Federer incredulo

Federer, il ritorno del Re

Con un’impressionante tripletta il re Roger Federer è tornato a dettare legge e proprio non ne vuol sapere di ritirarsi

“I dottori hanno detto che se voglio giocare l’Atp World Tour senza problemi per un altro paio di anni, come avevo intenzione di fare, devo dare al mio ginocchio e al mio corpo il giusto tempo per guarire del tutto”.

È il 26 Luglio 2016. Con queste parole, lasciate al proprio profilo Facebook, Roger Federer annunciava ai suoi fan che le tanto attese Olimpiadi di Rio 2016 non erano cosa per lui e che l’anno in corso non l’avrebbe più visto tra i protagonisti. Lontani anni luce non erano soltanto future vittorie ma anche eventuali partecipazioni a tornei ATP. Sembrava proprio che il naturale evolvere delle cose fosse il ritiro, cosa peraltro più che giustificata per il tennista elvetico. Se sei, a detta di tutti, il più grande tennista di tutti i tempi; se sei detentore di svariati record difficilmente pareggiabili, come titoli totali di Slam e di settimane in testa al Ranking ATP; se, a 35 anni suonati, ti senti sovrastato da campioni più giovani e reattivi di te, che peraltro hanno basato una carriera sul più blasonato numero 1; se gli infortuni ti stanno mangiando la carriera e le prestazioni in campo; se a casa la presenza di due gemelline femmine e di due gemellini maschi sta cominciando a essere molto più interessante che una rete alta più o meno un metro. Ma, sul serio, chi te lo fa fare?

La luce guida

Roger Federer è arte. È un insieme armonico di tecnica, potenza, precisione, calma, semplicità, accuratezza, voglia di vincere, prestanza fisica, eleganza. Dal 2003, anno della sua prima vittoria a Wimbledon, è il tennista più amato del circuito ATP, vincendo il titolo relativo per 14 anni consecutivi, ed è più che probabile che possa essere confermato anche nei prossimi anni. E non stiamo parlando di un atleta che ha vissuto sempre e solo momenti felici: le critiche sul gioco nella terra, la soggezione nei confronti di Nadal, i problemi col rovescio e alcuni problemi fisici hanno portato a svariati momenti bui nel corso della sua carriera. C’è qualcosa più grande dei risultati che legano le persone al campione svizzero, qualcosa che va oltre ai risultati, qualcosa che prescinde dai commenti della stampa, dalla bravura degli avversari. Federer è il simbolo del tennis, il capostipite di una generazione, la luce che da più di un decennio sta illuminando la storia del tennis, mettendo un enorme circoletto rosso sull’inizio del nuovo millennio e ponendo a livelli altissimi lo state-of-art del tennis.

Carriera finita?

Federer è questo, o meglio, era già questo, anche quando l’estate scorsa sembrava che la sua carriera fosse al capolinea. L’ultimo slam vinto 4 anni prima a Wimbledon, un’eternità per una leggenda come lui, era il sintomo che tutto stava per terminare. Sempre più addetti ai lavori stavano pian piano accettando un imminente ritiro da parte di Re Roger, convinti che mai il tennista avrebbe acconsentito a una prosecuzione della propria carriera vittima di anonimato e infortuni. La scelta non scelta dell’allenatore per giunta aveva portato a considerare che ormai la confusione nel clan Federer e nello stesso svizzero regnasse sovrana. Nessuna vittoria, nessuna partecipazione, nessun obiettivo. La fine.

Speranza

Eppure nelle parole del profilo Facebook c’era una mal celata speranza. Quel “guarire” aveva lasciato fiducia nel futuro dello svizzero, lasciando tutti increduli. Perché non si ritira? Non fa prima a tornare a casa e godersi i successi passati? Djokovic e Murray ormai non sono più alla sua portata, mai avrà modo di resistere ai loro livelli fisici. Sempre se fosse riuscito a tornare in condizioni accettabili per solcare campi da tennis. Ma i campioni sono campioni, non mollano, non si arrendono alla prima difficoltà; la bandiera bianca neanche ce l’hanno a casa e le mani neanche riescono ad alzarle se non dopo una vittoria.

Il cambiamento

Così Federer, invece che piangersi addosso, con l’abbandono di progetti agonistici per quanto riguardava l’anno 2016 ha iniziato a recuperare dagli infortuni e a migliorare svariati aspetti del suo gioco. Si era reso conto che non doveva più forzare sul proprio fisico ma che doveva ritoccare la sua tecnica. Un po’ come chiedere a Leonardo di sistemare la Gioconda perché non va più bene. È difficile migliorare a 25/30 anni, figurarsi a 35 suonati. E invece Federer con calma si è analizzato e ha fatto tesoro delle varie critiche che negli anni gli sono state mosse. Da dicembre del 2015 Federer aveva iniziato la collaborazione con un ex tennista croato, Ivan Ljubicic, molto noto in Italia. Con calma il croato aveva iniziato un lavoro di miglioramento dell’unico colpo in cui Federer non risultava decisivo e con cui aveva notevoli difficoltà negli scambi, il rovescio. Poco niente a livello fisico, solo rovescio. e i risultati ci sono, eccome se ci sono.

FBI

Rovescio Federer
La stordente bellezza del rovescio di Federer

Per capire che sta succedendo in questo inizio di 2017 serve proprio l’FBI. Ma non l’FBI come la conosciamo noi, quanto più la Federer Backhand Investigation, ovvero l’investigazione sul rovescio di Federer. Da colpo di difesa, da difetto di produzione, da anomalia del sistema, ora il rovescio di Federer è diventato arma letale, lato da evitare per gli avversari, strumento non solo esteticamente impareggiabile ma anche implacabilmente efficiente. Due sono gli aspetti impressionanti sui quali è difficile trovare una sensata spiegazione: la risposta di rovescio nelle battute e il rovescio lungo linea. Col primo l’elvetico ha sostituito la risposta in slice che da sempre proponeva, divenendo sempre più aggressivo anche nei game di battuta avversaria; il secondo ha finalmente offerto la completezza assoluta dei colpi, visto che questo da sempre lo si riteneva il suo tallone d’Achille. Il tutto corroborato da una varietà di colpi, di schemi, di modi di giocare che fanno letteralmente perdere l’orientamento a qualsiasi tipo di avversario in qualsiasi tipo di condizione fisica.

Ci vediamo al Roland Garros

E così arriva il meraviglioso successo nello slam di apertura in Australia, Indian Wells e Miami domenica scorsa. 3 tornei disputati e 3 vittorie. Federer fa valere il suo strapotere tecnico, la sua esperienza, la sua insensata voglia di vincere, non c’è stata storia per qualsiasi avversario, di qualsiasi età. Tutto questo certo ha un limite: al termine del torneo di Miami ha annunciato che si prenderà una pausa, deve permettere al proprio fisico di riprendersi dalle fatiche compiute. Ci rivedremo a Maggio al Roland Garros. Dove ormai si è sicuri che non si presenterà tanto per partecipare. Il re non se n’è andato, doveva solo riposarsi.

Ho paura di sì caro Roger, il tuo ginocchio e il tuo corpo sono guariti del tutto.

Filippo Tessarollo

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