THE FOUNDER – Somewhere over the golden bow

Panino, patatine e coca

Ray Croc (Michael Keaton) sbarca in Minnesota

Ne Il principe cerca moglie, John Landis ci raccontava di un malinteso tra McDowell e McDonald’s. Collinette d’oro, BigMic e panini senza sesamo da una parte, archi d’oro, BigMac e pane al sesamo dall’altra. The founder,  di John Lee Hancockracconta di come si è arrivati agli archi e tutto il restoThe founder è la storia di come è nato e cresciuto uno dei marchi simbolo dell’America in tutto il mondo. La Grande M

Nel 1954 Ray Croc (Michael Keaton) è un cinquantenne venditore di frullatori, le ha provate tutte per arricchirsi e non c’è riuscito. Quando però gli vengono chiesti da un singolo cliente otto frullatori multimixer è incredulo e vuole scoprire il perché. Sale in macchina e percorre di corsa tutte le 1783 miglia tra St. Louis e San Bernardino. Arrivato in California si trova davanti il ristorante dei fratelli Mac e Dick McDonald (John Carroll Lynch e Nick Offerman). Il ristorante dei fratelli ha qualcosa di non comune. I due hanno trovato il modo per ridurre i tempi. Riescono in trenta secondi a servire panino, patatine e bibite ai clienti. Ray fiuta l’affare e si mette in società coi due. Cerca di convincerli ad aprire nuove filiali , promettendo di non far venire meno la qualità. Così apre quello che la storia ricorderà come il primo McDonald’s, a Des Plaines, Illinois.

Keaton – Oscar, terzo round

Favola, che favola non è, sul capitalismo selvaggio, The founder ruota tutto intorno alla figura del suo protagonista, Michael Keaton. Il fu Batman negli ultimi tre anni ha vissuto una nuova giovinezza artistica grazie a Birdman  e Il caso Spotlight ed è molto probabile che l’interpretazione in The founder gli varrà una candidatura agli Oscar per la quale può ben sperare (al netto di quelli che saranno i suoi avversari). L’interpretazione di Keaton, riesce a dare al protagonista una forma al tempo stesso innocua e tremendamente pericolosa. Il sorriso come quello di un coccodrillo che fa vedere sempre i denti diventa ghigno di soddisfazione. La schiena, prima sempre piegata, si raddrizza così da poter guardare chi gli sta davanti sempre dall’alto verso il basso. Intorno a lui Croc crea il deserto, nessuno lo capisce e chi non si allea diventa nemico.

L’acqua è calma intorno al coccodrillo

Così accade ai fratelli McDonald, che si ritrovano derubati di tutto, compreso il nome. Dove Keaton recita caricando, il più importante dei due, Offerman, recita per sottrazione. Croc attacca chiedendo soldi per ampliare l’impresa, Dick resta impassibile, fermo ai suoi principi economici e morali. Croc vuole introdurre i frullati in polvere, Dick vuole continuare a usare il latte di mucca, perdendoci soldi. Il minimalismo della recitazione e del carattere dei MacDonald li rende i punching-ball perfetti delle angherie di Croc. Esattamente come un altro personaggio secondario, la prima moglie, Ethel (Laura Dern) che inquadrata ha più lunghi silenzi che battute. L’attrice feticcio di Lynch incarna lo stereotipo del primo amore dell’avido, già vista in film come Wolf of Wall Street The Social Network. Chi invece è in perfetta sintonia è la moglie del socio Joan (Linda Cardellini), che fin da subito appoggia Croc e fa squadra con lui.

Here comes the money

Dove i già citati Wolf of Wall Street e The Social Network mostrano le devianze del capitalismo finanziario uno e il boom del capitalismo digitale l’altro, The founder racconta di un capitalismo di passaggio, dal modello fordista all’idea di marchio. “You are not in the burger business, you are in the real estate business”, dice uno dei personaggi a Croc, che da questo momento capisce come prendersi ciò che vuole. Da questo momento lui capisce che il suo marchio può diventare quella “chiesa americana” che sognava. Tre sono i pilastri su cui si basa questo concetto di capitalismo. Gli Archi dorati, Fede da affiancare a tribunali e chiese, la Perseveranza a dispetto di tutto e la Famiglia, sia come comunità di lavoro, sia come bersaglio del proprio marketing. Questo è quello che, nel bene o nel male, nella testa di tutti noi è il classico Sogno Americano.

Pierre-Joseph Nohduorp: Il furto è proprietà

Il capitalismo va sempre insieme alla narrazione politica che se ne fa. Fincher e Sorkin si schierano contro Zuckerberg e ce lo mostrano più come villain che come eroe. Wall Street di Oliver Stone denuncia l’opulenza e l’avidità. John Lee Hancock tende invece a non attaccare nessuno, tende a raccontare senza pungere. Questa neutralità porta lo spettatore a chiedersi cosa ne pensi il regista. Hancock deve farsi perdonare il buon Saving Mr. Banks, un film Disney su Walt Disney, che cancellava in toto i difetti del creatore di Topolino. Ma non è questo il giorno. Di politico in The founder otteniamo di scoprire che, rigirando Pierre-Joseph Proudhon, McDonald’s è furto di proprietà.

The founder sarebbe potuto essere un ottimo film tv piuttosto che un film da mandare nell’arena degli Oscar. A livello di ritmo il film parte bene, ma raggiunge troppo presto il picco. Soprattutto nel finale quando dovremmo assistere alla vittoria finale di Croc il tono resta fermo rovinando la festa a noi e a questo Keaton cui, pure stronzo com’è, ci siamo affezionati.

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