Gli Awards del campionato: il miglior difensore della Serie A 2016/2017

Il miglior difensore secondo Alfredo Montalto: Andrea Conti

Il gol più bello della stagione di Andrea Conti: bravo a preparare la giocata usando le braccia per tenere a distanza il difensore del Genoa, è fantastica la coordinazione nel traffico dell’area di rigore.

Gli 8 gol realizzati lo rendono il difensore più prolifico di questa stagione di Serie A. Ma il contributo di Andrea Conti alla fantastica stagione dell’Atalanta non si esaurisce alle segnature. L’esterno 23enne ha avuto una clamorosa costanza di prestazione nel corso dell’intero anno, dimostrando buone qualità sia difensive che offensive (per lui anche 4 assist). Ha un piede da terzino-regista, la capacità di cavalcare sulla fascia per 90′ minuti e un fiuto del gol da attaccante di razza. In più, il gioco dell’Atalanta fatto di pressing e spinta lo ha esaltato: va ancora analizzato quale possa essere il suo supporto in altri meccanismi di gioco, quando magari bisogna correre all’indietro e non solo avanti. Resta, in questa stagione, il difensore più incisivo della Serie A. Aspettando conferme in palcoscenici più importanti.

Il miglior difensore secondo Stefano Uccheddu: Leonardo Spinazzola

Questo è il classico movimento con cui Spinazzola ha scardinato ogni difesa di Serie A. Complici i movimenti oliati con il Papu Gomez, durante l’anno, Leo è riuscito a sfruttare il taglio interno per entrare sul suo piede forte, il destro, seminando il panico grazie alla sua tecnica in velocità.

“Spinazzola incendia la fascia sinistra ogni volta che riceve palla. Lui e Conti sono i segreti di quest’Atalanta”. Scrivevo questo messaggio ad un amico a febbraio, durante un Napoli-Atalanta ancora inchiodato sullo 0-0. L’invenzione di Gasperini paga per entrambe le frecce di una Dea spaventosamente europea. I due esterni sono l’incarnazione di un’idea che si fa largo in tutta Europa: i terzini tutta fascia che sanno attaccare e difendere, ma soprattutto che sono sfogo e prima costruzione della manovra. Tecnica di spessore di uno che è nato esterno offensivo, facilità di corsa di uno che la vocazione del terzino la sentiva dentro. Il suo metro e 86 gli consente di essere forte sulle palle alte e di poter coprire la diagonale sia in accelerazione, sia “fisicamente”. 5 assist quest’anno, ma anche tante buone gare contro i migliori esterni del campionato, chiedere referenze a Salah e Callejon. Non fatevi ingannare dal sistema di gioco: Leo è un terzino moderno, lo dimostrerà anche a 4.

 

Il miglior difensore secondo Alessandro Viglione: Mattia Caldara

Didascalia: Mattia alle prese con il miglior attacco della stagione nella partita di andata. Bilancio finale: zero gol subiti e 2 gol realizzati.

Nella stagione strepitosa che ha portato la “Dea” all’accesso in Europa League, molti sono i giocatori, giovani e meno, che hanno brillato. Tuttavia, se si va ad analizzare il gioco offerto, quello che colpisce è l’efficienza difensiva: 41 gol, 2 in più del Napoli e 3 in più della Roma. Inoltre l’Atalanta, che aveva subito 12 gol nelle prime 6 partite, 2 gol di media per ogni match, ne subisce 29 nelle successive 32 (di cui 7 solo nella disastrosa partita contro l’Inter), quelle che vedono al centro della difesa a 3 di Gasperini, Mattia Caldara. Il ventitreenne difensore bergamasco ha avuto quest’anno il definitivo salto di qualità. I numeri, per quanto dicano poco, dicono molto su questo calciatore: è primo per intercetti in campionato, è tra i primi 5 difensori per spazzate, respinte e duelli aerei. Con 7 gol realizzati è di gran lunga il difensore centrale che ha segnato di più in serie A. Le doti peculiari ci parlano di un ragazzo in realtà adattato alla difesa a tre, di cui ricopre il ruolo di centrale, che pecca leggermente di atletismo ma che compensa con la sua dote di lettura del gioco ed intelligenza tattica. Contro avversari più forti tecnicamente e atleticamente ha quasi sempre avuto la meglio, sfruttando il posizionamento del fisico ,187 cm per 80 kg, e l’innata capacità di anticipo che ha sviluppato sempre più grazie a Gasperini. A mio parere, leggendo la carta d’identità di questo ragazzo, si fa fatica a credere che possa giocare in questo modo. I punti da migliorare ci sono, tipo passaggi o giocate tecniche più complesse, ma in linea di massima è sicuramente il difensore che più mi ha impressionato e stupito.

Il miglior difensore secondo Alessandro Billi: Mario Mandžukić

Un po’ come Gandalf il Grigio contro il Balrog.

Avremmo potuto serenamente mettere 9 palline in un bussolotto ed estrarre a caso il nome di un difensore della Juventus e probabilmente non sarebbero stati molti in disaccordo nel definirlo miglior giocatore difensivo della stagione. Bonucci, Barzagli, Chiellini, Dani Alves, Alex Sandro, Rugani, Benatia, Lichtsteiner, Asamoah; la Juventus ha 9 giocatori difensivi e ciascuna delle 4 “riserve” sarebbe titolare in qualsiasi altra squadra (forse non Asamoah, vabbè, però ha Cuore e gli voglio bene). Ho deciso di scegliere il leone Croato perché nell’anno del drastico cambiamento tattico (almeno apparente) della Vecchia Signora, lui è stato la chiave di volta che ha fatto funzionare la rivoluzione. Dopo l’addio di Pogba si faceva la conta di chi avrebbe preso il suo posto ma nessuno aveva pensato a Mandžukić, come nessuno si sarebbe aspettato di vedere una Juve con in campo contemporaneamente Alves, Sandro, Pjanic, Cuadrado, Dybala, Mandzukic e Higuain. Questa propensione all’attacco in realtà è solo conseguenza del modulo asimmetrico che i bianconeri già avevano mostrato l’anno scorso ad esempio nelle due partite contro il Bayern. Mario ha permesso alla squadra di sbilanciarsi in avanti, fornendo un costante sostegno alla fase difensiva. Perché quest’anno Mandžukić non è lì per i suoi 7 gol e 4 assist in campionato, bensì per il 78% di contrasti vinti (28/36), per le 29 respinte, i 26 intercetti e per il 55% di duelli vinti (171/310).

Il miglior difensore secondo Luca Guerri: Mattia Caldara

Mattia ha giocato le proprie migliori partite contro le grandi. Questo è il secondo dei due goal che schianteranno, al San Paolo, il Napoli di Sarri.

Una delle tante sorprese nella rosa della Dea, sapientemente orchestrata da Giampiero Gasperini. Tantissimi i nomi possibili della retroguardia bergamasca: dai già citati Conti e Spinazzola ad un insospettabile Andrea Masiello, alla sua miglior stagione di sempre. La mia scelta ricade su Caldara per un fatto molto semplice: a parità di merito, premio quello con meno esperienza. La sorpresa tra le sorprese. I dati della sua prima stagione in Serie A parlano poi molto chiaro: 7 goal in campionato, media voto 6.43, soltanto 4 ammonizioni e 0 cartellini rossi. Promesso sposo della Juve, nella quale giocherà a partire dal 2018, resterà invece ancora un anno a Bergamo a “farsi le ossa” e ad onorare l’Europa League conquistata sul campo da protagonista.  Completamente a suo agio nella difesa a tre, resta soltanto un interrogativo su di lui: renderebbe ugualmente in una difesa a 4?

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