Cinema2Day: un trionfo culturale deciso dallo spettatore

Una vecchia abitudine che guarda verso il futuro

 

Gli appuntamenti televisivi con il Festival di Sanremo e i recuperi della Serie A non hanno fermato la corsa dei cittadini verso il cinema più vicino. Una routine, questa, che sembra essere tornata in voga con Cinema2Day.

L'effetto di Cinema2Day sullo spettatore
Lo stupore negli occhi di Amélie (Il favoloso mondo di Amélie)

Un successo sorprendente

Poco più di una settimana fa (mercoledì 8 febbraio) i partecipanti all’evento, che prevede l’ingresso al cinema a soli 2 euro, sono stati più di un milione. Per la precisione, sono state 1.034.018 le persone che hanno passato un paio d’ore in quelle sale cinematografiche che, causa streaming selvaggio, non vanno più molto di moda.

Il merito di tale afflusso è dovuto agli incredibili film in programmazione? Le cose non stanno esattamente così.  Perché se L’ora legale, La La land, Split sono i titoli dei film sulla bocca di molti, si può dire che a riavvicinare così prepotentemente le persone alle sale sia stato l‘evento Cinema2Day. L’idea è quella di un cinema economico che sia in grado di riportare un alto numero di spettatori nei multisala.

Che cos’è Cinema2Day

Presentata alla Mostra del Cinema di Venezia lo scorso settembre, l’iniziativa nata dal ministro dei Beni e delle Attività Culturali Dario Franceschini (sostenuta da Anica, Anec e Anem) è sulla scia di un rinnovato interesse delle istituzioni per il patrimonio culturale. L’offerta consisteva, e probabilmente consisterà, nella possibilità di vedere qualsiasi film a prezzo ridotto. A qualsiasi ora, ogni secondo mercoledì del mese.

L’iniziativa è partita il 14 settembre e la sua conclusione era prevista per mercoledì scorso. Gli organizzatori, però, sono già al lavoro per prolungare l’evento che certamente si fonda su strategie di mercato ben studiate (il mercoledì è il giorno che precede le novità cinematografiche, il giovedì continua a fare il pieno). Oltre all’aspetto economico, però, sembrano esserci effetti interessanti anche sul piano sociale.

Le parole di Franceschini

A metà tra un piano di crescita economica del settore cinematografico e la riaffermazione di una “buona abitudine”, Franceschini ha spiegato come questa iniziativa sia stata accolta nel migliore dei modi dal pubblico. Ha poi rilanciato: “Proseguiamo questa iniziativa per altri sei mesi, per poter poi, dopo un anno, fare un bilancio sul suo impatto sul pubblico e sulle vostre imprese”. Questo il messaggio ai presidenti di Anica, Anec e Anem (sostenitori del progetto), specificando che “il Ministero è pronto a continuare ad offrire il suo supporto di promozione”.

Il Ministro che ha dato il via a Cinema2Day
Dario Franceschini in aula

Meno tastiera, più voce

Quello che viene a delinearsi è uno scenario in cui i cittadini tornano a vivere il territorio della cultura, un luogo reale e non virtuale. Viene rimarcata allora l’importanza della partecipazione. E si parla di condividere uno spazio pubblico. Si parla di (ri)abituarci a discutere del film appena visto con le persone che fisicamente hanno condiviso con noi un’esperienza visiva. Magari persino con il ruminante seduto sulle poltroncine accanto alle nostre. Rigorosamente nei “posti in alto, centrali. Grazie!”.

Alberto Mancuso

 

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