Theresa May

Elezioni anticipate in UK: ennesima deriva a destra in Europa?

Theresa May decide di anticipare le elezioni, con il via libera della Camera dei Comuni: nuove prospettive per la Brexit

Il 18 Aprile 2017 Theresa May annuncia di voler anticipare le elezioni all’8 giugno, anziché nel 2020. Mercoledì 19 Aprile alla Camera dei Comuni avviene l’approvazione con 522 voti favorevoli e 13 contrari (servivano almeno 434 voti, ovvero i 2/3 dell’assemblea).

La motivazione del Primo Ministro May è stata quella di garantire certezza e stabilità al paese per i prossimi anni. E questo di fronte all’orizzonte Brexit. Il panorama politico in merito è molto spaccato: ci sono i laburisti che hanno minacciato di votare contro l’accordo; i liberal-democratici che sembrano voler arrivare ad un nulla di fatto; la Camera dei Lord che è contraria. E poi c’è il problema scozzese: il Partito Nazionalista scozzese si oppone all’accordo e vorrebbe indire un secondo referendum sull’indipendenza.  

Da una parte il Partito Conservatore, guidato da Theresa May vuole uscire dall’Unione, in modo netto. Dall’altra il Partito Laburista, guidato da Jeremy Corbyn, non ha le idee chiarissime. Il Partito è d’ispirazione socialista e al Parlamento europeo appartengono ad Alleanza Progressista dei socialisti e dei democratici. Ma la Brexit ha spaccato il partito: Corbyn di fatto ha avallato la Brexit dichiarando che è “volontà popolare”. Scelta non pienamente condivisa sia all’interno che all’esterno. La premier scozzese Nicola Sturgeon si era radicalmente opposta all’uscita dell’Inghilterra dall’Unione criticando fortemente Corbyn per la sua scelta di dare “un assegno in bianco al governo conservatore per fare ciò che vuole”.

Jeremy Corbyn, segretario del Partito Laburista
Jeremy Corbyn, segretario del Partito Laburista

Le elezioni anticipate

La scelta della May ha fatto il suono del gessetto sulla lavagna. Infatti ha dichiarato spesso di essere contraria alle elezioni anticipate. Dal 4 settembre 2016 al 20 marzo 2017 la leader dei Conservatori ha dichiarato pubblicamente almeno in cinque occasioni che anticipare le general elections non era in programma (The Independent ha postato la lista). Tuttavia ora ha cambiato idea. Perché?

Consideriamo i sondaggi. Al momento il Labour Party sta vivendo una crisi non indifferente. La leadership di Corbyn sembra vacillare e le crepe all’interno del partito scricchiolano sempre più. Da rilevazioni recenti sulle intenzioni di voto (12-13 aprile) il Partito Laburista arriverebbe appena al 23%, a -21% dai Tories, che potrebbero raggiungere il 44%. Dunque per i conservatori, andare alle elezioni ora significherebbe scrollarsi di dosso una buona dose di opposizione. Tenendo per vero che i sondaggi siano affidabili. Cosa che negli ultimi tempi si è dimostrata alquanto difficile.

E giungiamo all’attivazione dell’articolo 50 del Trattato di Lisbona (quello per uscire dall’UE). Se il partito Conservatore riesce a vincere le elezioni può attivare quel Brexit means Brexit, con una certa sicurezza di direzione in Parlamento rispetto ad ogni questione. In particolare, ovviamente, rispetto alle materie di negoziato con l’Unione.

E dunque potremmo assistere all’ennesima deriva a destra in Europa.

Samuele Nardi

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