David di Donatello 2017: la Hollywood de noantri

I più importanti premi cinematografici del nostro paese, lunedì 27 marzo. In una chiave del tutto nuova per gli standard a cui eravamo abituati.

Tra poco più di 48 ore andrà in scena a Roma la cerimonia di premiazione dei David di Donatello, i prestigiosi premi cinematografici italiani.

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Claudio Santamaria ritira il suo David come Miglior attore protagonista

Nati nel 1956, i David di Donatello nacquero per celebrare il talento delle figure di riferimento del cinema italiano quali registi, attori, sceneggiatori e produttori, solo per citare i ruoli mediaticamente più rilevanti. Proprio i media dell’Italia anni ’50 si trovarono a descrivere la nascita di un premio che avrebbe definitivamente consacrato il cinema (anche qui in Italia) non solo come forma espressiva oggettivamente riconosciuta e tutelata, ma anche come evento glamour.

In una nazione che aveva imparato a conoscere la corrente neorealista dei vari De Sica, Rossellini e Visconti, i nuovi riconoscimenti per le produzioni cinematografiche italiane aprirono le porte alla consacrazione di vere e proprie star cinematografiche.

Ieri

Con gli anni a venire, il pubblico imparò a conoscere i nomi-chiave del cinema italiano. Dai rotocalchi prima ancora che dalla televisione. Gli italiani scoprirono che il David di Donatello come migliore attrice andò, nel ‘58, a una certa Anna Magnani (Selvaggio è il vento); che il premio come miglior attore nel 1960 fu assegnato non ad uno, ma a due attori: tali Alberto Sordi e Vittorio Gassman (La grande guerra). E si cominciava a sentir parlare insistentemente di una certa Sofia Loren, che nel ‘61 vinse il premio come miglior attrice protagonista (La ciociara). Tutti nomi che, col passare degli anni, divennero icone. Personaggi a cui ispirarsi, rappresentazioni in carne ed ossa dei pregi e difetti degli italiani. Anche attraverso riconoscimenti come questo, loro sono diventati il faro del cinema nostrano.

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Sofia Loren, icona del cinema italiano

Se è vero che all’interno dello showbiz agli ambitissimi premi è sempre stato attribuito un alto valore, non si può dire lo stesso per la presa che ha avuto sul pubblico nel corso degli ultimi anni. Per molto tempo, nel corso degli anni 2000, i David sono stati premi all’insegna della sobrietà e del rigore. Lo schema della serata (spesso in onda sulle reti Rai) era composto dal conduttore di turno, l’assegnazione della statuetta e i ringraziamenti di rito. Nulla di più se non questo elegante susseguirsi di passaggi.

Oggi

A dare nuova linfa ad una cerimonia rimasta per anni (possiamo dirlo) troppo sobria è stato il cambio di registro attuato nell’edizione scorsa. Sia nella forma, Tv8 come canale e il giovane Alessandro Cattelan a condurre, sia nel contenuto, dove si sono riscontrate forse le più grandi sorprese del cinema italiano del nuovo millennio.

Si perché i David di Donatello 2016 sono stati (dopo anni di generi triti e ritriti) luogo di novità: ha vinto come miglior film una pellicola dal bassissimo budget ma dal particolarissimo punto di vista sociale (Perfetti sconosciuti), e come miglior attore non protagonista quello che da molti è ritenuto l’astro nascente del cinema italiano, Luca Marinelli (Lo chiamavano Jeeg Robot).  Chiaro che lo scopo fosse quello di aprire una nuova stagione dei premi italiani, percorrendo la strada hollywoodiana della spettacolarizzazione dello show, rendendo la cerimonia di premiazione luogo di divulgazione culturale, ma anche (e soprattutto) momento di intrattenimento.

Lunedì 27 marzo, in chiaro su TV8 dalle 21:30. Qui tutti i film candidati.

Alberto Mancuso 

 

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