sarà il probabile calo fisico. E se a gennaio arrivasse un regalino (ad esempio Badelj), ci si potrebbe divertire ancor di più.

Napoli

  • Trovare continuità di risultati. Il gioco della passata stagione, dopo i problemi iniziali, è stato ufficialmente ritrovato. Ora bisogna fare  un passo in avanti e imparare a non lasciare per strada punti importanti, in partite difficili.
  • Recuperare Maksimovic. Pagato troppo per buttarlo via così. Educarlo e riportarlo sulla retta via sarebbe l’ennesimo capolavoro del maestro Sarri.
  • Sostituire Reina e farlo in maniera che lo spogliatoio non ne risenta. Il portiere spagnolo, nonostante sia una colonna azzurra, ha definitivamente perso lo smalto dei giorni migliori. Non lo si può più aspettare, serve un cambio di rotta. Perché non buttarsi su Sirigu, riserva al Siviglia?

Palermo

  • Compattare la difesa. Per salvarsi è fondamentale. Inoltre il Palermo spesso è volentieri ha trovato la via del gol: ne ha fatti 16, più delle avversarie dirette Crotone, Pescara ed Empoli. Il problema è che spesso e volentieri non sono bastati: 35 i gol subiti, seconda peggior difesa della A dopo il Cagliari. Frutto anche del modo di giocare di De Zerbi, Corini deve riuscire a dare un altro imprinting alla squadra. Starà a Nestorovski e compagnia realizzare i gol salvezza davanti.
  • Migliorare la rosa, in ogni reparto. La squadra non vale la Serie A, Pescara ed Empoli hanno rose più competitive. Bisogna lavorare bene a gennaio, sfruttando anche i prestiti delle big.
  • Risolvere la questione societaria. E’ da più di un anno che Zamparini continua a dichiarare di essere vicino alla cessione del club. Che sia una strategia o meno, destabilizza l’ambiente, lasciando il tutto nell’incertezza. Sarebbe importante sapere la verità sulla questione, anche per rispetto nei confronti dei tifosi rosanero.

Pescara

  • Comprare giocatori di esperienza e, soprattutto, trovare la dannata punta. Quella che capitalizza il lavoro del resto della squadra. Molte volte il Pescara ha giocato meglio degli avversari: non riuscendo a trovare la via del gol, la squadra si è sfiduciata e poi il gol lo ha subito. Serve uno che la butti dentro con continuità: Paloschi oppure Matri. Poi bisogna comprare giocatori di esperienza, che hanno già guerreggiato per ottenere la salvezza in Serie A e sanno come comportarsi. Stendardo pare sia già preso, Bovo è vicino. La difficoltà starà nello scegliere giocatori di esperienza (quindi vecchiotti), ma con ancora qualcosa da dare.
  • Rinunciare a Oddo, se con i nuovi acquisti andasse male. Bravissimo allenatore, ma se non arrivano i risultati per 4 mesi vuol dire che c’è qualcosa di sbagliato nel lavoro che stai svolgendo. La squadra non è inferiore alle altre che competono per la salvezza (in primis al Crotone), eppure è ultima: le colpe sono necessariamente anche sue.
  • Riappacificarsi con la tifoseria. Sarà fondamentale il loro supporto all’Adriatico per tentare la salvezza. Sempre difficile relazionarsi con gli ultras, ma la stagione del Pescara dipende anche da loro.

Roma

  • Giocare anche fuori casa. Quando la Lupa è nella sua cuccia, chi la infastidisce viene subito mangiato. Quando la Lupa esce dal giardino di casa, sembra disorientata e tutti possono permettersi di prenderla a schiaffi. 9 vittorie su 9 all’Olimpico, il che fa capire quanto il rendimento fuori casa sia scostante. Quando si tratta di lottare in campi ostili, Dzeko e compagni si tirano frequentemente indietro. E’ un problema dal punto di vista mentale che va risolto: con questo handicap, non si potrà mai pronunciare la parola Scudetto.
  • Riavvicinarsi ai tifosi. Tutto l’ambiente Roma ci perde se lo stadio è vuoto ogni partita. Difficile rapportarsi on gli ultras romanisti, ma bisogna provare a venirsi incontro. Certo, anche i tifosi devono fare uno sforzo in questo senso.
  • Comprare un centrocampista e un esterno. L’assenza di Salah non deve essere vissuta come un limite. Serve un attaccante esterno al suo livello o quasi (El Sharaawy non è all’altezza). Depay sarebbe il colpaccio. Poi  a centrocampo c’è bisogno del ritocchino giusto. Torreira, classe 1996, sarebbe un rischio programmato. Da vedere il suo impatto in un big team, ma l’età è una garanzia sulla sua rivendibilità.

Sampdoria

  • Meno bel gioco, più punti. La Sampdoria di quest’anno ha il difetto, frequente nelle squadre di Giampaolo, di non riuscire a finalizzare il grande lavoro prodotto. Bisogna lavorare sulla tenuta difensiva, un po’ troppo ballerina, e concretizzare di più. Forse per farlo, servirebbe un attaccante diverso da Quagliarella, oramai non più al top.
  • Iniziare ad investire per il prossimo anno. La stagione attuale, con Empoli/Palermo/Crotone/Pescara a fare corsa a sé per la salvezza, sembra lasciare la Samp in un grosso limbo. C’è la possibilità, dunque, di lavorare con serenità e fare anche delle “prove”. Bartosz Bereszynski (terzino destro del Legia Varsavia già ufficializzato) e Santon possono essere due fra queste.
  • Vendere bene UNO dei gioielli. Uno fra Torreira e Muriel può partire, senza che ci siano troppi rimpianti. Va guadagnato il massimo possibile dalla cessione, anche perché la società in questo momento non ha la necessità di vendere e può quindi alzare il prezzo. Entrambi, in ogni caso, prima o poi partiranno. Per quanto riguarda gennaio però, ho specificato uno: una doppia cessione causerebbe l’improvvisa assenza di due punti di riferimento in campo. Senza un ricambio adeguato, si andrebbe a giocare con il fuoco. La zona retrocessione non è così lontana, non bisogna correre il rischio di scottarsi.

Sassuolo

  • Lanciare dei giovani in vista della prossima stagione. La squadra di Squinzi, con soli 17 punti in classifica, quest’anno non potrà battagliare per arrivare in Europa League. L’obiettivo realistico, causa il quintultimo posto attuale in classifica, è una salvezza tranquilla. Il Sassuolo ha tutte le carte in regola per realizzare una seconda parte di campionato senza patimenti, proprio per questo la società dovrebbe investire in alcuni giovani a gennaio, che poi potranno crescere in A in questa seconda parte di stagione insieme ai diversi giovani già presenti in rosa (Sensi, Lirola, Pellegrini, Politano…). In modo che, fin dall’anno prossimo, si torni a puntare dritti all’Europa.
  • Recuperare Berardi. Che sia infortunato o meno è un valore aggiunto troppo importante per questa squadra. Inoltre, in vista di una possibile cessione nel mercato estivo, bisogna farlo giocare per permettere che il suo valore si alzi il più possibile.
  • Provare a vincere la Coppa Italia.  Obiettivo complesso, ma raggiungibile. Le altre squadre italiane inseriranno le seconde linee nella competizione nazionale. Il Sassuolo, non avendo niente per cui giocare in campionato, potrà concentrarsi sulla competizione. Fin dalla prima gara, un abbordabile ottavo di finale in casa contro il Cesena. La vittoria della Coppa sarebbe storica e garantirebbe il ritorno in Europa. Perché non provarci?

Torino

  • Lottare per l’Europa League. Il Toro, quest’anno, ha la squadra per provarci. Serve più continuità nel bel gioco e, a volte, più consapevolezza nei propri mezzi. Non arrivarci non sarebbe un dramma, ma il Toro ha il sacrosanto dovere di tentare. Nel caso in campionato si fosse troppo lontani, non bisogna dimenticarsi della Coppa Italia.
  • Investire a gennaio. Proprio per sperare nell’obiettivo citato nel punto precedente, serve qualche colpo a gennaio. In particolare, c’è bisogno di almeno un centrale. Castan non dà garanzie. Aspettando Ajeti, bisogna prendere un difensore serio per tappare il buco. Bisognerebbe spendere, ma perché non provare con Munoz? Poi servirebbe un centrocampista valido che metta in discussione Baselli: Obi e Acquah non sono più al livello del resto della squadra. Castro, se il Chievo lo cedesse, potrebbe essere il nome giusto. Iturbe è una scommessa valida, soprattutto in prestito.
  • Non perdere il derby. Troppo importante, per dare fiducia ad ambiente e squadra. Magari senza giocare bene, ma avendo FORTUNA. Un cambio di rotta, insomma, rispetto alla storia recente granata.

Udinese

  • Trattenere i top player della squadra. Thereau e Fofana non devono essere ceduti a gennaio. Possono aiutare ancora molto l’Udinese in questa seconda parte di stagione e il loro prezzo può lievitare in vista di una cessione nel mercato estivo.
  • I Pozzo dovrebbero chiarire il ruolo dell’Udinese nel loro impero calcistico. E’ abbastanza evidente, infatti, come oramai sia il Watford ad ottenere la maggior parte degli sforzi della celebre famiglia di Udine. Bisogna essere chiari nei confronti dei tifosi friuliani. La sincerità, soprattutto in un ambiente tranquillo come quello udinese, rappresenta la via migliore.
  • Mettere a posto la difesa. Danilo, nonostante sia un elemento storico di questa squadra, non è più affidabile. Bisogna sostituirlo. Wague non dà garanzie, Samir va lanciato. Di fianco a lui, bisogna comprare un centrale decente. Bovo può essere una soluzione, anche se non al di là con gli anni. Una buona scommessa potrebbe essere prendere in prestito Rodrigo Ely dal Milan.

Alfredo Montalto & Stefano Uccheddu

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