Chewing Gum: guida al politicamente scorretto

Dodici eposodi, due stagioni

 

E’ il 6 Ottobre del 2015 quando il primo episodio di Chewing gum viene mandato in onda prima in una piccola emittente inglese e poco dopo tra le fila di Netlfix. Ora è da poco finita la seconda stagione ed è giunto il momento di prestare attenzione ad un piccolo gioiello del reparto comedy.

La serie è stata ideata, scritta e interpretata da Michaela Coel, una giovane donna inglese di trent’anni che ha avuto l’opportunità di trasformare un suo monologo in una serie tv. Il risultato furono dodici episodi da venti minuti suddivisi in due stagioni che ripercorrono parte della vita di Michaela senza filtri o censure.

Una serie che fa della sua leggerezza un’arma ma che allo stesso tempo contiene, nei suoi brevi venti minuti a puntata una gamma di personaggi così differenti tra loro che non hanno nulla da invidiare a serie TV comedy di successo.

In poco tempo la serie si è guadagnata due BAFTA per la migliore performance femminile in una commedia e per miglior artista emergente, oltre al successo tra giornali e pubblico affascinati da un nuovo modo di essere volgari, sfacciati e politicamente scorretti.

Michaela Coel, autrice e interprete di Chewing Gum

 

Religiosa, Vergine e Nera

Tracey Gordon è una ventiquattrenne nera cresciuta in un sobborgo di Londra con la sorella e la madre entrambe fondamentaliste cristiane e poco avvezze alla corruttibilità del mondo contemporaneo. Tracey ha un fidanzato, anch’esso religioso, che ha contribuito a mantenere intatta la sua verginità.

Ma quest’ultima comincia ad essere u
n flagello per la ragazza che decide di abbandonare la retta via cristiana per lasciarsi andare, con la guida della migliore amica Candice, al piacere del sesso. Il suo primo approccio con il fidanzato non sembra sortire nessun effetto se non la rottura del loro rapporto e Tracey approfitterà di questa liberazione per prendere in mano la situazione.

Quello che scopre è però la sua totale impreparazione al mondo esterno, dal campo amoroso a quello lavorativo ed ogni nuova esperienza viene vissuta con un’innocenza schietta e senza pudore. Anche quando per sbaglio prende dell’ ecstasy.

Ma non hanno nulla da invidiare, in quanto a caratterizzazione, i co-protagonisti della serie. C’è Connor ovvero colui che diventerà il nuovo ragazzo di Tracey:  un giovane adulto ancora in crisi adolescenziale e con il sogno -solo quello- di diventare un poeta. Invece Candice, la migliore amica, è colei che inizierà la protagonista alla vita mondana insieme alla nonna che l’ha cresciuta, usando un eufemismo, senza filtri. Non mancano neanche eccentrici amici gay, giovani ragazze incinte e madri quarantenni che hanno appena imparato ad usare Tinder.

 

Connor e una delle sue crisi esistenziali.

Quando la minoranza ha il coltello dalla parte del manico

 

Quello che rende differente Chewing Gum dal resto delle sitcom è tanto semplice quanto liberatorio: vi insegna a fare battute politicamente scorrette che facciano davvero ridere.

Decine di discutibili pagine Facebook hanno dato tristemente prova di quanto ancora si abbia poco chiaro il concetto di questo tipo di ironia infatti, breaking news, Tutto ciò che è ridicolizzazione di una minoranza da parte di quella che è percepita come maggioranza non è ironia ma una barzelletta da scuola elementare.

Dal momento in cui siamo d’accordo sul fatto che il politicamente scorretto debba far discutere di sé allora il segreto sta nel ribaltamento dei soggetti per cui ecco una ragazza nera, vergine e dal passato molto religioso che vi spiega perché è stupido toccare i capelli afro di persone appena conosciute (solo perché non li abbiamo mai visti) e di come nel sesso non esista solo la penetrazione.

Battute che in qualsiasi altro contesto risulterebbero razziste o sessiste, In Chewing Gum vengono poste in maniera tale da sbattere in faccia stereotipi e banalità con cui conviviamo ogni giorno senza però perdere il filo di una trama divertente che non manca certo di colpo di scena.

 

Gemma Pistis

 

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