Perché la fashion blogger Chiara Ferragni terrà una lezione ad Harvard.

Cosa non sanno gli italiani sui giovani imprenditori.

Chiara Ferragni ad Harvard

Già due anni fa la fashion blogger aveva fatto visita ad una delle più prestigiose Università del Mondo, la Harvard University (USA).
Sembra che quest’anno Chiara Ferragni tornerà negli Stati Uniti in veste accademica, a patto che la “veste” sia all’ultimo grido naturalmente.
Le è stato proposto di tenere una lezione sull’impero nato dal suo blog “The Blonde Salad”, dove nel 2009 ha iniziato a raccontare se stessa e la moda.

Il grande successo 

Si da il caso che la rivista americana Forbes ha inserito la giovane cremonese di 29 anni nella lista annuale dei 300 giovani imprenditori più intelligenti del 2016. Chiara ha infatti lasciato gli studi universitari per rischiare il tutto e per tutto nel precario mondo dei media. Il suo istinto è stato tutt’altro che sbagliato, la fashion blogger più acclamata del momento ha infatti fatturato milioni di euro tra il blog e la linea di scarpe firmata a suo nome.

Scetticismo per la genialità o la genialità degli scettici?

Nonostante l’ottimo curriculum, molti si chiedono il motivo per cui una blogger della moda dovrebbe insegnare agli studenti americani più promettenti di quest’ anno. Ebbene, sembra che il Mondo sia ancora una volta diviso dallo scetticismo e dalla “conservazione accademica” che disprezza tutto ciò che è innovativo e al passo coi tempi.
D’altra parte, se si vogliono prendere in considerazione le critiche che non provengono dalle bocche invidiose di ragazzine o professoroni moralisti, vengono alla luce osservazioni interessanti. Come ci riporta il quotidiano online Donna, la rivista Vogue America non apprezza affatto la situazione.

 […]sembrerebbe non essere molto amata da chi nella moda ci lavora “seriamente”: loro arrivano alle sfilate, sfoggiano look esuberanti e, non appena lo show inizia, prendono in mano il loro smartphone e iniziano a scattare foto e video da postare sui social a differenza delle giornaliste che, invece, prendono appunti e cercano di raccontare con le parole quanto i loro occhi hanno visto.”

Chiara Ferragni, un orgoglio tutto italiano

Effettivamente tra giornalisti e blogger non sembra scorrere buon sangue ma, finché si tiene presente che i due “lavori” hanno ben poco a che vedere l’uno con l’altro, non dovrebbero esserci diverbi.
Non c’è dubbio: l’ Italia deve essere orgogliosa che una delle sue menti abbia avuto un riscontro così positivo. Gli americani sono in prima linea nella battaglia all’insegna del supporto della Ferragni, ma non si può non dispiacersi nel vedere come The Blonde Salad sia diventato l’unico “modello di imprenditoria” a cui moltissimi giovani italiani si ispirano.

I paesi stranieri hanno riconosciuto un personaggio pubblico italiano come brillante e di successo. Noi dovremmo riconoscere a nostra volta personalità straniere altrettanto alla avanguardia che competono con la nostra compatriota. A contrario di ciò che si pensa in questo momento, nel Mondo, ma anche Italia, non hanno successo solo you tuber e fashion blogger. Anzi, sembra che queste categorie non competano nemmeno con i trend del momento.

E l’Italia ne è al corrente?

Rifacendoci sempre alla classifica americana sugli imprenditori più brillanti, vediamo che a vincere le medaglie d’oro sono dei ragazzi sicuramente quasi sconosciuti, agli italiani si intende.  Joséphine Goube, 27 anni, francese, ha creato una pagina web che aiuta rifugiati e migranti a gestire le loro richieste di asilo. Ernst-Jan Pfauth, olandese e re dei media, ha raccolto online 1,7 milioni di dollari per lanciare De Correspondent, un sito di notizie e approfondimenti senza pubblicità. Nella nostra Penisola abbiamo anche l’‘intramontabile artista e illustratore Guglielmo Castelli. (dati di Panorama)

Il fashion blogger? Sembra l’unico ma non lo è. Bisogna conoscere e non seguire la moda del momento.

Come possiamo vedere, gli americani che accolgono Chiara Ferragni ad Harvard sono gli stessi che comprendono l’importanza di altri imprenditori, molti dei quali hanno raggiunto più successi della nostra fashion blogger.
Noi non possiamo essere da meno.
Insegniamo ai nostri giovani che si può trionfare attraverso i media, se usati nel modo giusto. Insegniamo loro che Chiara ha rincorso la passione per la moda ma che essa non è l’unico modo per raggiungere i vertici del successo. Ernst-Jan Pfauth ha fatto dei media un sito di notizie, ha inseguito l’informazione.
Goube e Castelli hanno sfondato attraverso socialità ed arte.
Dobbiamo conoscere, per essere completi.                                  

                                                                                                                                                                        Eleonora Postai

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