No Vax, Free Vax: le anime del movimento antivaccinista

Anime diverse nella lotta contro i vaccini

Quello dei vaccini, da qualche tempo a questa parte, è uno dei temi che maggiormente infiammano il dibattito pubblico italiano, soprattutto in seguito all’approvazione del contestato Ddl Lorenzin. Non tutti gli oppositori della legge in questione, però, sono animati dalle stesse prerogative nella lotta contro l’obbligo vaccinale. Ecco cosa distingue i No Vax dai Free Vax.

Gli albori del movimento 

I movimenti contrari all’obbligo vaccinale, così come quelli che sostengono la nocività delle vaccinazioni, non sono certo nati solo in seguito all’approvazione della cosiddetta “legge Lorenzin”. Le principali teorie usate dagli antivaccinisti per giustificare le proprie posizioni risalgono al secolo scorso e infatti, le prime sirene no vaccines hanno iniziato a suonare, seppur isolate, ormai diversi anni or sono. Ad ogni modo, è stata l’approvazione del decreto Vaccini a scatenare una vera e propria ondata di proteste degna di essere presa in considerazione. Per inciso, il nuovo obbligo previsto dalla legge di sottoporre i neonati (a partire dal 2017) a ben 12 vaccinazioni differenti ha fornito ai movimenti antivaccinisti un assist preziosissimo per ingrossare le proprie fila. Una parziale conferma a questo proposito arriva dai numeri delle manifestazioni No Vax degli ultimi mesi, che in alcune città (vedi Roma e Milano) hanno visto scendere in piazza diverse migliaia di persone.

Alcuni slogan del movimento antivaccinista
Slogan del movimento antivaccinista esposti durante una manifestazione di piazza

Antivaccinista non equivale a No Vax

Come ogni movimento di protesta che si possa definire tale, anche quello degli antivaccinisti non si presenta come una realtà totalmente omogenea ed unitaria. Tra le diverse anime che lo compongono, gli approcci alla legge contestata e gli obiettivi proposti vanno talvolta in direzioni diverse tra loro. A livello mediatico, tutti coloro che avversano l’imposizione dell’obbligo vaccinale sono solitamente identificati come “No Vax” e l’indagine sui soggetti che animano il movimento non si spingono quasi mai oltre.  

In realtà, “No Vax” è solo l’appellativo di una delle due principali fazioni interne alla galassia antivaccinista. Probabilmente, quella dei No Vax può essere definita come l’ala “dura e pura” del movimento. Chi si identifica in questa fazione, infatti, non solo è contrario all’obbligo imposto dalla legge Lorenzin, ma sostiene anche con forza che i vaccini possano provocare danni potenzialmente irreparabili alla salute di chi vi si sottopone. Ben diverse sono le prerogative dei Free Vax, sotto il cui nome si identificano tutti coloro i quali sostengono che la scelta di sottoporsi alle vaccinazioni debba essere delegata alla coscienza individuale di ognuno e non imposta dalla legge.

Intransigenza No Vax

La differenza tra le due principali anime del panorama antivaccinista sta in questo: avere o meno la pretesa di imporre la convinzione che i vaccini siano causa di patologie gravissime e di danni irrimediabili per la salute. È questa la prerogativa dei No Vax “duri e puri”. Il fondamento teorico delle loro argomentazioni risiede in uno studio scientifico pubblicato nel 1998 dal medico britannico Andrew Wakefield. Nella pubblicazione in questione, Wakefield cercò di dimostrare la correlazione tra la somministrazione del vaccino trivalente MPR (morbillo, parotite, rosolia) e la contrazione di patologie quali alcune malattie intestinali e, soprattutto, l’autismo.

Una successiva indagine sulla pubblicazione, operata dal General Medical Council -l’equivalente britannico dell’Ordine dei Medici-, rilevò l’infondatezza delle tesi di Wakefield. In particolare, le indagini dell’autorità rivelarono che lo studio fu elaborato ad hoc dal medico in vista di un non trascurabile tornaconto economico. Wakefield ricevette infatti una somma superiore a 500.000 sterline per falsificare i dati della sua ricerca. Lo scopo della falsificazione fu quello di fornire un fondamento scientifico ad una causa intentata contro alcune case farmaceutiche per i presunti danni causati dalla somministrazione dei loro prodotti. Finanziatore dello studio fraudolento fu l’avvocato che intentò la causa.  Tutta la vicenda appena descritta, però, non sembra scalfire di un millimetro l’interezza delle convinzioni dei No Vax. La loro opera di diffusione della teoria di Wakefield, infatti, non cessa e conquista un numero sempre crescente di sostenitori.

Free Vax e il ragionevole dubbio 

In sostanza, le convinzioni dei No Vax si fondano su una teoria che è stata smentita scientificamente. E probabilmente, è proprio questo che spinge gli esponenti della fazione Free Vax a sottolineare la propria distanza dalle posizioni dell’ala più integralista del movimento antivaccinista, della quale si è parlato fino ad ora. Non a caso, il principale raggruppamento italiano di associazioni, comitati e gruppi aderenti alla causa free vax si è curato di distinguersi inequivocabilmente da coloro che sostengono senza se e senza ma la nocività dei vaccini. A proposito della propria attività, il Comilva ha infatti precisato, sul proprio sito, di non avere lo scopo di contestare la validità scientifica dei programmi di vaccinazione.  Significativo a proposito della volontà di distinguersi dai No Vax è il titolo della stessa pagina: “Non siamo No Vax, siamo i Vax Free del ragionevole dubbio”.  

Anche i Free Vax sostengono che vi possano essere dei danni derivanti dalla somministrazione dei vaccini. Tra gli obiettivi elencati dal Comilva sul proprio sito, compare infatti anche quello di “Ottenere il giusto riconoscimento e il risarcimento per i danni da vaccino.”. A  sostegno dell’esistenza di questi danni, nessun riferimento esplicito alla teoria di Wakefield è presente nell’argomentazione del Comilva. In realtà, quest’ultima è sprovvista di riferimenti ad un qualsiasi documento scientifico che possa in qualche modo contemplare la nocività dei vaccini.

Manifestanti antivaccinisti durante un corteo di protesta
Manifestanti antivaccinisti durante un corteo di protesta

Antivaccinismo: sottoprodotto della post-verità?

In sintesi, all’interno della galassia antivaccinista si muovono due fazioni principali. Quella dei No Vax da un lato, le cui argomentazioni si fondano su un singolo studio scientifico, peraltro dichiarato fraudolento e, di conseguenza, infondato. Quella dei Free Vax dall’altro, più “moderata”, ma comunque incapace di fornire basi solide -e scientificamente provate- alle proprie convinzioni. Agli esponenti del movimento antivaccinisti, insomma, il fatto che le loro posizioni siano sprovviste di fondamento scientifico sembra importare ben poco. Considerata l’ampia partecipazione ottenuta dal movimento nel suo insieme, un quesito sorge quasi spontaneo: ha ragione chi afferma che viviamo nell’era della post-verità

Luca Mercanzin

    

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