Gli Awards del campionato: il miglior portiere della Serie A 2016/2017

Il miglior portiere secondo Alfredo Montalto: Gianluigi Donnarumma

A tu per tu con Zapata, Donnarumma battezza l’angolo giusto e si tuffa nell’ultimo momento disponibile per arrivarci. Grazie al suo fisico riesce a coprire una grande fetta di porta e ad intercettare il tiro, addirittura bloccandolo.

La copertura della porta nell’1vs1 rimane una delle qualità più fenomenali di Donnarumma, dimostrata in più occasioni nel corso di quest’anno. A ciò si aggiunge una lettura della fase offensiva degli avversari molto simile a quella di un mostro sacro del calcio attuale, Manuel Neuer. Il trucco è rimanere sempre concentrato sull’azione e riuscire a prevederne le possibili dinamiche. Ecco perché Donnarumma è decisivo non solo in porta, ma anche al di fuori dei 16 metri. Paradossale il suo contributo nei momenti più difficili della squadra milanista, a mascherare i mille difetti di una difesa più colabrodo di quel che sembri. Anche qualche errore, pesante, nel corso della sua stagione. Papere che hanno perfino portato a delle critiche nei suoi confronti, esagerate e ingiustificate come spiego in questo articolo. Per dare qualche dato statistico, il portiere rossonero prende gol mediamente ogni 3.5 tiri: la percentuale più alta in Italia, una delle migliori in Europa. Insieme a Montella, è stato il principale fattore per cui il Milan è tornato in Europa. E’ scontato e lo stanno dicendo tutti, ma il Milan deve ripartire da Donnarumma e Donnarumma deve ripartire dal Milan. L’addio di Totti di ieri ha dimostrato che nel calcio esiste riconoscenza, bisogna sapersela meritare. 18 anni sono troppo pochi per macchiarsi la reputazione.

 

Il miglior portiere secondo Stefano Uccheddu: Gianluigi Buffon

La straordinaria reattività e personalità di Buffon contro uno dei monumenti della storia del calcio, Andrès Iniesta.

In questa gif è riassunta non solo la stagione, ma l’intera carriera di Gigi Buffon. Sguardo fisso sulla palla, lettura del movimento, rimanere in piedi fino all’ultimo secondo per non concedere alcun vantaggio all’attaccante, reattività felina e quella dilagante personalità che lo incorona da 20 anni come il più grande portiere della storia del calcio. Nella stagione 2016/17 Buffon ha giocato meno (30 partite in A), si è preservato, ha capito che a 39 anni non è più tutto semplice. Il fisico ha bisogno di tempistiche diverse, di spingersi al limite con perizia ed esperienza, mentre la classe rimane immutata nelle stagioni. L’inizio non facile con l’errore in Nazionale, la clamorosa risposta alle critiche contro il Lione, una Champions pressoché perfetta. Buffon è stato quest’anno la guida spirituale di una Juventus illuminata e, ogni qualvolta chiamato in causa, ha risposto sempre presente in Serie A, dove – 20 anni dopo – non ha ancora eguali.

 

Il miglior portiere secondo Alessandro Viglione: Gianluigi Buffon

Bisogna dire che Gigi sta un pochino esasperando il concetto di “invecchiare bene”. Essenza della reattività. A trentanove anni.

Nel chiedermi incessantemente chi davvero meritasse di spiccare come primo tra i due “Gianluigi” del campionato, decisamente un livello superiore a tutti gli altri portieri, ho trovato la risposta nella domanda. E’ da quando ricordo un prato verde con 22 calciatori che corrono avanti indietro che Buffon se la gioca sempre con i migliori. E lui è ancora lì, a 39 a farci vedere le solite (o quasi) parate, ad essere il solito leader in campo, a salvare il risultato e a dare una carica pazzesca. Ha dalla sua una delle difese migliori della storia del calcio, tuttavia è palese chi sia lì dietro a tenere e gestire le redini del giocattolo. E le sue mani sono più che affidabili: miglior difesa in campionato, miglior difesa in Champions, dove addirittura subisce appena 3 gol ! Buffon ha imparato ad adattarsi all’evoluzione del calcio in generale e all’evoluzione del calcio della Juve: l’atletismo che il tempo ti toglie puoi sostituirlo con una lettura del gioco e una gestione personale proprie solo dei campioni. Il giovane “Gigio” si spera sia il futuro della nazionale e possa seguire le sue orme. Tuttavia il giorno dopo l’addio di Totti, vedere che c’è ancora un altro “vecchietto” che ti fa emozionare, ti fa stare decisamente meglio.

 

Il miglior portiere secondo Alessandro Billi: Gianluigi Buffon

Buffon pare proprio non volesse perdere contro il Genoa (finirà 3-0 per il Grifone).

Sono d’accordo con voi: le parate plastiche sono esaltanti, i giovani hanno tantissimo hype, quelli che vengono dall’estero hanno il fascino dell’esotico, i brillantini, lo champagne e gli ombrellini nei cocktail bevuti sulla spiaggia a guardare i bambini che saltano come gatti sulla sabbia. Ma qua stiamo parlando di portieri, uomini duri, soli in campo, autorevoli e anziani, anche a 18 anni. Purtroppo chi ha fatto il portiere negli ultimi 20 anni ha saputo da subito che per quanto forte fosse diventato, avrebbe raggiunto al massimo la seconda posizione. Perché al numero uno da due decadi c’è uno che non sfigurerebbe con l’effige di Migliore di tutti i tempi. Gigi Buffon è essenziale, clinico ed efficace. Non spreca un’energia, confida in un dispositivo difensivo fra i migliori di sempre ma a 39 anni colleziona una stagione da 30 partite in serie A con 24 gol subiti, il 73.6% di tiri in porta parati (67/91) e 12 clean sheets. Non la sua stagione migliore, ma questo è solo un altro elemento utile per identificare la sua grandezza.

 

Il miglior portiere secondo Luca Guerri: Gianluigi Donnarumma

L’incredibile gesto atletico di Donnarumma sul destro di Perotti. Reattività, esplosività e mezzi fisici straordinari: il curriculum che Donnarumma presenta al mondo.

Nella stagione che probabilmente consegnerà ad un altro Gianluigi il pallone d’oro, il mio voto va a Donnarumma.  Il portiere rossonero ha tenuto in piedi una difesa a dir poco traballante, trascinando il Milan verso un agognato piazzamento europeo. Il carisma sarà anche una tecnica che si sviluppa con il tempo, ma soltanto pochi sono in grado di domarla e padroneggiarla con destrezza. E l’autorevolezza con la quale rimprovera e consiglia i compagni è una dote che va oltre il semplice apprendimento passivo e che prescinde dalla sua giovanissima età. Età che, ovviamente, rappresenta un punto di forza ad oggi ineguagliabile nel suo ruolo. Se il passato (e il presente) appartengono a Buffon, il futuro italiano è nelle mani sicure di Donnarumma.  Tra qualche anno, probabilmente, riconosceremo questa stagione come quella che avrà sancito il passaggio di consegne tra due dei più forti portieri di tutti i tempi. Il crepuscolo della straordinaria carriera di Buffon e la prima vera conferma di Donnarumma. Il leone che insegna all’erede come e quando ruggire. Nel tentativo di anticipare il futuro, il mio voto va a Donnarumma. Con l’augurio che rimanga a Milano e che si renda protagonista della rinascita sportiva rossonera.

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