Borussia Dortmund-Monaco: quando il calcio ha ancora qualcosa da insegnare

Spettacolo, bel calcio, lezioni di umanità e di vita: Borussia Dortmund-Monaco incarna tutti i valori che lo sport persegue e che troppo spesso dimentica.

 

#bedforawayfans: manifesto sportivo e di civiltà

Sono da poco passate le 20.00 quando lo speaker del Signal Iduna Park annuncia il rinvio del match causa un incidente in cui i calciatori gialloneri sono rimasti coinvolti. Dopo la paura per il fatto, del quale manca ancora una ricostruzione precisa, ai tifosi monegaschi in trasferta si presenta un problema: dove passare la notte? Un intoppo non da poco, considerato che molti avevano pianificato un ritorno in patria immediatamente successivo al triplice fischio. Scatta a questo punto un’iniziativa assolutamente encomiabile: i tifosi del Borussia aprono le porte a quelli “avversari”, la società diffonde la notizia attraverso la propria pagina twitter. L’hashtag #bedforawayfans diventa subito virale.

L’annuncio della società del Borussia Dortmund attraverso il proprio account ufficiale di twitter: “Cari tifosi del Monaco, se vi serve un posto per dormire a Dortmund cercate #bedforawayfans.”

Una reazione spontanea che fa passare in secondo piano l’attentato, o presunto tale, evidenziando le potenzialità positive dei media e del calcio. Una lezione di sport e di vita, un seme piantato nella mente delle persone con l’augurio che germogli e si moltiplichi, affinché questi gesti diventino così normali da non fare più notizia.

Fantasia e sfrontatezza al potere

Da due squadre giovani e contrarie agli inutili tatticismi ci si aspettavano goal e spettacolo. Pronostico ampiamente rispettato: finisce 2-3 con la sensazione che a Monaco si assisterà a qualcosa di molto simile. Brilla ancora Mbappè, giocatore determinante all’interno di un sistema di gioco che non può più prescindere da lui. Illumina a sprazzi Kagawa, che tiene ancora in vita il Borussia nonostante la difesa distratta dei gialloneri, orfana di un Bartra rimasto ferito nell’incidente. Tuchel e Jardim che propongono calcio, le sgroppate di Dembélé, il talento nei piedi di Pulisic. E quella giusta dose di cattiveria agonistica, che a Monaco da quest’anno ha nome e cognome: Kamil Glik. Qualunque cosa cerchiate in una partita di calcio, l’avete trovata ieri sera.

 

Il gruppo al di sopra dei singoli

Giocare a meno di 24 ore di distanza da un attentato potenzialmente fatale deve essere tutt’altro che semplice. La differenza in queste occasioni la fa il gruppo e, nello specifico, gli elementi più “anziani”. Sono i veterani come Piszczek e Weidenfeller a dover far valere la propria esperienza nell’educare i più giovani. Poter giocare in casa può poi influire positivamente, specie se le partite casalinghe le disputi di fronte alla Südtribüne.

Questa l’accoglienza dei tifosi del Dortmund ieri sera. In un momento delicato per la squadra, la Südtribüne si fa sentire a modo suo.

Ennesima coreografia da stropicciarsi gli occhi, ennesima dimostrazione di amore incondizionato per la propria squadra. Dopotutto se anche Fabinho, rigorista impeccabile, di fronte a quel muro giallo si impaurisce e calcia fuori qualcosa dovrà pur significare.

Per una volta il calcio trionfa sotto tutti gli aspetti, ricordando a tutti che lo sport deve unire e non dividere. Una lezione che non ci si stanca mai di ricordare. Ecco perchè Borussia Dortmund – Monaco ha tanto da insegnare, a chi ha ancora l’umiltà di voler imparare qualcosa.

Luca Guerri

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