Chat Anonime – La mia avventura

Chat anonime nella quotidiana vita virtuale 

chat anonime

 

Tazzone di caffè fumante, occhiali sul naso, sigaretta alla bocca. Sono pronto ad incominciare la mia avventura nell’oscuro mondo delle chat anonime.

Un paio di accorgimenti

Prima di addentrarmi in un territorio a me così sconosciuto, ricerco informazioni sul web. Strappo un pezzetto di nastro adesivo e copro la webcam del mio portatile. Sorso di caffè. Compilo il modulo d’iscrizione. Sorso di caffè. Sono dentro, nickname: Zagor. Seleziona lingua, italiano.

Pronti, Via!

La schermata principale alterna il nero ad un rosso porpora. Le icone sono due: Random Chat e Group Chat. Scelgo la prima. Caricamento. Dani R è online. Bene, adesso il primo dilemma: come si avvia una conversazione con uno sconosciuto? Neanche il tempo di pensarci che Danny R invia il suo primo messaggio – Ciao!

Ciao, Dani R – rispondo. Immediata la replica – Porca?

Come fa uno Zagor ad essere porca? Elimino la conversazione.

Entro nella chat di gruppo. Scorro i messaggi precedenti al mio ingresso (quasi interamente costituiti da fotografie amatoriali di peni di ogni razza e dimensione) fino a quando una domanda attira la mia attenzione: Giuse96 – qualche ragazza del liceo Fritticavoli? (nome di fantasia sostituito all’originale).

Rifletto. Volendo potrei liberamente cambiare il mio nickname mettendo ben in evidenza un numero da 96 a 2000 in modo da spacciarmi per più giovane. Potrei anche loggarmi come donna o ragazza, volendo.

Rifletto. Una domanda continua a frullarmi in testa: Ma ci sarà davvero gente che si fa abbindolare da questi sistemi? E se esistesse, potrebbe inviare foto o informazioni personali ad un perfetto sconosciuto?

Effettuo il log out e cancello l’account. C’è solo un modo per rispondere alla mia domanda. Creo un nuovo profilo: Biancaneve97. La home page e l’interfaccia sono le stesse, ad eccezione della mia icona profilo che da azzurra adesso è rosa. 

Eureka!

Dopo un’estenuante mezzora di Random Chat condita dalle solite foto di peni (alle volte le stesse) e da gente che mi dà della puttana perché rispondo di non essere ‘Porca‘, riesco a trovare un interlocutore fuori dagli standard.

Jasmine (nome di fantasia dettato da motivi di privacy) ha aperto una finestra di dialogo con me. Parliamo per un po’ di argomenti irrilevanti fin quando non mi decido e le chiedo: “Hai mai avuto problemi con questo tipo di chat anonime?”.

Mi fa aspettare qualche minuto. Poi risponde. – Sì.

Jasmine mi racconta di avere 23 anni. Lesbica. Ha dei problemi con i suoi genitori. Quando scoprì questo tipo di chat era il 2011, appena diciottenne. Conosce tale Anastasia (nome di fantasia dettato da motivi di privacy) su un altro sito di chat anonime. Il loro rapporto si evolve fino a diventare quotidiano. Anastasia è anche lei omosessuale, anche lei in crisi coi genitori. Strano.

Jasmine interrompe la sua storia. Forse non si fida (e fa molto bene). La rassicuro e riesco a convincerla a proseguire nel racconto.

I contatti con Anastasia proseguivano e il loro legame si stringeva. Anastasia le chiede una sua foto. Jasmine gliela manda. Gliene manderà molte altre, se ne invieranno entrambe. Anastasia spinge sull’acceleratore e le chiede il numero di telefono. Jasmine tituba ma alla fine glielo concede. Da lì comincia l’incubo. 

La morale, se ce n’è una

Anastasia è sparita dalla chat. Jasmine non vuole concedersi all’idea di esser stata raggirata. Ha inviato fotografie, anche piccanti, a qualcuno che non conosce. Se ne rende conto solo adesso. Quel qualcuno ha anche il suo numero di telefono.

Pochi giorni dopo comincia il ricatto. Soldi in cambio di silenzio. Soldi per non far pubblicare le sue foto. Anastasia conosce l’identità di Jasmine. 

Il racconto s’interrompe e non riesco a sapere come sia finita la vicenda. Cancello il mio account. Biancaneve97 cessa di esistere. 

La realtà di queste chat procede di pari passo con le supposizioni. Con chi ho parlato? Jasmine era chi diceva di essere? La sua storia era reale? Chissà. In una società così densa di informazioni personali, di condivisioni, di post e di riflessioni date in pasto a tutti, non mi sorprenderebbe ci fosse gente che, pur di scamparvi, ricorresse a tali servizi anonimi.

Gianluca Minuto

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