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Fantacalcio: il cacciatore di talenti

Il “Miracolo Pescaramanzia”

Il racconto in prima persona del fantacalcio più assurdo mai visto (finora)


Antonin Barak, leader e capitano del Pescaramanzia. Valore di acquisto: 0,20 € Valore attuale: INESTIMABILE

Tutti parlano ormai di fantacalcio: ma che cos’è?

Da qualche anno in Italia è incredibilmente esplosa la fantacalciomania. Il gioco del fantacalcio consiste nel creare e gestire squadre virtuali composte dai reali giocatori di Serie A. In seguito all’asta, il momento in cui vengono costruite le rose, si ha la creazione del campionato (ed eventualmente della Coppa) e del calendario virtuale, in cui le fantasquadre si sfidano tra loro per determinare quale sia la migliore.

Questo passatempo risale agli anni ’90 e si ispira al fantasy baseball praticato in USA. La sua diffusione iniziò nel 1994 quando La Gazzetta dello Sport iniziò ad ospitare sulle proprie pagine il gioco, che ebbe sin da subito grande successo. Il vero boom lo si deve però in seguito alla nascita di piattaforme online appositamente create per il fantacalcio (su tutte Fantagazzetta). A seguito della diffusione dei social network, poi, il fenomeno fantacalcistico ha superato ogni limite: i calciatori sono spesso tempestati sulle loro pagine di messaggi dei loro fantallenatori che li spronano a fare di più, a portare più bonus, a far vincere le loro fantasquadre. Alcuni giocatori sono diventati famosi per le loro simpatiche risposte, altri non sopportano questa ossessione.

Sono inoltre nate e cresciute pagine di informazione sportiva specificamente dedicate alle probabili formazioni, ai consigli su chi schierare e chi evitare, alla situazione infortunati. Queste pagine, aggiornate in tempo reale, sono spesso gestite da appassionati di fantacalcio e permettono ai giocatori di tutta Italia di non perdersi alcuna novità.


La mia esperienza personale: il Pescaramanzia

Luca Guerri, 21 anni, fantacalcista convinto da 7. Una curiosità che si è presto trasformata in passione, che è diventata ormai ossessione. Monitorare i propri giocatori, leggere i resoconti quotidiani sulla salute di ogni squadra è ormai per me un’inevitabile routine.

Non contento dei soliti due tornei a cui partecipo da anni, quest’estate accetto l’invito in altre due Leghe, arrivando a partecipare a 4 fantacalcio contemporaneamente (probabilmente record italiano). Uno in particolare, la Lega The Italian Football Factory, vale la pena di essere raccontato. Si tratta di un fantacalcio “aziendale”, a cui partecipano i membri del Brockford più qualche amico, con alcune peculiarità: è un fantacalcio Mantra, basato su più annualità e i giocatori si comprano con i soldi veri, non con i crediti.

I moduli del fantacalcio Mantra, a differenza di quello Classico, richiedono equilibrio. L’impossibilità di schierare troppi giocatori offensivi rende il gioco più equilibrato e riduce la componente fortuna

Essendo poca la mia voglia di spendere grosse cifre per un fantacalcio sperimentale, opto per un mercato di idee più che di contanti. Inizio così la caccia spasmodica al talento sconosciuto, al giocatore sottovalutato che può esplodere, al fenomeno che ha trascinato la propria squadra alla promozione in Serie A. Certo, il rischio di un clamoroso fallimento è concreto; d’altro canto, se le mie scommesse risultano azzeccate, anche il risultato sarà positivo. Massimo rischio, massima resa. O chi non risica non rosica, se preferite.

Dopotutto, per vincere il fantacalcio occorrono metodo, fortuna, intuizione, genio, fortuna, arguzia. Ma più di ogni altra cosa, ci vuole fortuna.

Le tappe per il successo e i Magnifici 11

Ogni grande impresa passa necessariamente per alcuni episodi chiave. La consapevolezza di poter raggiungere obiettivi che sembravano impossibili cresce lentamente, come un’utopia che a poco a poco sembra sempre meno improbabile. La lucida follia del Pescaramanzia non fa differenza, e su questa timeline sono rappresentati i momenti salienti che finora hanno caratterizzato il cammino in campionato. Cammino che può considerarsi certamente positivo e oltremodo soddisfacente, date le premesse con cui partiva la mia rosa.

 

Perin; Romulo, Skriniar, Koulibaly, Letizia; Barak, Cataldi, Bonaventura; Politano, Duvan Zapata, Ljajic.

Questi gli artefici del “miracolo”, i Magnifici 11. Tante scommesse, qualche big strappato a basso prezzo a fine asta, alcuni giocatori di secondo piano. Per una rosa che, a detta di tutti, avrebbe dovuto lottare per gli ultimi posti. E invece al giro di boa questa squadra è inspiegabilmente (anche per me) terza a pari merito in Campionato, con il secondo punteggio totale più alto, e al comando in Coppa.

 

Classifica di Campionato

Classifica di Coppa

Il cacciatore di talenti gode un po’ di più

Chi inizia un fantacalcio da underdog lo fa senza ambizioni iniziali. Il piacere di giocare supera le delusioni da sonore sconfitte, fa sorridere per un goal preso a tempo scaduto. La classifica quasi non si guarda e il risultato è relativo. Ci si esalta quando esordisce uno dei tuoi acquisti, quando con un po’ di fortuna supera l’avversario in dribbling, quando porta a casa un insperato 6 in pagella. E poi arriva qualche bonus, e l’emozione aumenta. Il primo goal in Serie A di Barak, la prima vittoria in Campionato festeggiata per giorni. Perchè è vero che si gioca per partecipare ma una parte di te, quella competitiva, non riesce a capirlo. Il cacciatore di talenti vive per questi episodi. Dall’esplosione rumorosa ed improvvisa di Barak alle piacevoli sorprese Skriniar e Duvan Zapata, ogni bonus ha un sapore particolare. Il fantacalcio da underdog è ancora più intenso da vivere, più emozionante da giocare.

Ma ovviamente esiste un risvolto negativo della medaglia. Per ogni Romulo trovato c’è un Adjapong disperso; ad ogni Barak corrisponde un Centurion. Barreca, Perica, Sensi, Depaoli. Il bilancio non è mai completamente positivo, ma c’è da metterlo in conto fin da subito. Quando si persegue una politica low cost, il bidone è dietro l’angolo.

“Certo, il rischio c’è. Del resto, se non rischi…”

 

 

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