Discorsi plagiati: la fantasia dove l’abbiamo lasciata?

I discorsi accusati di plagio spuntano come funghi

Ultimamente si è sentito più volte parlare di discorsi accusati di plagio. Di cosa si tratta ci possono arrivare tutti. L’originalità di scrivere un proprio discorso con le proprie parole a quanto pare manca a molti.

Il discorso di Le Pen feat. Fillon

Come le meglio canzoni, ora anche i discorsi si fanno in due. Chi mette l’idea e chi mette la voce. Ovviamente si scherza, anche se in realtà è quello che accade. Marine Le Pen, politico francese e candidata del popolo, ha dato un grande scandalo con il suo discorso del 1 maggio.

Villepinte è stato il panorama che ha accompagnato diversi paragrafi del discorso precedentemente pronunciato da Francois Fillon. Infatti, il candidato dei Republicains al primo turno Francois Fillon, aveva pronunciato un discorso uguale. I due discorsi si trovano d’accordo su oltre due minuti di sillabe.

Parole identiche su stessi argomenti, a quanto pare le idee erano identiche. La cosa che sconvolge però è proprio la mancata voglia di personalizzare. Il mondo va avanti e molte cose rimangono immutabili, si evolvono rimanendo simili all’originale. Perché invece discorsi importanti si copiano parola per parola?

I concetti possono essere simili, gli interessi comuni, ma ogni persona deve avere un proprio modo di comunicare. Il modo di espressione deve essere distinto da persona a persona. Una scusa adoperata dal capo della campagna elettorale di Le Pen, David Rachline, è stata far passare il discorso per un tributo a Fillon.

La parola che crea la persona

La comunicazione attraverso l’utilizzo della parola è quella più utilizzata al mondo. È una delle prime cose che si impara appena nati, ma anche la più complessa. È complicato parlare di fronte alla gente e questo lo sappiamo tutti. L’ abbiamo imparato alle interrogazione tra i banchi di scuola. Parlare e convincere le persone a pensare come noi è ancora più complicato, ma si ipotizza che le persone che prendano questa strada ne siano in grado.

Il mondo della politica è difficile e ogni passo falso può portare problemi, ma allora perché non pensare meglio? Le Pen non è stata la sola a plagiare un intero discorso, ma la cosa che dovrebbe far riflettere è perché si arriva a quel punto. Uno spunto a vecchi discorsi elettorali non è certo un reato, ma copiare intere frasi non è una buona mossa.

La first lady troppo bella per essere anche originale

Un altro caso di plagio che aveva creato scandalo era stato quello di Melania Trump. Nella prima giornata della convention del Partito Repubblicano statunitense a Cleveland, Melania aveva parlato alla folla attraverso vari stralci del discorso di Michelle Obama.

Il discorso della bella terza moglie dell’imprenditore, aveva ripreso molte parti del discorso tenuto dalla moglie di Obama alla convention del Partito Democratico a Denver. Nonostante la bellezza non abbia nulla a che fare con l’intelligenza, molte furono le frasi tipo: “è già bella, non può essere anche intelligente”.

Il tutto fu molto imbarazzante poiché il discorso scritto per Michelle Obama era stato scritto dalla speechwriter che lavorava con la Clinton, sfidante di Trump. In seguito ci furono diversi nomi associati a quel discorso che ancora adesso però non ha un padre.

Insomma come è possibile che nella politica, dove ogni parola è misurata ed analizzata accadano queste cose? L’originalità, che ci hanno sempre fatto credere indispensabile per vincere, dove è finita? Forse sarebbe ora di smetterla di copiare dal vicino di banco e scrivere con la propria testa.

Rossella Arcangeli

 

Rispondi