Djokovic, che succede?

Djokovic ‘Due Facce

Novak Djokovic

Il tennista serbo Novak Djokovic si è reso protagonista di un 2016 double-face, imbattibile fino a metà anno e inguardabile da metà in poi.

5 Giugno 2016

Parigi, Roland Garros, campo Philippe Chatrier. Un uomo sorridente in maglia rossa e pantaloncini neri steso sulla terra rossa. La terra rossa che negli anni sempre lo aveva ostacolato, rifiutato, rimandato. Aveva vinto tutti gli altri tre Slam, conquistato vari Masters 1000 sulla terra rossa, ma mai era riuscito a sconfiggere quella dello Slam parigino. Mai. Fino a questo 5 Giugno. Ma nella sua felicità non poteva sapere che questo sarebbe stato nient’altro che la fine del suo 2016.

 

Djokovic steso a terra, festante per la vittoria contro Murray al Roland Garros 2016

Il dominio di Novak

Novak Djokovic era riuscito, a partire dagli anni 2010, a sbarazzarsi sia del re Roger Federer e di Rafael Nadal e non senza fatica si era insediato al primo posto nel ranking ATP. Non solo, a partire da Wimbledon 2015, era riuscito a vincere consecutivamente i 3 tornei Slam a cavallo tra il 2015 e il 2016. E poi la vittoria al Roland Garros, l’ultimo agognato Slam che gli mancava.

Il 5 giugno è stato definito nelle interviste rituali del post-partita da Andy Murray, l’avversario sconfitto in finale, un giorno storico del quale era fiero di essere stato parte: dal 1969 infatti nessuno mai era riuscito a mettere in fila 4 Slam consecutivi.

Novak dal canto suo splendente in viso affermava che mai avrebbe dimenticato quel giorno e, guardando al cielo, notava come il sole fosse sopraggiunto proprio nel momento in cui era finalmente riuscito a ottenere la vittoria che tanto desiderava. Ma queste, ironia della sorte, si sono rivelate le ultime parole famose. Il sole anziché essere il classico buon segno, ha simboleggiato l’inizio di un declino inesorabile che pian piano lo ha accompagnato sino alla fine del 2016.

L’inizio della caduta

L’inaspettato fulmine a ciel sereno si presenta nello Slam proprio laddove l’incredibile cammino era iniziato l’anno prima, a Wimbledon. Il non irresistibile Sam Querrey, al terzo turno, si fa beffe di un sorpreso Djokovic, rivelando che il marziano proprio marziano non è.

Deconcentrato, svogliato, senza ritmo e in chiaro stato confusionale. Prima del torneo, la vittoria di Djokovic era data allo spaventoso valore di 1.70 dai Bookmakers. E invece Andy Murray, si insedia per la seconda volta come vincitore nella sua Wimbledon, proprio l’Andy Murray a cui nella finale del Roland Garros meno di due mesi prima Djokovic aveva augurato di poter ottenere delle vittorie importanti (altra ironia della sorte). Di lì in poi, escludendo la pur meritata vittoria nel Masters 1000 di Toronto, per Djokovic è stato un 2016 a dir poco calante.

Le Olimpiadi

Ad inizio agosto la grande opportunità di rifarsi alle Olimpiadi di Rio per ottenere il cosiddetto ‘Golden Slam’ (vittoria in tutti gli Slam e ai giochi olimpici, impresa riuscita solo a due tennisti nella storia del tennis) va a infrangersi contro il numero 141 del mondo. Juan Martin Del Potro (tennista tutt’altro che modesto in realtà) lo elimina addirittura al primo turno, dando un enorme dispiacere al tennista serbo, sempre molto fiero di rappresentare il proprio paese in eventi internazionali.

Al termine dell’Estate arriva anche la delusione dell’ultimo Slam stagionale, lo US Open, nel quale il suo cammino viene interrotto nella finale, contro l’elvetico Stanislas Wawrinka, tennista in grado di creare problemi a qualsiasi avversario quando nella giusta condizione fisico-mentale. A novembre perde anche il primo posto nel ranking a favore di Murray.

Le Finals di Londra

Ma il colpo più pesante arriva a fine anno, con le consuete finali di Londra, terreno nel quale il tennista serbo si era sempre trovato a proprio agio, vincendo le ultime 4 edizioni. In finale con Murray, Djokovic capitola in maniera inesorabile di fronte ad un avversario in condizioni psicofisiche nettamente migliori. I poteri del tennis mondiale ora sono nelle mani del britannico in maniera definitiva fino ad anno nuovo.

Dopo 4 anni di predominio Djokovic, Murray si prende il trono alle Finals della O2 Arena di Londra

E così il cerchio si chiude. Murray, che a fine Rolland Garros constatava l’impossibilità di battere il marziano serbo, ora si gode un sorpasso da tutti inatteso. Quello che apparteneva a Djokovic ora è di Murray. Se da un lato il tennis ormai ci ha abituato a questi cambi repentini di leader, dall’altro un calo così chiaro ed evidente in così poco tempo necessita analisi approfondite da parte di tutti gli addetti ai lavori, a partire dal team di Djokovic.

La questione aperta è: il serbo ha semplicemente perso momentaneamente smalto e condizione o i suoi avversari, con a capo Murray, hanno finalmente compreso come contrastare il suo gioco aggressivo? Ai posteri e all’Australian Open 2017 l’ardua sentenza.

Filippo Tessarollo

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