Facebook e Whatsapp: bolle o porte?

Tecnologie come mondi virtuali

I social network sono stati spesso criticati per la loro presunta tendenza a rinchiudere gli utenti in un mondo virtuale. Facebook/Instagram/Twitter vengono considerati deleteri per la socialità delle persone. L’immagine tipica è quella dell’adolescente che rimane a casa ad usare il computer, rispetto al suo amico “non tecnologico” che esce a fare nuovi incontri/amicizie. Contrariamente a questa tesi, recentemente alcune ricerche sociologiche hanno ipotizzato nuovi possibili modi di considerare l’effetto delle nuove tecnologie nella nostra società

Il capitale sociale di Facebook

Hilary Putnam, filosofo e matematico statunitense, si riferiva al capitale sociale come “prevalentemente formato dai legami deboli”. I legami deboli sono definibili come le conoscenze non aventi un alto grado di profondità. Il vicino che si incontra una volta ogni tre giorni e con cui ci si scambia il saluto e magari due chiacchiere se si ha tempo, è considerabile come legame debole. All’interno del capitale sociale vi sono anche i legami forti: amicizie profonde, vincoli di parentela, relazioni amorose.

Questo “indice” iniziale, permette di comprendere il ruolo dei social network nella costruzione di capitale sociale. Alcune teorie ed esperimenti realizzati dal sociologo Luciano Paccagnella permettono di orientarsi in quest’ambito. Secondo Paccagnella, Facebook tende ad arricchire i legami deboli, tramite le richieste di amicizia o i tanti contatti presenti nella lista degli “amici”. Permette anche di conoscere nuove persone e di organizzare e gestire le nostre conoscenze di minore profondità. Al tempo stesso, Facebook va anche a rendere più profondi i legami forti, garantendo metodi di interazione nuovi, inesplorati e che si applicano anche quando non si è in una situazione di compresenza. Alcuni esperimenti di Raine e Wellman mostrano la grande utilità delle nuove tecnologie nel fornire nuove forme di interazione sociale, anche in caso di mancanza di tempo materiale per svolgere tale interazioni. L’utilizzo di Whatsapp o Facebook consente di mantenere l’utente collegato ad amici/partner/parenti, anche in mancanza del tempo per farlo in maniera fisica. Non è un caso che, generalmente, le persone che sui social network hanno il maggior numero di “amici” sono anche quelli che tendono più ad uscire e divertirsi

Utili, senza esagerare

I supporti tecnologici sono anche un ausilio per le persone più timide, quelle che faticano a rompere il ghiaccio nelle relazioni e che faccia a faccia tendono a nascondersi. Ecco allora che lo schermo che fa da tramite per la conversazione diventa un metodo molto comodo per interagire, farsi nuove amicizie e successivamente rapportarsi in modo diverso anche in situazioni di compresenza.

Ovviamente poi, esagerando, si sfocia in comportamenti che diventano negativi per quanto riguarda l’individuo. I social network e le nuove tecnologie in generale devono essere un supporto per instaurare/consolidare/mantenere relazioni e non l’unico fondamento di rapporti interpersonali.

Alfredo Montalto

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