Canapa Industriale

Canapa: una risorsa vitale

Canapa. La pianta che può salvare il pianeta

Benefici Canapa

La Canapa è una pianta meravigliosa dai mille utilizzi. Una vera e propria risorsa naturale in grado di sostituirsi al petrolio. Una risorsa vitale che però da anni il mondo sottovaluta. Dal periodo del proibizionismo ne è stata notevolmente ed eccessivamente limitata la coltivazione.  Nonostante sia questa una pianta dalle mille risorse viene per lo più relazionata alla marijuana, e in molti ne ignorano i veri ed importanti utilizzi.

Le origini della Canapa

La pianta dalle molteplici proprietà è nota all’uomo da sempre. Il primo ritrovamento di un manufatto in Canapa risale infatti a più di 9 mila anni fa.

La Canapa viene coltivata dal terzo millennio a.C. per la produzione di fibre tessili in Oriente quanto in Occidente. In Cina era ad esempio usata per la fabbricazione di corde e tessuti, mentre nel Mediterraneo, i Fenici confezionavano vele di canapa per le loro veloci imbarcazioni. Anche in Italia, la tradizione agro-industriale è notevolmente legata alla Canapa, fino agli anni ’30 rappresentavamo i secondi produttori al mondo per quantità e i primi per qualità del prodotto. Inoltre, nella Pianura Padana, la Canapa è stata coltivata per la fibra tessile fin dall’epoca romana e più di 2000 anni fa la lavorazione delle fibre di Canapa ha permesso realizzare il primo foglio di carta. La stessa bibbia di Gutenberg (primo libro stampato in Europa con la tecnica dei caratteri mobili) è stata in parte stampata su carta di canapa, importata dall’Italia.  La Canapa era quindi materia prima per la produzione di libri, carte geografiche, banconote e giornali,  persino la Dichiarazione di Indipendenza americana fu scritta su carta di Canapa olandese, poi trascritta su carta pergamena.

I vantaggi e gli utilizzi della Canapa

La Canapa può essere impiegata in diversi settori da quello alimentare a quello dell’edilizia e qualsiasi utilizzo che se ne faccia trae o potrebbe trarre infiniti benefici per l’uomo e per l’ambiente.

In Italia, da qualche anno, sono sempre di più le aziende che producono alimenti a base di Canapa impossibile dargli torto già che, i semi di Canapa  sono considerati come un alimento sorprendentemente nutriente, ricco di acidi grassi polinsaturi considerati essenziali per il funzionamento dei muscoli e dei recettori nervosi, come l’acido linolenico, linoleico e alfalinoleico. I semi di Canapa privi di THC contengono tutti gli amminoacidi considerati fondamentali per la sintesi delle proteine da parte del nostro organismo. Essi rappresentano un aiuto nella prevenzione di colesterolo alto, asma, sinusite, artrosi, tracheite e malattie legate all’apparato cardiocircolatorio. Dagli stessi semi di Canapa si possono ricavare due ulteriori alimenti: olio di canapa e tofu di Canapa. Dai semi di canapa spremuti a freddo viene ricavato l’olio di canapa,  integratore naturale da utilizzare preferibilmente a crudo per il condimento degli alimenti. Proprio come i semi stessi, l’olio di canapa si presenta ricco di grassi polinsaturi considerati benefici per il corretto funzionamento dell’organismo, con particolare riferimento all’apparato cardiocircolatorio. È ricco di vitamina A, vitamina E e vitamine del gruppo B.

Ma, oltre al settore alimentare la Canapa può risultare preziosa anche per l’utilizzo cosmetico,  in cui la presenza nell’olio di canapa di acido γ-linolenico e dei tocoferoli, potenti antiossidanti naturali può risultare particolarmente rilevante. Lenitivo e riequilibrante, l’olio di canapa combatte l’invecchiamento precoce e fornisce numerose vitamine (in particolare B1, B2, B6). La presenza di grassi acidi essenziali gli conferiscono inoltre proprietà antinfiammatorie e rigeneranti, che aiutano nel trattamento e prevenzione di malattie della pelle (eczema, pelle secca, psoriasi, xerosi), oltre a rivelarsi molto utili nel trattamento di irritazioni cutanee e cicatrici. Può infine essere applicato sui capelli umidi come impacco rivitalizzante.

Altro settore importante in cui la Canapa può essere impiegata, e che già in precedenza è stata impiegata, è senz’altro nelle automobili.  L’anno scorso è stato presentato il BioMat creato dalla Faurecia a partire dal PBS (polibutilene succinato) – che può essere ricavato da un processo di fermentazione dei cereali ed è un poliestere biodegradabile al 100% – miscelato con fibre di canapa per essere rinforzato. Mentre la John Controls ha effettuato studi su canapa, tapioca e patate dopo aver annunciato di aver messo a punto una nuova tecnologia di stampaggio plastico, che include fibre vegetali nel compostaggio dei pezzi delle automobili. Secondo loro questi materiali ridurrebbero il peso del 40%, rendendo le auto più resistenti del 30% rispetto alle normali carrozzerie in metallo. Senza dimenticare la Kestrel, auto ecologica in canapa costruita dalla Motive Industries, o il fatto che si può trovare la canapa in auto prodotte da Audi, BMW, Ford, GM, Chrysler, Mercedes, Lotus e Honda, tra gli altri. Auto elettriche come la BMW i3 fanno molto affidamento su questo materiale col quale sono realizzate le portiere che risultano più leggere del 10% rispetto a quelle realizzate con materiali tradizionali. Senza stare a scomodare la mitica Hemp Body Car, il prototipo di auto costruito da Henry Ford nel 1941 in bioplastica derivata dalla canapa e alimentata con etanolo di Canapa.

Ed altri numerosi utilizzi che su questo video troverete elencati e spiegati chiaramente

Canapa, l’innovazione industriale.

E’ possibile un mondo senza petrolio? Un mondo senza plastica, asfalto, gasolio, benzina e tutti gli altri prodotti ottenuti mediante la raffinazione del petrolio? Un mondo in cui non vengano più abbattuti ogni anno milioni di alberi per fare la carta, e dei prodotti dell’industria chimica?

Sarebbe possibile. E la risposta a tutte queste domande è senz’altro la Canapa. Con le materie prime della Canapa si possono produrre, in modo pulito ed economicamente conveniente, tessuti, carta, plastiche, vernici, combustibili, materiali per l’edilizia ed anche un olio alimentare di altissime qualità.

“Perché esaurire le foreste che sono nate attraverso i secoli e le miniere che necessitano di molti anni per formarsi, se possiamo ottenere l’equivalente di una foresta e dei prodotti minerari attraverso la coltivazione annua dei campi di canapa?” 

Costruita nel 1941, fatta per il 70% da fibre e componenti vegetali fra cui la Canapa

Henry Ford lo rese possibile e con queste poche righe racchiuse  la sua ambiziosa visione: produrre autoveicoli interamente costruiti e alimentati con la canapa e i suoi derivati. La sua visione rese possibile, nel 1941, la Hemp Body Carun prototipo interamente in plastica derivata dalla pianta, alimentata con etanolo di canapa (raffinato dai semi). Visione che cadrò sfortunatamente ben presto nell’oblio, dopo la morte dello stesso Ford  e del proibizionismo della Canapa. La pianta venne resa illegale e l’acciaio e il petrolio ripresero il controllo.
Sono molti coloro che ritengono che questa fu proibita per permettere alla nascente industria petrolchimica di svilupparsi vedendo nella Canapa una nemica da eliminare.

Canapa a scopo terapeutico

Da secoli la Canapa è stata utilizzata in medicina, ma con l’avvento del proibizionismo e l’arrivo di nuovi ideali consumistici imposti dalle società, portarono i popoli occidentali ad un’oblio generale sull’argomento lasciandoli in un totale stato d’ignoranza.

Il professor Lester Grinspoon fu uno dei primi a smentire la pericolosità della Cannabis. Sebbene inizialmente fosse a favore del proibizionismo dopo un accurato studio cambiò radicalmente opinione, esprimendosi così:

“Quando cominciai a occuparmi della marijuana nel 1967, non dubitavo che si trattasse di una droga molto nociva che, sfortunatamente, veniva usata da un numero sempre maggiore di giovani incoscienti che non ascoltavano o non potevano capire i moniti sulla sua pericolosità. La mia intenzione era di descrivere scientificamente la natura e il grado di questa pericolosità. Nei tre anni successivi, mentre passavo in rassegna la letteratura scientifica, medica e profana, il mio giudizio cominciò a cambiare. Arrivai a capire che anch’io, come molte altre persone in questo paese, ero stato sottoposto a un lavaggio del cervello. Le mie credenze circa la pericolosità della marijuana avevano scarso fondamento empirico. Quando completai quella ricerca, che ha rappresentato la base per un libro, mi ero ormai convinto che la cannabis fosse considerevolmente meno nociva del tabacco e dell’alcol, le droghe legali di uso più comune. Il libro fu pubblicato nel 1971; il suo titolo, Marihuana Reconsidered, rifletteva il mio cambiamento di vedute”.

I farmaci cannabinoidi possono tranquillamente sostituire alcuni farmaci. Nonostante le varie associazioni sono pochi coloro che conoscono i benefici della cannabis anche da un punto di vista medico. Sono pochi i medici aggiornati sulla cannabis terapeutica e ancor meno i pazienti informati.
Nonostante il THC sia ufficialmente in tabella II sezione B, quella delle benzo-diazepine, cioè sostanza di riconosciuto valore terapeutico, la coltivazione di cannabis in Italia è vietata (DPR 309/90), cosi per legge nessuno è autorizzato a coltivare cannabis, neanche coloro che hanno bisogno di diversi grammi al giorno per uso medico.

L’autocoltivazione da parte dei pazienti che vogliono la “Plant therapy” , rappresenta una delle scelte maggiormente terapeutiche, basta vedere le prescrizioni di pazienti canadesi o californiani che possono coltivarsi le proprie genetiche di cannabis terapeutica oltre a poter all’occorrenza acquistare diverse once (1 oncia = 28 grammi) al giorno dei vari strain di cannabis o di estrazioni in uno dei “ medical dispensary” a loro disposizione sul territorio.
Oltre a questo aspetto, l’Italia deve porre rimedio ad un’altra situazione: velocizzare i tempi di burocrazia per il rilascio di medicinali come Bediol e Bedrocran. Qualche giorno fa infatti, un uomo malato di SLA ha denunciato la spaventosa condizione in cui lui e molti altri che hanno bisogno della cannabis a fini terapeutici vivono. I medicinali vengono infatti consegnati tardivamente a volte dopo due mesi o addirittura tre mesi, obbligando i pazienti a ricorrere al mercato illegale. Loro hanno bisogno di far uso della cannabis per poter star meglio e quando si trovano costretti a comprarla illegalmente corrono il rischio di assumere prodotti non di buona qualità che invece di farli star meglio li fa sentire peggio.
Un appello questo rivolto al governatore della Puglia ma che spero venga preso in considerazione da tutti coloro che possono (e devono) cambiare questa situazione affinché la legge venga rispetta e chi abbia bisogno possa far affidamento alla cannabis come medicinale.

Perché la Canapa, contrariamente da quanto molti pensano, non è strettamente utilizzata come sostanza stupefacente, come droga ma per molti rappresenta una cura. Come per una donna malata di Sclerosi Multipla che su internet lancia l’appello per legalizzare la marijuana affermando, che quando la assume sta meglio.
La donna, racconta come per caso ha conosciuto la sostanza che la fa star meglio che le fa vivere la sua difficile malattia con più serenità, dicendo:”Ho sentito dire che la marijuana sta dando risultati positivi nell’ambito di una sperimentazione in Puglia – spiega – Una mia amica mi ha girato via email delle notizie. A quel punto ho chiesto un parere al mio medico e al mio neurologo, ma mi hanno risposto con sorrisi di comprensione, cambiando argomento. Ero sola con le mie domande e mi restava solo la possibilità di provare. Ma non riesco a fumare cannabis, mai fumato canne. Mi girava la testa. Allora l’ho mangiata, l’ho messa sotto la lingua, come un prodotto omeopatico e i risultati sono arrivati. Riesco a superare anche uno dei tanti disagi che affronto con la malattia, il problema di minzione. Faccio pipì in continuazione, ora non succede più. Per un paio di settimane mi sono quasi sentita un essere normale”.

 La richiesta affidata da Maddalena al web segue di qualche giorno un ddl presentato dal Pd sull’uso terapeutico della cannabis che dovrebbe semplificare e rendere accessibile ai pazienti il ricorso dei farmaci a base cannabinoide. Accanto al Sativex esistono altri medicinali a base di marijuana. “Di solito l’uso dei farmaci con cannabis nella sclerosi multipla  – spiega Roberta Pacifici responsabile Farmacodipendenze, tossicodipendenze e doping dell’Istituto superiore di Sanità – si è rivelata utile per attenuare il tremore. Medicinali cannabiodi sono usati anche in presenza di glaucoma, nei casi di Aids e per attenuare la nausea durante la chemioterapia. Ma esistono altri farmaci più conosciuti da un punto di vista farmacologico, quelli che definiamo ‘di prima scelta’. Sono stati sottoposti a più studi, mentre non si conoscono ancora bene gli effetti collaterali di quelli a base di marijuana”. Quando usare allora i farmaci a base di cannabis? “Nelle sacche di popolazione che non rispondono ai trattamenti farmacologici ‘di prima scelta. In questi casi possono essere utili”, aggiunge Pacifici.
Non tutte le regioni in Italia

Arriverà un giorno in cui l’ignoranza sarà finalmente sconfitta, in cui un pianeta pulito sarà più importanti di squallidi rifiuti sparsi per il mondo. Arriverà il giorno in cui la Canapa non sarà considerata solo come droga, ma sarà finalmente considerata per quel che è: UNA RISORSA NATURALE, che può aiutare l’uomo ed il pianeta intero.

Non chiudiamoci nell’ignoranza, informiamoci e lottiamo contro chi vuole proibire una sostanza naturale con sostanze nocivi, lottiamo contro chi antepone il denaro e il male al bene. E’ arrivato il momento di cambiare percezione, visione su una pianta che può far solo del bene. Non lasciatevi influenzare.

 

Grazia Scano

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