Approvata la legge contro il cyberbullismo

Il ddl a favore dei minori

Il 7 febbraio, in Italia, insieme all’internazionale Safer Internet Day, data dedicata in centinaia di Paesi alla sicurezza informatica dei minori, si è celebrata la prima Giornata Nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo, promossa dal Ministero dell’Istruzione. Viste le direttive dell’Unione Europea in materia e considerate le conseguenze di questa piaga sociale portate alla luce dalla cronaca, il problema giunge al Governo. Con 224 sì, un solo no e 6 astenuti, il disegno di legge è stato approvato dal Senato italiano con l’intento di prevenire e contrastare il fenomeno in costante aumento. Così, quello che spesso sembra essere “un brutto scherzo” diventa reato.

Cosa prevede

Secondo il ddl, con il termine cyber bullismo ci si riferisce a una molteplicità di comportamenti tra cui: “pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identità, alterazione, acquisizione illecita, manipolazione, trattamento illecito di dati personali realizzata per via telematica il cui scopo intenzionale e predominante è quello di isolare un minore o un gruppo di minori ponendo in atto un serio abuso, un attacco dannoso, o la loro messa in ridicolo”. Nel mirino del disegno di legge ci sono i  minori, che siano vittime o responsabili di illecito. La legge stabilisce la possibilità per un minore -anche senza che il genitore ne sia a conoscenza- di chiedere la rimozione di qualunque dato personale diffuso in rete senza il suo consenso, direttamente al gestore del sito internet o del social media dove è avvenuta l’azione di bullismo. La pena prevista per i colpevoli, se non ancora maggiorenni, è la detenzione o il pagamento di una multa. La sanzione aumenta nel caso in cui il reato sia stato commesso in presenza di più persone

shadowy figures menace boy at computer.
Cyberbullismo- shadowy figures menace boy at computer.

Statistiche

Aumentano in modo considerevole le vittime di molestie e comportamenti violenti in Rete e stando ai dati del Censis (Centro Studi Investimenti Sociali), nel 2016 il 52,7% degli studenti tra gli 11 e 17 anni, ha subito comportamenti offensivi, il più delle volte da parte dei coetanei. La questione di genere sembra avere la meglio, infatti sono proprio le giovanissime, tra gli 11 e i 13 anni, ad essere le più bersagliate. Secondo alcune ricerche compiute del servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni, circa 2 italiani su 3 dichiarano di aver avuto esperienza diretta o indiretta di cyberbullismo. Anche Microsoft mostra dati allarmanti: il 65% degli intervistati è stato vittima di almeno uno dei principali pericoli individuati: in particolare diffamazione, molestie e diffusione di materiale pedo-pornografico appaiono come i reati più commessi. In quale ambito bisogna agire per modificare il fenomeno?

Misure di prevenzione

Il ddl prevede misure di prevenzione nelle scuole, oltre che di motivazione per le vittime e di rieducazione per i bulli. Percorsi mirati al corretto utilizzo delle attuali tecnologie, con il conseguente obiettivo di responsabilizzare i minori. Necessario anche il “ponte” con la famiglia, principale fonte di formazione alla vita.

Oltre a riconoscere i rischi, sarebbe un passo avanti se i più giovani prendessero le misure dell’esposizione mediatica che ogni azione digitale può generare quotidianamente. Per finire in pasto alle ferocità delle Rete basta un battito di ciglia…o, per meglio dire, un click.

Viola Chemi

 

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