Filadelfia: il Toro ha di nuovo la sua casa

Casa del Grande Torino e oggetto di interminabili dibattiti, il Fila riapre i battenti dopo l’abbandono oltre vent’anni fa.

Ci sono luoghi densi di emozioni e di significati difficilmente replicabili a parole. Luoghi mistici, che poco hanno a che vedere con la razionalità. L’aria che si respira al Filadelfia è diversa: quel luogo trasuda storia, calcio e leggenda.

 

La storia dell’impianto

L’impianto originale prese vita il 17 ottobre 1926 e fu inaugurato con un’amichevole contro l’allora Fortitudo Roma. Il sonoro 4-0 rifilato ai giallorossi fu il preambolo di quello che sarebbe diventato lo stadio più temuto d’Italia. In quello stadio, tempio di fede laica, il Grande Torino costruì la propria storia, fatta di record infranti e di scudetti vinti. In seguito alla tragedia di Superga, però, l’impianto venne progressivamente abbandonato fino ad essere ceduto in garanzia alla Federcalcio. Dopo alcune voci sul possibile abbattimento per la costruzione di palazzine residenziali, rimaste soltanto un’idea, il Fila venne rimpiazzato dallo Stadio Comunale e lasciato cadere a pezzi.

Furono molti i tentativi – concreti o soltanto ideali – di ricostruire lo stadio e di riportare il Toro a casa. Con la presidenza di Cairo, iniziata nel 2006, si profila una svolta. Al nuovo presidente si chiede l’acquisizione del Fila con lo scopo di ricostruirlo, ma i fondi sono allora insufficienti. In seguito alla creazione della Fondazione Filadelfia e al reperimento dei fondi necessari attraverso contributi regionali, donazioni private e finanziamenti di Cairo, il progetto definitivo prende vita nel 2015 con l’inizio dei lavori. Il 24 Maggio 2017, il Toro torna a casa.

 

La tribuna del nuovo Filadelfia, uno stadio moderno ma che mantiene alcuni elementi storici come la biglietteria.

 

Il Grande Torino

Non ci sarebbe Fila senza Grande Torino, e probabilmente viceversa. L’alchimia tra tifosi e giocatori creatasi in quel particolare momento storico fu qualcosa di mai visto prima. Negli anni ’40 al Fila non vinceva nessuno che non avesse la maglia granata. Qui il Toro rimase imbattuto per 100 gare consecutive e oltre 6 anni; non è infatti un caso se la frase che accompagna i giocatori del Grande Torino è “Solo il fato li vinse“.

Il Filadelfia fu anche teatro di una curiosa ricorrenza, a cavallo tra realtà e leggenda, che ancora oggi viene ricordata come il quarto d’ora granata. Si dice infatti che nelle partite casalinghe in cui il Toro si trovava in difficoltà, dagli spalti arrivasse un particolare sostegno: quello di Oreste Bolmida che, dando fiato ad una tromba, segnalava ai giocatori che era arrivato il momento di fare sul serio. A quel punto il capitano Valentino Mazzola si rimboccava letteralmente le maniche e dava inizio a 15 minuti a ritmi infernali. Qualunque fosse la squadra che si trovava di fronte, il risultato era lo stesso: una raffica di goal subiti e la vittoria del Toro.

 

Il Nuovo Fila 

Ieri, 24 maggio 2017 è stata inaugurata una nuova era, una seconda vita del Fila auspicata da tutti gli appassionati di calcio. Alla cerimonia, oltre agli organi societari, erano presenti anche i 100 personaggi più rappresentativi del Toro: da Camolese a Bianchi, da Mondonico a Pulici. Tutte le dichiarazioni convergono su un punto fondamentale: la ricreazione dell’ambiente granata e la nascita di un senso identitario molto forte. “L’importante – dice Mondonico – è ricreare lo stesso ambiente, per questo sarà fondamentale l’apporto dei tifosi e della gente. Il Filadelfia è rinato e i tifosi del Toro sanno cosa voglia dire. Mi auguro che lo capiscano tutti”.

La facciata esterna del nuovo Fila.

Dalla prossima stagione il Toro riprenderà gli allenamenti al Filadelfia. Dopo oltre vent’anni, il Toro ha di nuovo la sua casa.

Luca Guerri

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