Bandiera della Corea del Nord

Cartolina dalla Corea del Nord

Un paese con la bomba atomica dove si soffre la fame

Quotidianamente vediamo il nome di Kim Jong-un affollare le prime pagine dei giornali. Leggiamo continuamente notizie sulle tensioni tra Corea del Nord e America. Per non parlare della bomba atomica. Ma noi, cosa sappiamo della Corea del Nord?

Corea del Nord
Corea del Nord

Una breve cornice

La Corea del Nord si estende per poco più di 120 mila km2 e conta 25 milioni di abitanti. Nasce come stato il 15 agosto 1945, con la capitolazione del Giappone. Kim II Sung, che era segretario del Partito del Lavoro (WPK), si impose come principale capo del paese. Divenne dunque uno stato socialista, più precisamente uno stato totalitario monopartitico di stampo stalinista.

Il WPK domina ogni aspetto della vita politica della Corea del Nord. Il Capo di stato (attualmente Kim Jong-un) presiede le più alte cariche istituzionali, tra cui anche quella di Comandante Supremo dell’Armata Popolare coreana. Esiste un’assemblea popolare “suprema” unicamerale che detiene il potere legislativo. Quello esecutivo invece è esercitato da un Consiglio dei ministri.

Il sistema economico è pianificato. Ciò significa che lo stato decide l’allocazione delle risorse tra consumo attuale e investimento futuro. Ovvero è lo stato che pianifica l’output, le risorse, le tecniche e il lavoro di ciascuna industria. Ed è lo stesso che distribuisce l’output tra i consumatori, tra i cittadini. E non è prevista la libera iniziativa privata (impresa), se non in misura molto ridotta, come per esempio piccoli negozi a conduzione familiare. Con Kim Jong-un però l’economia privata sta assumendo un nuovo ruolo importante e soprattutto accettato dallo stato, nonostante la legge formalmente la proibisca.

Già da una brevissima descrizione dell’ordinamento politico e del sistema economico si può intuire quanto lo stato controlli la vita dei cittadini. Mancano molti dati riguardanti la popolazione che la Corea del Nord non rende pubblici a livello mondiale. Per esempio non è disponibile il Pil pro capite da fonte ufficiale. Sappiamo però da testimonianze di nordcoreani fuggiti dal loro paese che gli stipendi sono una miseria. Si parla di un corrispettivo in euro che si aggira attorno ai 2 euro al mese.

Cittadini disinformati, campi di concentramento e militarizzazione

Sembra che i cittadini, nella Corea del Nord, siano mantenuti ignoranti di ciò che succede fuori e dentro il loro paese. Esiste un internet isolato dal resto del mondo (Kwangmyong) in cui si possono inviare mail, si possono consultare siti del regime e in cui si possono leggere news. Tutto rigorosamente controllato dallo stato.

Una delle cose più spaventose di questo paese sono i campi di prigionia, che assumono di fatto i connotati di veri e propri campi di concentramento.

Uno dei più famosi è quello di Yodok. Sappiamo di questo campo grazie ad alcune foto satellitari diffuse da Amnesty International, che ha raccolto anche diverse testimonianze da ex prigionieri ed ex guardiani scappati dal campo. Sono stati girati film, scritti libri e perfino realizzati dei musical sulle tremende esperienze dei prigionieri. Quello che si desume da queste fonti è agghiacciante. Qui vengono imprigionati coloro i quali sono ritenuti responsabili di reati politici o contro lo stato. La condizione nella quale vivono è disumana: dormono stipati dentro capanne di fango e legno (in inverno le temperature raggiungono anche i -20°); sono costretti ai lavori forzati per la maggior parte della giornata; l’alimentazione è scarsa e sono moltissimi, soprattutto negli anni ’90, quelli morti per malnutrizione.

I report di Amnesty International e di Human Rigths Watch parlano anche di torture ai prigionieri e di percosse che spesso portano all’invalidità. Non mancano abusi sessuali da parte delle guardie. E le esecuzioni sono all’ordine del giorno.

Due riprese satellitari del campo Yodok: il primo scatto (a sinistra) riprende l'intera area, il secondo (a destra) gli stabilimenti principali.
Due riprese satellitari del campo Yodok: il primo scatto (a sinistra) riprende l’intera area, il secondo (a destra) gli stabilimenti principali.

La presenza del mondo militare in Nord Corea è massiccia: confrontata con il resto dei paesi del mondo la quantità di soldati rispetto alla popolazione è proporzionalmente la più alta. Così un paese relativamente piccolo presenta un esercito tra i più imponenti al mondo. Per di più dotato di bombe atomiche.

The Accusation

C’è stato chi, pur vivendo in un regime così rigido e pericoloso, non si è arreso. È Bandi, pseudonimo di uno scrittore nordcoreano. Bandi (che significa “lucciola) ha scritto un libro che raccoglie sette racconti di vita nella Corea del Nord degli anni ‘90. Si racconta, per esempio, di una madre che cerca da sola di sfamare la propria famiglia, o di un ragazzo che non riesce ad andare a fare visita alla propria madre a causa delle restrizioni sugli spostamenti imposte dal governo. Da questo scorcio sulla Corea del Nord si vuole mostrare la difficoltà di vivere in un tale regime, la paura delle persone di essere sequestrate e imprigionate da un momento all’altro. E la situazione non sembra essere cambiata di molto dagli anni ’90.

Il libro è stato pubblicato nel 2014 in Corea del Sud, per volontà di Hee-yoon Do, presidente di un’organizzazione che lavora per aiutare i dissidenti e per riunificare le due Coree. Non si conosce l’identità dello scrittore, il quale rischia l’imprigionamento e forse anche la pena di morte.

"The Accusation", scritto dal nordcoreano Bandi
“The Accusation”, scritto dal nordcoreano Bandi

I diritti del libro sono stati acquistati da case editrici nel Regno Unito e negli Stati Uniti. Il titolo è “The Accusation” (l’accusa). Sono state fatte anche offerte da Italia, Germania, Svezia e Israele. È uscito in Francia nel marzo di quest’anno e ne hanno acquistato i diritti anche Giappone, Taiwan e Paese Bassi. Ora la vera sfida è riuscire a diffonderlo anche in Corea del Nord.

Samuele Nardi

 

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