Il centro-destra litiga ma poi si allea come ogni volta

E’ scontro tra Berlusconi e Salvini sulle elezioni ma i numeri dicono che l’uno ha bisogno dell’altro.

“Andare alle urne prima di novembre è da irresponsabili” dichiara Berlusconi. Salvini che da dicembre ripete il mantra “Al voto subito” lo accusa di voler tirare a campare. Un confronto destinato a definire gli equilibri di potere all’interno del centro-destra più che mettere in discussione la solita coalizione.

Voto o non voto

Anche nel centro-destra ci si prepara alle prossime elezioni che sono ormai nell’aria dal referendum del 4 dicembre scorso. Quando? Questo è il problema. La Lega è stata fin da subito favorevole ad andare alle urne per sfruttare l’onda lunga del No a Renzi. Forza Italia invece si mostra più cauta, con Berlusconi che temporeggia in attesa della legge elettorale. Salvini lo accusa di avere paura e di voler ottenere il vitalizio che scatterà a settembre per deputati e senatori.

Il segretario della Lega rincara la dose sottolineando la differenza di vedute riguardo la permanenza in Europa e soprattutto l’euro. “Berlusconi non può stare un po’ con Salvini e un po’ con l’euro: o va bene la moneta tedesca o la moneta italiana. Chiunque si voglia alleare con noi su questo deve essere chiaro”. Ma uno scenario diverso è davvero possibile?

C’eravamo tanto amati, e non potevamo fare altrimenti

Dal lontano 1994, anno della discesa in campo di Berlusconi, FI e Lega sono sempre stati alleati in occasione delle elezioni politiche. L’unica eccezione fu nel 1996, quando la Lega scelse di correre da sola favorendo la vittoria dell’Ulivo di Romano Prodi. Sebbene i rapporti non siano mai stati propriamente idilliaci, al momento del voto il centro-destra ha sempre dimostrato l’unità e l’opportunismo politico che storicamente è mancato a sinistra.

Del resto più che i programmi sono i numeri ad averli tenuti insieme e con il sistema proporzionale che sembra profilarsi, ancora una volta, di fatto non c’è scelta. Secondo gli ultimi sondaggi, per quel che valgono di questi tempi, la Lega è data intorno al 14% mentre FI è in calo al 12%. In effetti soltanto a fine gennaio, dal corteo organizzato a Roma con Fratelli d’Italia, Salvini rilanciava l’accordo con Forza Italia. L’unico modo per insidiare PD e M5S alla guida del paese è la coalizione di sempre

Matteo Salvini candidato premier
Matteo Salvini, segretario della Lega Nord dalla fine del 2013: sarà lui il leader del centro-destra? Fonte: huffingtonpost.it

La leadership del centro-destra

“In pubblico fa lo sbruffoncello ma lui lo sa che non può essere il candidato premier” punge Berlusconi. Allora forse è proprio questa l’unica posta in gioco. Salvini elude la questione appellandosi a un non meglio specificato “Lo decideranno gli italiani”. Se questo succederà attraverso delle primarie comuni, con un confronto televisivo o magari per acclamazione popolare non è chiaro.

Ciò di cui si può esser certi è che se Berlusconi non ha abbandonato il suo ruolo politico per l’età, gli scandali e le condanne in via definitiva, non lo farà tanto facilmente per Matteo Salvini. Tuttavia il Carroccio, che prima si limitava ad essere il puntello di Berlusconi per sfondare al Nord, adesso sarebbe il principale componente della coalizione. Così la Lega Nord (sempre più solo Lega) dopo aver rinnegato sotto la direzione di Salvini le sue velleità indipendentistiche, nelle nuovi vesti di partito nazionale punta finalmente ad esprimere il proprio candidato premier.

Emanuele Monterotti

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