gap generazionale

Esiste davvero il gap generazionale?

Si parla spesso di quanto siano diverse le generazioni, ma forse il gap non è poi così evidente

Moda del momento su giornali, riviste e blog è parlare di Millennials. Si tratta delle generazioni nate a partire dagli anni ’80, e di solito non gli vengono attribuite poi molte qualità. Viziati, volubili e insicuri, questi sono gli aggettivi più comuni usati dai media.

giovani millennials
I “Millennials”, generazione nata tar gli anni ’80 e gli anni 2000.

Generazioni a confronto

Generazione X, Baby Busters, MTV generation. Ad ogni generazione corrisponde una descrizione in base ai tempi in cui si trova a vivere. I tempi, cambiano, è vero, ma forse gli adolescenti lo fanno poco. Se si considera la maniera di passare il tempo delle “nuove generazioni”, escluso il fattore tecnologia, cambia poco rispetto a quello di 30 anni fa. Partite a calcetto, cinema, fare due parole al bar con un caffè e una sigaretta. Allora cosa c’è di diverso? poco, se non il discutissimo smartphone. A quanto pare a lui sono attribuiti gran parte dei problemi della società e nessuno pensa mai che la colpa è delle persone.

Questo fa riflettere. Stiamo basando tutte le differenze tra generazioni sulla tecnologia di cui si dispone quando veniamo al mondo. Non conta l’educazione ricevuta o gli sforzi personali, tu sei la tecnologia che hai.

Come non parlare di Simon Sinek, l’esperto di marketing e autore di libri motivazionali e di autoaiuto. Il video dell’intervista in cui parla dei millennials è diventato virale su Facebook, causando sensi di colpa e viaggi introspettivi da parte dei giovani spettatori. “Ma io sono davvero così”? è una domanda che ci saranno posti in molti.

Sinek parla quasi con tenerezza di questi giovani millennials, pigri, viziati, incapaci di essere felici. Ecco, altre vittime dello smartphone.

Abitudini d’acquisto

I millennials sono considerati fonte di reddito per i marchi famosi, nonchè materiale di ricerca. Quali brand preferiscono, cosa comprano, che moneta usano. Come se fossero tutti un unico agglomerato che pensa e agisce all’unisono.

Ed ecco che la società si indigna a leggere sui blog che per “colpa loro” i negozi falliscono, perchè comprano solo online. Scuote la testa, la società, a sentire dire che queste nuove orribili generazioni spendono di più per la consegna rapida. Eh già, i ragazzi non hanno pazienza. Trovate allora un over 40 che non acquista online e non chiede la spedizione veloce. O un over 40 che riesce a stare senza cellulare per una giornata.

generazioni a confronto
Poli opposti. Due persone che in apparenza non hanno niente in comune.

Contaminazioni

Quello di cui non ci si accorge è che ogni generazione ha più cose in comune con le altre di quanto si pensa. Ogni periodo storico ha le sue difficoltà e chi nasce deve combattere. Combattere contro i pregiudizi, contro uno Stato che non tutela mai, contro l’estrazione sociale, contro chi ci vuole diversi da come siamo.

A subire le contaminazioni sono anche le “vecchie generazioni”. Il periodo che stiamo vivendo influenza anche la vecchia scuola. L’aspirazione all’eterna giovinezza, ad esempio. Il che porta chi non ha più l’età a comportarsi come quei millennials di cui tanto si parla.

Un argomento che è spesso tema di dibattito è il modo in cui le nuove generazioni, in particolare i più piccoli, passano il loro tempo. “Troppa tv, non escono mai”. In questo caso una contaminazione dalle generazioni di qualche decennio fa servirebbe, ma la verità è che questa maledetta tecnologia ci fa davvero troppo comodo, è solo troppo dura da ammettere.

E quando ripenserete a quanto sono diversi i giovani rispetto ai vostri tempi, ricordatevi come eravate a vent’anni. Superbi e spavaldi, si crede di avere tutte le risposte, e il mondo nel palmo della mano.

Roberta Grimaldi

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