Chi ha ucciso Voronenkov

L’assassinio di Denis Voronenkov a Kiev si colora di giallo

Giovedì 23 marzo 2017 a Kiev, di fronte all’hotel Premier Palace, è avvenuta una sparatoria. È rimasto vittima dell’accaduto l’ex deputato russo Denis Voronenkov. La sua guardia del corpo ha sparato al killer ed ora entrambi sono ricoverati in ospedale.

Chi era Denis Voronenkov?

Denis Voronenkov è stato deputato dal 2011 al 2016 per il Partito Comunista alla Duma di Stato, la camera bassa dell’Assemblea Federale della Federazione Russa. Dall’ottobre 2016 si era trasferito in Ucraina e aveva acquisito la cittadinanza in dicembre. Se n’era andato dalla Russia perché, persa l’immunità parlamentare, voleva evitare un’inchiesta per frode. Voronenkov aveva dichiarato di esser stato perseguito dal Servizio Federale di Sicurezza russo. Lo stesso lo aveva accusato di essere coinvolto in un traffico di droga. Fu accusato anche di sequestro illegale di una proprietà a Mosca, del valore di 127 milioni di rubli. Infine sembra intrattenesse rapporti poco chiari con organizzazioni criminali e che fosse coinvolto con queste in operazioni di riciclaggio.

Denis Voronenkov (a sinistra) con la moglie Maria Maksakova (a destra)
Denis Voronenkov (a sinistra) con la moglie Maria Maksakova (a destra)

Era a Kiev con la moglie Maria Maksakova, famosa cantante lirica russa. Era ex deputata alla Duma per Russia Unita, partito di fronte opposto a quello del marito.

La critica alla Russia

In un’intervista di Radio Free Europe/Radio Liberty (RFE/RL), nel febbraio del 2017, Voronenkov aveva comparato la Russia di Vladimir Putin alla Germania nazista. Inoltre aveva definito l’annessione della Crimea sia sbagliata che illegale, accusando il Parlamento Russo di aver votato senza considerare le conseguenze. Aveva anche descritto l’atmosfera in Russia come caratterizzata da una frenesia pseudo-patriottica. Non era la prima volta che si schierava apertamente contro la Russia: era divenuto particolarmente celebre per un’apparizione in tv nella quale muoveva le stesse accuse dell’intervista.

In Ucraina

Una volta a Kiev Voronenkov ha acquisito la cittadinanza ucraina. Aveva iniziato a collaborare con le autorità locali come testimone nel processo per alto tradimento nei confronti dell’ex Presidente ucraino filorusso Viktor Yanukovich.

Un thriller di spionaggio

È stato identificato l’assasino di Voronenkov: si tratta di Pavel Paršov (classe 1988), originario di Dnepr. Era latitante e ufficialmente ricercato dalla polizia ucraina dal 2011. Tuttavia era riuscito ad arruolarsi nella Guardia Nazionale ed aveva prestato servizio fino al congedo nel 2016. Aveva pertanto una carta d’identità militare, fatto che gli permetteva di girare armato.

Ma la domanda che ora tutti si pongono è chi sia il mandante. Le ipotesi sono svariate. Ovviamente molti puntano il dito contro la Russia, date le manifeste “antipatie” che il deputato aveva dimostrato. Il presidente ucraino Poroshenko ha dichiarato che “l’omicidio è stato commissionato dal FSB, Voronenkov era estremamente pericoloso per i servizi segreti russi”. La Russia chiaramente nega, giudicando infondate le accuse che le vengono mosse.

Ma anche in Ucraina non godeva di grande stima: la sua collaborazione per il processo a Yanukovich potrebbe aver attirato l’inimicizia di qualcuno.

Non si esclude, in ultima analisi, la responsabilità di gruppi criminali. La ricerca all’interno di ambienti malavitosi, con cui l’ex deputato sembra avesse dei legami, distribuisce l’attenzione al panorama della criminalità organizzata oltre che a quello della politica.

Samuele Nardi

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