Fognini festeggia la vittoria

Pazza Davis, pazza Italia

Un’Italia da combattimento sconfigge agli ottavi di Coppa Davis la compagine argentina, vendicando la sconfitta dell’anno scorso.

Coppa Davis. Che strano torneo quello della Coppa Davis. Trofeo snobbato, poco voluto, datato, inutile, d’altri tempi. Le leggende del tennis vi partecipano solo per rendere completa la loro personale bacheca. I tennisti top per la maggior parte lo considerano solo un impegno gravoso in più nella loro folta agenda . Gli altri invece lo ritengono solo un modo per acquisire visibilità e conquistare qualche posizione nel ranking ATP. Comunque la si veda nessuno vi partecipa con le vere motivazioni, quelle che spingevano i tennisti dei tempi passati, ovvero essere la nazione predominante nei campi da tennis. Ora l’individualismo vince facile sullo spirito di gruppo. I tennisti sempre più pensano per sé e mai per la nazione, in maniera difficilmente eguagliabile da altri sport. Eppure, sarà per l’orgoglio nazionale, sarà per il connubio singolare doppio, sarà per l’imprevedibilità di ogni serie e di ogni partita, essa resta un evento molto gradevole e seguito.

Il tennis maschile italiano

Il tennis maschile italiano non sta vivendo uno dei suoi momenti migliori, a dire la verità è da molti anni che pochi alti e tanti bassi contraddistinguono il suo percorso. Da anni generazioni e generazioni di appassionati di tennis guardano al tennis come occasione per seguire le gesta dei grandi campioni internazionali e mai per tifare tennisti italiani; questo è il sintomo che le cose proprio bene non stanno andando. A dire la verità ultimamente non è del tutto grigio il cielo. In coppa Davis dal 2011 siamo costantemente nel gruppo mondiale delle 16 nazioni più forti, col picco del 2014, anno in cui ci siamo arresi solo alla Svizzera di Re Roger alle semifinali. Anche a livello individuale non andiamo poi così male: la costanza di Seppi negli slam, il genio e sregolatezza di Fognini e la regolarità di Lorenzi, anche se non appieno, hanno consolato gli appassionati del tennis italiano in questi ultimi tempi.

 

2017: contro i detentori

Foto di gruppo
I partecipanti alla sfida, giocatori e capitani, argentini a sinistra, italiani a destra

Il tabellone della Coppa Davis 2017 vedeva l’Italia impegnata negli in una partita estremamente complicata contro i detentori del trofeo 2016, l’Argentina. Sebbene mancassero gli eroi del 2016 Federico Delbonis e Juan Martin Del Potro, l’Argentina riusciva a presentare giocatori con un buon ranking, che comunque erano stati protagonisti nel lungo percorso argentino della Coppa Davis dell’anno precedente. Lo spirito di gruppo solito degli Argentini e il fatto che si giocava in casa loro, a Buenos Aires sulla terra rossa, non faceva altro che acuire le difficoltà della serie che ci aspettava.

Il venerdì vincente

Ma la coppa Davis è imprevedibile, niente è scontato, il ranking ATP non conta, tutto dipende dalla forma e dalla voglia dei giocatori, e queste possono cambiare di periodo in periodo, di giorno in giorno, di  ora in ora. E così il venerdì, primo giorno di partite, ci troviamo avanti 2 a 0, grazie a prestazioni monstre da parte di Lorenzi e Seppi (che nella fattispecie sostituiva Fognini ammalato). Il primo si sbarazza con un 6-3 periodico di Pella, l’altro, non certo sulla sua superficie preferita,  impiega 4 set per avere la meglio sull’altro argentino, Berlocq. Le preoccupazioni italiane sembrano svanite, gli insulti e gli sfottò del pubblico neanche si sentono. L’impresa di  passare ai quarti sembra una cosa fattibile, anzi, facile da ottenere.

La svolta argentina

El Pibe de Oro in tribuna
Anche Maradona a tifare Argentina sugli spalti

Ma la coppa Davis è imprevedibile, nei successivi match subiamo una pesante rimonta argentina. La prima, sabato, sembra l’inizio di un film di cui già conosciamo la fine. L’affiatato doppio Bolelli-Fognini sembrava strafavorito contro la coppia argentina Berlocq-Mayer; e invece i due italiani sono costretti a una pazza rimonta da 0-2 a 2-2, salvo poi capitolare dopo non aver sfruttato un match-point nel tie-break decisivo. Il giorno dopo, domenica, anche Lorenzi contro lo stakanovista Berlocq è costretto al quinto set dall’avversario, come il giorno precedente. E anche qui la paura di vincere la fa da padrona e l’argentino riesce a sfruttare la forza del pubblico per portare a casa set e match. Quando il lunedì, quarto e ultimo giorno di gare, ci troviamo Fognini sotto di due set contro Pella nel match decisivo, tutti pensiamo che la storia sia già stata scritta. A corroborare la nostra tesi è il recupero dell’italiano che ritrova brillantezza e che porta la partita al quinto set, completando la profezia.

La contro-svolta

Ma la coppa Davis è imprevedibile, e Fognini mantiene nervi saldi e brillantezza per poter battere l’argentino. L’impulsività classica dell’italiano ha lasciato posto alla calma e alla tranquillità di giocare il proprio tennis, quasi a evitare di non sentire le provocazioni del pubblico e la pressione del dover vincere. E così, con un perentorio 6-2, il ligure porta a casa una qualificazione ai quarti per l’Italia che a un certo punto sembrava insperata. Ora il Belgio ai quarti in Aprile.

Qualche speranza?

Sembra strano poter sottolineare un passaggio ai quarti di Coppa Davis con tale enfasi. Per giunta, pur essendo i detentori del torneo, i nostri avversari erano fortemente rimaneggiati e di sicuro non si può dire che abbiamo vinto in scioltezza e destato grande impressione per qualità di gioco. Di certo la considerazione da parte degli addetti ai lavori nei confronti dei tennisti italiani non è salita e niente nel ranking è cambiato rispetto a qualche giorno fa. Tuttavia, quello che va rimarcato è il fatto che in Italia il tennis ancora può fare emozionare e, se deve essere la Coppa Davis a dare impulso, ben venga. A ciò va aggiunto che solo 4 volte era successo che le due finaliste dell’anno precedente fossero state eliminate agli ottavi (l’altra finalista del 2016, la Croazia, ha avuto la peggio della Spagna), la prima volta nel 1976, l’unico anno in cui l’Italia si permise di vincere la coppa Davis. Quell’anno fu proprio l’Italia a sconfiggere agli ottavi il detentore dell’anno precedente, la Svezia, proprio come quest’anno con l’Argentina. Coincidenze? Forse sì, l’Italia è davvero troppo debole per misurarsi coi giganti del tennis. Ma sognare non costa niente, e la Coppa Davis è imprevedibile…

Filippo Tessarollo

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