Esiste ancora la moda?

Il periodo delle fashion week non basta per ricreare il mito dello stile

New York, Londra, Milano, Parigi – Ogni anno, una dopo l’altra, queste città diventano le protagoniste del mese della moda. Febbraio, come settembre, raccoglie i frutti offerti delle più rinomate case di moda. E così, le creazioni a cui gli stilisti lavorano tutto l’anno vengono mostrate in pochi minuti di sfilata sulle passerelle della Fashion Week. Ma in quest’era frenetica di rapidi istanti condivisi ed estetica “visual”, la moda sembra aver perso la sua egemonia nel campo della bellezza.

Sfilata di moda sorelle Fontana
I sfilata di moda italiana (1958)

Dalla prima settimana della moda di New York del 1943 le cose sono indubbiamente cambiate. Se agli inizi le modelle si truccavano da sole, ora i makeup artists sono immancabili presenze nel backstage di ogni sfilata. L’industria della moda si è sviluppata permettendo la nascita di nuove figure che operano al suo interno. Eppure, tutta la ricchezza di cui è circondata non colma l’idea di un fascino che sembra appartenere al passato.

Douglas Kirkland fotografa Marilyn Monroe
Uno scatto di Marilyn Monroe: indimenticabile icona di fascino e di stile

Marilyn Monroe una volta ha detto: “A letto indosso solo due gocce di Chanel N.5”, fu subito scalpore. Se oggi qualcuno dicesse la stessa frase non farebbe lo stesso effetto. Perché niente più ci stupisce, siamo abituati ad una realtà che diventa spettacolo e ad una normalità che diventa straordinarietà. E questo si riflette anche nella moda. Ormai gli artisti del settore devono fare a gara a chi sorprende di più, a chi riesce meglio a provocare. La passerella poi diventa promotrice di messaggi politici, o sociali, o femministi. Insomma, sfilare non basta più. Si deve sempre cercare la novità ed estremizzare dei concetti, col rischio di rimanere a corto di idee.

La “strada” ispira le passerelle

Da qualche tempo a questa parte i designers prendono spunto dal quotidiano, dallo stile urban e più di tutto, dai social. Così fashion bloggers e influencers (che alla fine non si è capito bene chi influenzino) acquistano potere nel settore. Odiatissimi da Anna Wintour, regina di Vogue, e senza apparenti meriti pratici, impongono nuove leggi allo stile. E le varie griffes quasi si lasciano convincere dal nuovo movimento, cambiando le regole del gioco. Sì perché la moda sembra essersi ridotta a questo. Postando una foto sui social chiunque può sentirsi, in qualche modo, un fashion guru.

Con il web come mezzo di comunicazione, la moda è diventata alla portata di tutti, forse troppi. Gli stylist condividono ogni momento e ogni dettaglio delle loro creazioni e le modelle fanno a gara di followers.

Dimmi quanti followers hai e ti dirò quale catwalk percorrerai

Non è un caso che oggi le modelle più seguite di Instagram siano le più celebri, richieste e pagate. Kendall Jenner, Gigi Hadid, Cara Delevingne &Co sono tra le personalità più ammirate e chiacchierate perché sanno agire perfettamente nel fashion system dell’era social. La popolarità non si raggiunge più percorrendo la passerella, ma la passerella si raggiunge grazie alla popolarità.

Gigi Hadid alla sfilata di Max Mara (MFW2017)
Gigi Hadid, una delle protagoniste indiscusse del fashion system attuale, alla settimana della moda milanese

La moda non è per tutti

Quando la passerella era un luogo privilegiato e la fashion industry era riservata ad una vera élite di celebrità. Quando la moda era una vetta irraggiungibile e le icone di bellezza potevano solo essere ammirate da lontano. E’ ormai tramontata L’epoca in cui lo stile era forma d’espressione e anticipatore dei tempi. D’altronde anche Coco Chanel lo diceva: “La moda riflette sempre i tempi in cui vive”. E dunque, se oggi la moda ha perso il suo antico fascino forse è perchè non siamo più abituati a lasciarci ispirare. In questa società che va troppo veloce, anche la moda non riesce più a stare al passo con i tempi. E così, proprio come la società, cambia e si evolve continuamente, donando nuove vesti allo stile.

Carola Varano

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