De Laurentiis vs Reina: atto finale ?

Quando chi comanda perde la vergogna, chi obbedisce perde il rispetto“. Questa frase veniva pronunciata un paio di secoli e mezzo fa da Georg Christoph Lichtenberg, fisico e scrittore tedesco, che denunciava la decadenza della società tedesca e la mancanza di una giusta leadership.

Diversi anni dopo, in maniera forse meno nobile ma con lo stesso fine, Yolanda Ruiz cita sui social lo scienziato tedesco. Per difendere il marito, il portiere del Napoli, Reina, e attacca chi in questo momento sta mancando di una giusta leadership, il presidente De Laurentiis.

Il caso è diventato di dominio pubblico per via delle esternazioni dei due consorti sui social. E i rapporti, mai idilliaci, tra il capitano emotivo dello spogliatoio e il presidente del Napoli, tornano ai minimi storici.

Non proprio facce da festa

L’accaduto

 

Martedì 23 Maggio, c’è stata la cena di fine stagione per la società partenopea. Verso la conclusione, è trapelato, il presidente aveva rivolto una frase personalizzata a ciascuno degli azzurri: di plauso, incoraggiamento o di critica.

A quanto pare la critica rivolta a Reina è stata quella di dover essere più concentrato durante l’arco dell’intera stagione. Una critica costruttiva calcisticamente non sbagliata in quanto il portiere partenopeo non si esime da cali di tensione che gli fanno commettere errori a volte un po’ banali.

Esempio: Il pareggio della Lazio nella partita del 05/11 di questa stagione. La partita finirà 1 a 1.

 

Tuttavia sembra che quello che è stato detto subito dopo sia stato la causa scatenante dei malumori. Infatti il presidente ha aggiunto, forse volendo fare una battuta, che il portiere avrebbe dovuto pensare meno a distrazioni extra-calcistiche. Queste strane allusioni non sono state prese bene dal portiere spagnolo e consorte che hanno incassato il colpo ma che dopo, sui social hanno espresso tutto il loro “disappunto“.

 

Prenderla bene 

Altre fonti dicono che addirittura il patron azzurro abbia accusato il portiere di aver commesso errori decisivi che hanno portato il Napoli a perdere lo scudetto.

Al di là di quelle che sono le motivazioni della critica mossa da De Laurentiis, giusta o meno, la notizia ha fatto scalpore.  Soprattutto per quelli che sembrano essere stati i modi del presidente partenopeo che hanno fatto sorgere l’ennesimo caso di scontro interno in una piazza già di per sé poco calma e poco stabile come Napoli.

Non è certamente la prima volta inoltre che si va incontro a questi casi, in casa azzurra. Basti pensare al caso Higuain, della scorsa estate o addirittura al caso Sarri di questa stagione.

 

Modus Operandi 

 

Il fatto che il presidente partenopeo non sia nuovo a queste tipologie di avvenimenti lascia quasi pensare che ci sia del premeditato in alcuni atteggiamenti che a prima vista potrebbero sembrare solo molto esuberanti.

Infatti, non è la prima volta che si arriva ad uno scontro con un calciatore in un momento delicato fra i soggetti coinvolti come quello del rinnovo contrattuale.

Pepe Reina, che compirà 35 anni il prossimo 31 agosto, ha il contratto in scadenza a giugno 2018 e sta chiedendo al Napoli di prolungarglielo perlomeno per un’altra stagione: scontrandosi però con le resistenze di Aurelio De Laurentiis, in un remake del braccio di ferro tra i due nell’estate del 2014, degenerato all’epoca in un momentaneo divorzio.

Reina a Napoli è considerato il “sindacalista” dello spogliatoio e il capo emotivo, molto legato a Sarri

Basti pensare poi a quello che è successo con Higuain l’anno scorso nell’affare che ha “sconvolto” calcisticamente l’Italia. Numerose interviste si sono susseguite in cui De Laurentiis cerca di creare un immagine il quanto più possibile “malvagia” dell’attaccante argentino. Arrivan addirittura a scrivere una lettera in cui punto per punto vorrebbe smontare la tesi del neo acquisto juventino che lo accusa di essere il colpevole della sua partenza.

 

Minuto 2.45 : Quel “Tea Culpa” e l’impressione che qualcosa si discosti dall’idea che De Laurentiis ci vuole vendere

Qualche anno prima quasi lo stesso trattamento lo subì Cavani nel suo passaggio al Paris Saint Germain. Anche allora le dichiarazioni del presidente non furono dolcissime. De Laurentiis definì Cavani egoista perché la squadra doveva lavorare per lui. Tanto è vero che lo stesso attaccante ha poi dichiarato che sarebbe tornato volentieri a Napoli, ma mai con l’attuale presidente.

Errare è umano, perseverare…

 

Tutte queste esternazioni pubbliche del presidente non sono mai delle ammissioni di colpa. Sembra che puntualmente il presidente del Napoli, quando coinvolto in queste situazioni, cerchi di creare una figura di  “nemico della piazza” nel suo rivale. E cercare così di rendere meno traumatico l’addio di un eventuale giocatore, beniamino del pubblico in molti casi.

Il portiere Reina sarà (?) probabilmente solo l’ultimo di molti casi. Tuttavia l’essere showman palesemente intrinseco nella sua persona molto spesso sfocia in gesti o dichiarazioni azzardate o addirittura eccessive.

De Laurentiis e il suo leggero disappunto verso il calendario della stagione 2011-2012

E molto spesso, questi suoi atteggiamenti, verso i suoi calciatori e indirettamente o meno verso i tifosi, gli hanno fatto avere una cattiva luce agli occhi del popolo azzurro.

Chi semina vento…

In conclusione, sicuramente bisogna riconoscere al patron partenopeo le capacità manageriali che gli hanno permesso di costruire e gestire una società calcistica e di portarla ad occupare delle posizioni importanti di classifica.

Tuttavia il suo esacerbare alcune situazioni, i suoi modi di fare eccessivi portano a creare delle micro tensioni, anche societarie che non sempre si possono gestire e che possono “esplodere” in momenti che diventano ingestibili. L’essere un uomo di spettacolo da tanti anni dà sicuramente una mano in un mondo complesso come quello della gestione di gruppi più o meno ampi di persone.

Ma l’essere, alla fine, conterà sempre di più dell’apparire.

Alessandro Viglione

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