Intervista a Davide Sisto

Davide Sisto: intervista al tanatologo dei social

Davide Sisto: il filosofo dell’immortalità social

L’elisir di lunga vita non servirà più dopo la lettura del saggio “La morte si fa Social”

Davide Sisto la morte si fa social


Ho incontrato Davide Sisto, filosofo e professore di filosofia. L’ho incontrato per chiedergli cosa sia un tanatologo e in che modo si possa studiare la morte attraverso i social network. Ma la domanda che più mi premeva chiedergli era: che cos’è l’immortalità?


L’elisir di lunga vita e l’immortalità digitale

Chi non vorrebbe vivere per sempre? Dai, fate i seri, tutti vorremmo esplorare la dinamica infinità dello spazio-tempo. Tutti quanti vorremmo non morire mai, almeno fin quando stiamo bene e siamo felici, almeno mediamente. Chi tra noi non vorrebbe vedere la Lega estinguere il proprio debito? Tutti. E chi non vorrebbe vedere la tragica fine dei varietà Rai che seguono il telegiornale delle 13? Chiunque, sono sicuro.

Tuttavia chi è che ci pensa davvero a queste cose? Intendo proprio chi è che le studia? Perché se la figura del biologo (cioè chi studia la vita) è assai rinomata, la sua nemesi professionale è semisconosciuta. Questo alterego si chiama tanatologo (cioè chi studia la morte). E pensate, a Torino c’è un tanatologo che studia la morte in digitale, la morte social. Il suo nome è Davide Sisto, l’ho incontrato e intervistato.

Lungo cappotto nero, lunghi capelli scuri raccolti in una coda, occhialini tondi sul naso e una scia di carisma che lo segue. Al primo sguardo mi ha istintivamente ricordato un concerto dei Venom visto in adolescenza su MTV. Nonostante le apparenze, non si esprime in growl e non mima lunghissimi rif al posto di stringere la mano. Gli stereotipi non ci azzeccano mai col particolare. 

In ogni caso abbiamo parlato di un sacco di cose che mi sono sempre chiesto. Ad esempio lo sapevate che nello sfortunato caso moriste, prima o poi, sulla vostra tomba potete aggiungere un QR Code? A che serve? Ad indirizzare chi ci passa davanti al vostro sito funebre. Una tomba digitale, insomma. Abbiamo parlato di cremazione su Facebook, di signore americane che girano con medaglioni multimediali, di Coco e di realtà virtuale. 

Mentre Davide rispondeva alle domande me lo immaginavo come uno speleologo o un archeologo, come Indana Jones che combatte i predatori del tempo nella più grande necropoli esistente: Facebook.


Non vi anticipo altro. Qui trovate l’intervista video. Buona social vita a tutti.

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