Facciamo il punto su Tempo di Libri

Tempo di Libri: considerazioni in merito

In occasione dell’apertura di Tempo di Libri, la nuova fiera dell’editoria milanese, e della chiusura ormai imminente, noi del The Brockford Post, attenti alle novità e a tutto ciò che è attinente alla cultura e al nostro Paese, non potevamo non visitare tale fiera e recensirla, testarla e presentare ai nostri fidati lettori le considerazioni che abbiamo sviluppato in merito.

Partiamo dal presupposto che molti ritengano Tempo di Libri come un diretto concorrente del tradizionale Salone Internazionale del Libro di Torino. 

Tempo di Libri vs Salone Internazionale Libro
Tempo di Libri vs Salone Internazionale Libro

Ciò che si nota, fin da subito, è che la fiera milanese Tempo di Libri è un luogo molto simile al Salone del Libro torinese, con stand in cartongesso e legno, che simulano mini-librerie di marchi, chi più, chi meno famosi, privi di originalità.

Tempo di Libri poi, ha allestito sale nominate in base agli stili di scrittura informatici, i cosiddetti font, dove, in un ambiente raccolto e chiuso, a mo’ di stanza con sedie e monitor, vengono tenute conferenze con autori o esperti nel campo dell’editoria.

Sala conferenza
Sala conferenza

L’atmosfera che si respira alla Fiera milanese non è del tutto avvolgente e accogliente. A ricevere i visitatori non vi è un ambiente del tutto familiare e appassionato, avvolto dal profumo delle pagine di libro, popolata da una miriade di persone tutte euforiche e stupite delle novità, come è accaduto l’anno scorso al Salone del Libro torinese: ciò che è apparso a Milano è un luogo sì di cultura, editoriale, ma anche e soprattutto commerciale, con poca affluenza e senza persone troppo prese dalla proposta pensata dall’organizzazione dell’evento editoriale.

Avvicinarsi e curiosare ai vari stand, mettendo un po’ qui, un po’ là, il naso e gli occhi a scorgere novità e occasioni uniche, inoltre, non è del tutto intimo e libero: la presenza di personale alle porte del loro sito di esposizione, pronti a catturare e suggerire le loro proposte pubblicitarie, non sempre è cosa gradita, in quanto scostano il visitatore dal proprio percorso, fino quasi a disturbarlo.

Interno Tempi di Libri
Interno Tempi di Libri

Un’altra cosa che sicuramente fa discutere, che va oltre le personali considerazioni, è il fattore economico che ruota attorno all’intero evento, in modo anche piuttosto fastidioso.

Per prima cosa i parcheggi: una visita di due ore all’interno della Fiera è costata ben undici euro – da non trascurare le condizioni del parcheggio, non coperto e non custodito, con addirittura dispositiv non del tutto funzionanti.

Anche le indicazioni stradali per raggiungere la Fiera di Milano e la sezione interessata non sono del tutto esaurienti, soprattutto per un turista, particolarità che rende la fiera non facilmente accessibile, elemento invece, tenuto in grande considerazione nell’area Lingotto Fiere di Torino.

E cosa dire del bar!

Nella zona consumazione, dove potersi ristorare per qualche minuto o un’oretta e scambiarsi opinioni su alcuni libri, si vendono prodotti a prezzi esagerati, per non dire assurdi – due the da mezzo litro sette euro – meglio non sapere il costo di un semplice pranzo per una famiglia intera!

Altra cosa da sapere, che sicuramente fa riflettere, è il livello di sicurezza: all’ingresso di Tempo di Libri non si sono svolti alcuni controlli di sicurezza, presenti invece, in modalità completa, in prossimità dell’entrata al Salone Internazionale del Libro di Torino, dove sono stati eseguiti controlli a tappeto, tramite metal detector e accertando che non vi siano arnesi pericolosi all’interno di borse e borsoni. Questo non vuol dire che non ci sia stato alcun agente di polizia a vigilare la Fiera di Milano – ne abbiamo incontrati davvero pochi – ma, il bisogno di sentirsi sicuri, bisogna ammettere, non è stato del tutto soddisfatto.

Queste che abbiamo presentato sono solo alcune delle considerazioni che proponiamo in merito a Tempo di Libri.

A parer nostro e di molti altri visitatori, esperti e non, la fiera milanese dell’editoria ha ancora molti passi da fare per poter competere con il Salone Internazionale del Libro, ma non per competere in senso prettamente consumistico, al contrario, ogni evento dedicato al mondo dei libri deve avere un’altra missione: quella di appassionare, di infondere nei visitatori la voglia di leggere e di far comprendere la ricchezza che donano la lettura e la scrittura, perchè la cultura è sempre in grado di dare e arricchire chi ne fa uso, ed è questa la lezione che tutti questi eventi devono diffondere, anche la fiera di Milano, che questa volta sembra non aver fatto del proprio meglio.

Sara Erriu

 

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