ERASMUS.

ERASMUS: IL VIAGGIO DELLA VITA

L’Erasmus è un progetto Europeo che ha preso vita nel 1987 e che anno dopo anno ha preso sempre più forma regalando momenti indimenticabili agli studenti universitari, permettendogli di vivere a 360° un’esperienza di vita.
L’Erasmus è un programma che permette a milioni e milioni di studenti di abbracciare nuove culture, di conoscere una nuova lingua e di adattarsi a un paese straniero con le sue tradizioni ed il suo modo di essere. L’Erasmus ricorda agli studenti che siamo cittadini europei. Insegna a sconfiggere la paura del nuovo, del diverso. Insegna a convivere con persone di tutto il mondo. Permette agli studenti di imparare non solo a livello didattico

ma specialmente e soprattutto a livello personale.
E’ un viaggio di vita condiviso e apprezzato da moltissimi studenti di tutta Europa.

ERASMUS E SPINTE INDEPENDISTE

Negli ultimi anni il Vecchio Continente si è trovato però a far fronte a spinte indipendentiste, vedi il Brexit con il Regno Unito e ciò che sta accadendo negli ultimi giorni in Catalunya, in che modo queste incideranno nell’Erasmus? Quali limitazioni porterà in questo importante progetto europeo?
Innanzitutto, il Regno Unito non sarà più ufficialmente membro europeo sino a marzo 2019 fino ad allora non cambierà nulla, tanto per i residenti europei della regina Elisabetta quanto per i cittadini comunitari che si recheranno in Gran Bretagna. Inoltre, i rapporti con l’UE potrebbero rimanere collaborativi, nulla vieta che sarà instaurato un periodo di transizione in cui verrà mantenuta tanto la libera circolazione delle persone quanto l’accesso di Londra al mercato comune.
Per il momento quindi non vi è nulla di sicuro o certo sui limiti che la fuoriuscita del Regno Unito potrà portare al progetto Erasmus. Questo rimane comunque un tema emblematico che sta mettendo in crisi il mondo accademico, gettando un’ombra sul destino universitario di molti studenti. Se si dovesse ricorrere in alcuni rischi sicuramente, questi riguarderebbero:

  • Perdita dei fondi europei per la ricerca. Pari a circa 1,2 miliardi di sterline che ogni anno, fino ad oggi, sono stati erogati da Bruxelles agli atenei britannici.
  • Calo delle Iscrizioni. Con conseguente perdita delle entrate relative alle rette universitarie.
  • Aumento delle rette. Per far fronte alla diminuzione delle iscrizioni.
  • Fuga di cervelli. Come conseguenza della perdita delle agevolazioni e dell’aumento delle rette.

Oltretutto, il termine dell’accordo tra Unione Europea e Regno Unito circa il programma Erasmus, sono state sfatate dal direttore dell’Agenzia, Flaminio Galli il quale, in più di una occasione ha ribadito che: «Non c’è automatismo  tra Brexit e programma Erasmus+ ed è ingiustificato l’allarme sulla fine della cooperazione tra Unione Europea e Regno Unito in tema di mobilità. Spiace per l’esito del referendum ma è importante rassicurare gli studenti e gli addetti ai lavori sul proseguimento delle attività in corso, comprese quelle approvate nel quadro dell’Invito a presentare proposte 2016, che procederanno regolarmente fino alla scadenza prevista originariamente».

BREXIT, ERASMUS e FUTURO

Sino al 2019 come già sottolineato non vi dovrebbero essere cambiamenti, nulla da preoccuparsi per chi decida di intraprendere questa esperienza nella terra della Regina Elisabetta. Ma per coloro che invece sono interessati, che avevano progettato di fare l’Erasmus in Regno Unito negli anni successi, cosa cambierà?
Galli rimane fiducioso, sostenendo che: «Per gli anni a venire dobbiamo essere fiduciosi perché Erasmus+ è un programma flessibile e articolato, non circoscritto ai soli paesi Ue, tant’è vero che partecipano a pieno diritto anche i paesi dello spazio economico europeo (Norvegia, Islanda, Liechtenstein) e quelli candidati (Turchia, Ex-Repubblica Jugoslava di Macedonia). Non dimentichiamo, inoltre, che è già possibile in ambito universitario la mobilità anche da e verso paesi extraeuropei. A livello politico siamo molto fiduciosi che il Regno Unito e la Commissione trovino una strada per far sì che la mobilità di studenti e docenti e la cooperazione transnazionale continuino a essere un’opportunità concreta per l’Europa e per lo stesso Regno Unito».
L’unica certezza quindi è che per ora non cambierà niente, dobbiamo solo aver fiducia che neanche negli anni avvenire vi siano cambiamenti al riguardo già che, questo progetto rappresenta più di tutti il bello di far parte dell’Europa e del Mondo intero, dando agli studenti una grande occasione di vita, rinunciare ad un programma simile sarebbe veramente scoraggiante visti gli innumerevoli e rilevanti risultati che l’Erasmus sta portando. Così come dobbiamo sperare che in caso di fuori uscita della Catalunya dalla Spagna, e quindi dall’Unione Europea, non vi si debba rincorrere a nessun limite e che continuino le agevolazioni per i tanti universitari amanti del viaggio e della conoscenza.

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