Le spaziature si espandono.

Le spaziature si espandono

Il gioco si espande e con esso le spaziature.

“Il mondo del basket si è evoluto molto da quando è nato, tutto il rispetto per giocatori come Michael Jordan e Kareem Abdul Jabbar, ma quella NBA è il passato. Noi abbiamo costruito il futuro dell’universo cestistico americano. L’aumento delle spaziature è ciò che ci aspetta. Un basket di questo tipo è molto più efficiente rispetto a quello di quel periodo”. Così rispose Steve Kerr all’accusa di aver snaturato il basket, da parte dei due ex-cestisti, dopo la vittoria alle Finals del 2018.

Come è cambiato nel tempo

Dalla sua fondazione la NBA è cambiata moltissimo e con essa è cambiato anche lo stile di gioco. Negli anni ’60 non era ancora stata introdotta la linea del tiro da 3, lo stile di palleggio permesso era molto diverso a quello attuale e i giocatori erano ben definiti attraverso dei ruoli.



In questa immagine possiamo vedere come le spaziature durante i primi anni ’60 fossero molto strette, tanto da impedire la penetrazione verso canestro. La situazione e lo stile di gioco sono rimaste le stessa per almeno 20 anni. Ci sono stati dei miglioramenti quando durante gli anni ’70 è stata utilizzata la “Priceton Offense”, ovvero uno stile di gioco basato soprattutto sul movimento della palla e dei giocatori.

10 anni dopo l’introduzione della linea del tiro da 3 punti, avvenuta negli anni ’80, le spaziature cominciarono pian piano ad allargarsi rimanendo meno estremizzate a come lo sono ora.



I Bulls di Jordan sono stati i primi ad aver utilizzato veramente la linea del tiro da tre in modo sistematico sfruttandone le potenzialità. Fu anche la prima squadra ad aver rivoluzionato la NBA con il triangolo Pippen-MJ-Rodman e comporre quindi uno dei primi super-team della storia. Negli anni cambiò anche lo stile offensivo, si passò dal gioco in post (alto/basso) al tiro da tre, passando anche per i tiri in mid-range e le penetrazioni.

L’ennesimo passo verso il futuro

È dal cambio di stile di gioco che parte l’accusa di Michael Jordan e Kareem Abdul Jabbar. I due ex giocatori incolpano gli allenatori di Houston e Golden State di aver portato un basket troppo diverso rispetto al passato. Uno stile di gioco, che secondo MJ e KBJ, porta alla scomparsa dei ruoli più classici, a favore di giocatori non identificabili in certe posizioni è una snaturazione del senso di gioco. L’abuso del tiro da 3 ha significato la morte cestistica per i centri classici, tanto cari a Jabbar. Infatti, ora gli ex-5 se vogliono essere efficienti per la squadra sono costretti ad ampliare le spaziature ed essere in grado di tirare da oltre l’arco.

A Kerr e D’Antoni non si può dire nulla. Sono riusciti a rivoluzionare il gioco per l’ennesima volta quando sembrava che le rivoluzioni non fossero più possibili. La death-line-up di Golden State era ed è devastante, non c’è nessun centro di ruolo. Tutti i giocatori in grado di difendere su qualsiasi attaccante, tiratori in grado di colpire da qualsiasi posizione e movimento continuo di palla e giocatori. Le abilità in penetrazione e scarico di Harden e quella in play di Paul hanno reso i Rockets una squadra in grado di battere quella della Baia, oltre ovviamente ai Cavs di LeBron James che intanto erano cresciuti ulteriormente.

Lo stile di gioco attuale è molto più efficiente rispetto a quello del passato. Lo dimostra il fatto che l’offensive rating è aumentato moltissimo negli ultimi gli anni e soprattutto con il maggiore uso del tiro da 3. Con l’introduzione della linea dei 4 punti da parte della NBA nel 2020 le spaziature sono aumentate ulteriormente. A sfruttarle sono state soprattutto gli Warriors di Kerr e i Rockets di D’Antoni che possono contare su tiratori del calibro di Thompson, Curry, Paul e Harden che viaggiano sul 34% di media, mentre il resto della lega viaggia sul 28%.



Questo è l’esempio che è un esempio del tiro da 4 punti che è stato introdotto dalla NBA nel 2020. La linea è posizionata circa un metro oltre l’arco del tiro da 3. Ora si gioca con velocità elevate e difese aperte per evitare il tiro da lontano. Le penetrazioni sono sempre più favorite e giocatori all-around, come Simmons o Antetokounmpo, dominano la lega.

La linea da 4 punti non è stata introdotta solo dalla NBA, ma è stata abbracciata all’unanimità da tutte le associazioni di basket, dalla NCAA alla Eurolega. Ora tutte le squadre del mondo tentano di imitare gli Houston Rockets e i Golden State Warriors, i risultati si vedono. La “offense efficiency”, sia in Europa sia in America, è la più alta degli ultimi anni. Le spaziature sono usate in modo sublime sia dal Real Madrid, della stella Dragan Petkovic, sia dagli Warriors di Steph Curry. Tanto che NBA e FIBA hanno deciso di disputare una Supercoppa tra la vincitrice di Eurolega e quella delle Finals. Il risultato pare scontato e di certo ci sarà molto spettacolo, però questa Supercoppa merita di essere vissuta.

Percentuale dei tiri dalla linea da 4 punti prima della sua introduzione.

 

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