I colpi della serie A: Gianluca Gaudino

La leva calcistica della classe ’96

Nel giugno 2017 il ChievoVerona acquista Gianluca Gaudino dal Bayern Monaco. No, non siamo su Fifa; partiamo dall’inizio della storia per cercare di capire le motivazioni di una delle transazioni più freak del calciomercato.

Il 13 agosto 2014 si gioca la Supercoppa di Germania, sul prato verde del Westfalenstadion si affrontano le due rivali storiche: Bayern Monaco e Borussia Dortmund. Da un lato Pep Guardiola e la sua riedizione in chiave teutonica del Calcio posizionale, dall’altra l’ultima versione del BVB di Jurgen Klopp. La prima volta di Lewandowski contro la sua ex squadra, proprio davanti alla Sudtribune.

Gianluca Gaudino ha sedici anni e pochi mesi, i capelli biondicci appoggiati sulla fronte, sbatte i piedi a terra e proprio non riesce a stare fermo aspettando il fischio d’inizio. Non è male esordire fra i professionisti in una partita così, diciamo che un po’ di tensione gliela possiamo concedere. Lo facciamo volentieri soprattutto perché quando parte il cronometro essa scompare totalmente dal ragazzino che gioca una partita con l’attitudine di un veterano.

Ma Nino non aver paura di sbagliare un calcio di rigore. Non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore.

Gianluca fornisce un ottimo supporto alla squadra in fase di uscita palla al piede dalla difesa, alternando le varie scelte di passaggio con una buona riuscita nella maggior parte dei casi. Gioca palla a terra senza paura eludendo spesso il pressing grazie ad un primo controllo orientato effettuato con un’intelligenza rara (leggasi Xavi, giusto per intenderci). Predilige essere il regista della squadra e toccare molti palloni, però i suoi 175 cm per 65 kg lo rendono un obbiettivo vulnerabile davanti alla difesa sia in uscita palla al piede (malgrado comunque riesca ad eludere la marcatura con discreta semplicità) che in fase difensiva dove fisicamente non riesce a “tenere botta” fondamentalmente con nessuno. Questo secondo problema lo porta a tentare l’anticipo sull’avversario o a sporcargli il tocco ma la giovane età e l’irruenza lo portano a volte ad un’errata scelta del tempo di intervento. La rapidità mentale è probabilmente la sua dote migliore insieme al tocco elegante e gli consente di anticipare i tempi di gioco e compiere scelte quasi sempre corrette in situazione di emergenza, quando pressato o chiuso dagli avversari. Per dovere di cronaca dobbiamo anche accennare alle sue skills che sono davvero piacevoli da guardare, soprattutto se sei Mario Goetze.

E chissà quanti ne hai visti e quanti ne vedrai di giocatori tristi che non hanno vinto mai ed hanno appeso le scarpe a qualche tipo di muro e adesso ridono dentro al bar.

 

Il ragazzo si farà, anche se ha le spalle strette

I dettagli economici non sono ancora chiarissimi: Gianluca è in scadenza a Giugno ed il Chievo Verona sembra aver proposto circa 50.000€ più alcuni bonus legati alle presenze per il suo cartellino. Come si fa a passare dalla Supercoppa di Germania da sedicenne a costare cinquantamila euro a 20 anni?

Gaudino è stato aggregato alla prima squadra da Pep Guardiola nell’estate 2014 e durante l’anno ha partecipato a 8 partite di campionato e 1 di Champions League (contro il CSKA Mosca vinta 3-0). Nel 2015 gioca la prima metà di stagione nella seconda squadra, in quarta divisione, per poi trasferirsi in prestito a gennaio al San Gallo, squadra che milita in prima divisione svizzera. Durante l’anno e mezzo passato sulla riva del Lago di Costanza inanella trentatrè partite giocate ed un’operazione all’inguine che lo tiene occupato per tutta l’estate 2016. Ancelotti sembra non vederlo e il Bayern sembra non essere interessato a trattenere quello che era considerato il miglior talento delle proprie giovanili solo tre anni fa.

Nino capì fin dal primo momento, l’allenatore sembrava contento.

I Clivensi dovrebbero garantire al ragazzo uno stipendio da circa 250.000€ a stagione per quattro anni e un posto di spicco nel centrocampo gialloblù. Izco ed Hetemaj sono in scadenza, De Guzman tornerà momentaneamente a Napoli, sono quattro i centrocampisti a disposizione di Maran: Radovanovic, Castro, Rigoni e Birsa. Nessuno dei quattro ha le caratteristiche del tedesco, ma potrebbero essere tutti abili e arruolabili per comporre con lui una linea di mediana che unisca alla sua tecnica anche la giusta dose di interdizione.

Fra le prime cose che gli verranno richieste probabilmente ci sarà un irrobustimento consistente necessario per sopportare l’impatto fisico con la serie A e poi (soprattutto) quel salto di qualità che tutti bramavano ai tempi dei suoi esordi. Stiamo parlando di un ragazzo di venti anni di grande talento che ha avuto un grande calo dovuto anche alle circostanze sfavorevoli in cui si è trovato. Il tempo di un riscatto c’è e questo nuovo inizio a Verona potrebbe essere una manna dal cielo per lui. Il Chievo non è più la squadra ultra difensivista del passato ma anzi stravolge il calcio reattivo italiano e starà a lui riuscire ad integrarsi in un sistema fluido e in costante cambiamento, anche se l’esperienza con Pep dovrebbe aiutarlo in questo.

Prese un pallone che sembrava stregato, accanto al piede rimaneva incollato.

Alessandro Billi

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