Gli Awards del campionato: il peggior difensore della Serie A 2016-17

Il peggior difensore secondo Alfredo Montalto: Nikola Maksimovic

Parto dicendo che sento molto la mancanza nel campionato italiano di Mauricio. Era così facile premiare lui ogni anno come peggior difensore della Serie A, che quest’anno sono andato in confusione. Fra un Murillo e un Nagatomo, fra un Vermaelen e un Bruno Alves, alla fine l’ha spuntata questo difensorone che il Napoli ha pagato la bellezza di 26 milioni dal Torino, dopo una telenovela che Beautiful al confronto può considerarsi una puntata pilota. Capisco il subire la pressione, capisco le difficoltà di giocare un calcio molto diverso da quello a cui si era abituati…ma la stagione di Maksimovic è stata troppo brutta per essere vera. Otto presenze in campionato e per una volta questo dato non è dovuto alla tendenza di Sarri ad introdurre un po’ alla volta i nuovi giocatori. Su 8 gare giocate, 6 sono sotto la sufficienza (spesso anche pesantemente sotto la sufficienza) e solo una è stata giocata “bene” (quella contro il Crotone in cui ha anche segnato). In Champions due presenze, una nella passeggiata di inizio anno contro il Benfica (4-2), l’altra nella sfida clou contro il Besiktas, in cui causa il rigore che avrebbe potuto costare la qualificazione ai partenopei. Difficoltà ad impostare, esagerata lentezza, distrazioni e mancanza di interazione con i compagni di reparto. Uno dei motivi principali? Lo spiega benissimo Adriano Bacconi nel video linkato sopra, Maksimovic era abituato e abile a giocare ad uomo, la zona di Sarri lo fa diventare, diciamolo pure, un brocco qualunque.

Il peggior difensore secondo Stefano Uccheddu: Arlind Ajeti

Arlind Ajeti > Amantino Mancini

Non ho voluto “premiare” Hart perché, secondo il mio umile parere, il buon Joe ha pagato spesso errori non suoi. L’artefice del disastro difensivo granata è sicuramente Sinisa Mihajlovic, che spesso e volentieri ha vestito i panni di un novello zemaniano, scollegando ogni reparto dei suoi e votandosi al Dio Attacco. Ed ecco che, dopo aver “brillato” con la maglia del retrocesso Frosinone, Arlind Ajeti si propone come un validissimo baluardo per assecondare la follia del proprio tecnico e i dogmi del boemo. La partita contro il Pescara è il manifesto di un giocatore inadeguato per la categoria e assolutamente dannoso per i suoi c mpagni. Sempre in ritardo in fase di posizionamento, maldestro e costantemente in difficoltà con la palla tra i piedi. Il paradosso è che nella gara in questione, Arlind segna perfino un goal! Ma resosi conto dell’inferiorità tecnica dei delfini, decide di regalargli il più bel goal della loro stagione in A. Caritatevole. Nelle sue umili 4 partite giocate quest’anno, Ajeti è stato sempre insufficiente per La Gazzetta dello Sport: la sua media voto si attesta sul 5.00 netto. Rimandato con tre debiti, per uno che l’occasione l’avrebbe già avuta, per uno che probabilmente andrebbe bocciato perché non potrebbe nemmeno se s’applicasse.

Il peggior difensore secondo Alessandro Viglione: Thomas Vermaelen

Chi sa quanto costa il biglietto per vedere la partita dalla posizione del 15

Premessa fondamentale: non credo che il difensore belga, ex Barcellona sia un difensore “scarso”.
Tuttavia una serie di sfortunate, a tratti paradossali e ridicole coincidenze ci hanno mostrato la stagione maledetta perfetta per un calciatore. Nel difensore ex-Barca che arrivava alla capitale, c’erano tutte le speranze del suo rilancio e di avere finalmente un difensore capace di giocare anche con i piedi, tanto agognato da Spalletti. Ma Murphy, si sa, ha un ironia tutta sua e soprattutto la sua legge.
Quindi ecco che alla prima uscita ai preliminari contro il Porto espulsione con due interventi in ritardo e quasi goffi. Sembra essere comunque lui il difensore titolare e invece decide di abbandonare la causa dei giallorossi per 3 mesi per via della pubalgia. Torna ad allenarsi regolarmente con i compagni e la fortuna vuole che sia proprio lui ad infortunare in allenamento il giocatore più in forma della Roma, tale Mohammed Salah, prima di partite di poco calibro quali Lazio, Milan e Juve. Ad inizio Gennaio nuovo infortunio al polpaccio e ancora out. Torna per la partita contro la Sampdoria, crocevia fondamentale della stagione romanista, dove parte incredibilmente titolare: ripaga entrando nelle azioni di due gol…degli avversari. Arrivati a questo punto della stagione Spalletti decide di smettere di sfidare il Fato che ha reso ben chiare durante la stagione quali fossero le proprie intenzioni per il difensore belga. Thomas forse non è stato il peggiore per volere suo ma ovunque sarà la prossima stagione, una passeggiata a Lourdes potrebbe essere una buona idea.

Il peggior difensore secondo Alessandro Billi: Aleandro Rosi

A tutti i matrimoni a cui abbiamo partecipato e parteciperemo, come una sempiterna conferma, c’è stato, c’è e ci sarà sempre l’imbucato che nessuno conosce o si spiega come possa essere presente che come un vero idiota ubriaco di vino già dall’antipasto sarà il primo a correre e urlare saltando sui tavoli con la proverbiale cravatta annodata intorno alla fronte. Tutti lo odiano e nessuno osa dirgli niente un po’ per il terrore di rimanere coinvolto in qualche coro scabroso nei confronti della nonna della sposa ed un po’ per la inutile quanto persistente speranza che la vergogna lo assalga e faccia collassare i suoi polmoni in un crescendo di spettacolari fuochi d’artificio di brandelli di carne e sangue e dunque applausi, sipario e fine. Un po’ come quegli scherzi troppo pesanti per i quali ci imbarazziamo anche soltanto nell’osservarli in televisione, Aleandro Rosi ha rubato l’ennesima stagione nella massima serie. 31 presenze e 12 cartellini gialli. Pure un gol al Napoli (ininfluente) compreso nella sua esibizione di calcio non tecnico, non tattico ma semplicemente stupido e violento. Ogni partita in cui Aleandro Rosi mette piede in campo, il Calcio perde una decina di tifosi.

Il peggior difensore secondo Luca Guerri: Gabriel Paletta

In una situazione del genere il centrale può temporeggiare, accorciare sull’uomo o provare il recupero palla rischiando il fallo. Paletta, in preda ad un raptus, prende 20 metri di rincorsa e trebbia Luca Rigoni. Risultato? Espulsione sacrosanta e Milan in 10 per quasi 40 minuti.

Sarà anche vero (come dice Alfredo) che su questo giocatore parto prevenuto; è altrettanto vero, però, che di motivazioni per “odiare” Paletta, sportivamente parlando, me ne ha fornite parecchie il 29 rossonero. Oltre ad essere brutto da vedere (ahimé, non solo sportivamente parlando) non ha nemmeno una particolare qualità per la quale possa essere definito un buon giocatore. Nonostante ciò, però,  riesce sempre a risultare efficace per 75-80 minuti a partita, sfruttando malizia e mestiere come pochi altri difensori in Italia. Il che è grandioso. O meglio, lo sarebbe se nei restanti 10-15 minuti non succedesse nulla di particolarmente eclatante. E qui arriviamo al motivo della mia scelta. Durante quei minuti di blackout, Il buon Gabriel ne ha combinate di ogni: rigori procurati, occasioni da goal regalate agli avversari e cartellini evitabili. Proprio in fatto di cartellini Paletta ha però stabilito un record, non di certo invidiabile: con l’ultima rimediata a Cagliari (inesistente, ndr) eguaglia il maggior numero di espulsioni in una stagione, 5. Un giocatore di questa inaffidabilità non può essere un pilastro della difesa del Milan. Probabilmente non sarà stato il peggior difensore della stagione nei  90 minuti complessivi, ma quelle amnesie continue gli valgono il mio voto. E probabilmente la fine della sua esperienza milanista, visto che il suo nome è nella lista “cedibili” di Montella.

 

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