Gli Awards del campionato: il peggior centrocampista della Serie A 2016-17

Il peggior centrocampista secondo Alfredo Montalto: Gerson

Amo anche io Totti, non fraintendetemi. Ma questa, se osservata con la giusta ironia, è una delle immagini più divertenti e anti-nostalgiche della storia della Serie A. Si può dire che l’avventura di Gerson alla Roma non sia partita bene…

E’ stato pagato quasi 17 milioni dalla Roma. Certo, ha 20 anni e ha ancora tempo per dimostrare le sue qualità…Ma quali precisamente? Perché a Roma a parte un mancino educato, che sicuramente non fa un calciatore, non ha dimostrato assolutamente NULLA. Una lentezza tale da far mettere la freccia gli elefanti per sorpassarlo, con tanto di insulti per i problemi causati al traffico. Propensione al sacrificio alta come come la propensione marginale al consumo dei cittadini italiani in periodo di crisi economica (penso che si capisca, ma se gradite un altro giro di parole posso dirvi che Gerson di secondo nome non fa Stakanov). Personalità minore di Higuain nelle finali (ops). Insomma, mi è sembrato il classico giocatore da spiaggia, bravissimo a fare i numeri quando fa i palleggi con gli amici, bravissimo magari anche nelle partite ai campetti che si giocano a ritmi da bachata. Inutile in Serie A. Un giocatore a cui paragonarlo? Yoann Gourcuff. Ma ovviamente, se mai Gerson raggiungesse i livelli del francese, dovrebbe tornare a Rio (dove è nato) e arrampicarsi per baciare i piedi del Cristo Redentore.

 

Il peggior centrocampista secondo Stefano Uccheddu: Rade Krunić

Controllo orientato e sassata dai 25 metri: goal inutile contro la Lazio, dopo una buonissima prestazione dei toscani. La perfetta fotografia della stagione empolese.

Dopo la scorsa stagione, vissuta in quella dimensione transitoria tra la mezzala “di qualità” e il trequartista moderno, Krunić aveva sicuramente fatto presagire una stagione completamente differente. La permanenza inaspettata di Saponara lo relega a un ruolo da comprimario nella prima parte di stagione. Palleggiandosi tra la posizione di interno e quella di vice-Saponara, il bosniaco non è riuscito a illuminare la manovra come avrebbe potuto fare. Complice una classifica “tranquilla” e l’assoluta scelleratezza della dirigenza empolese, uno spento Saponara a gennaio fa le valigie, direzione Firenze, e Rade si guadagna i galloni da titolare. Il mese di gennaio del ventitreenne è nettamente al di sotto delle aspettative: il ragazzo sembra aver perso la luce che l’aveva illuminato durante i suoi primi mesi italiani, l’Empoli comincia a interrogarsi sulla bontà della decisione presa. Il 31 gennaio, per riparare la falla creatasi, il presidente Corsi corre ai ripari prelevando El Kaddouri dal Napoli. Con l’arrivo del fantasista marocchino, gli spazi per Krunić si riducono al lumicino. Il bosniaco torna a peregrinare in quel limbo infruttuoso che lo vede palleggiarsi tra il ruolo di mezzala destra e il ruolo di vice-El Kaddouri. La stagione di Krunic è racchiusa tutta in questo destro folgorante, sintomo di un talento strozzato che potrebbe esplodere in qualunque momento, ma che non ha ancora imparato ad essere domato e incanalato. Un lampo, nulla più, il cui bagliore da solo non è in grado di fermare la tempesta.

 

Il peggior centrocampista secondo Alessandro Viglione: F.C. Internazionale

L’Inter perde giustamente in casa del Barcel…pardon Crotone. Una delle tante partite zeppe di errori di gestione e di minimo controllo

Questo giudizio un po’ pesante ed estremizzato tiene conto del rapporto “aspettative di inizio stagione” con “risultato finale“, che purtroppo non è favorevole per i nerazzurri. I vari Banega (parametro 0), Kondogbia (40 milioni nel 2015), Joao Mario (40 milioni nel 2016), Gagliardini (2 milioni di prestito e 20 di riscatto nel 2017), Brozovic, Medel e così via hanno deluso oltremodo le aspettative. La sottile linea tra il giocare male e il farli giocare male è stata varcata più volte probabilmente in questa stagione nerazzura, prima per colpa del povero De Boer e poi nella seconda metà di stagione anche per colpa di Pioli. Tuttavia il centrocampo nerazzurro, eccetto per le prime gare con Pioli in cui tutta la squadra giocava bene, non ha mantenuto un ritmo ed un livello tecnico, tattico e atletico davvero al di sotto delle aspettative di uno dei centrocampi più costosi d’Italia. L’intero motore del gioco interista è sembrato tantissime volte lento e impacciato, portando la squadra di Milano ad essere quasi sempre incapace nello gestire il risultato. Sicuramente le incertezze tattiche e di motivazioni che sono venute fuori soprattutto a fine stagione non hanno aiutato, ma la delusione nel veder giocare le ultime partite i nerazzurri è stata troppo elevata per essere vera. La rinascita nerazzurra della prossima stagione deve partire innanzitutto da qui!

 

Il peggior centrocampista secondo Alessandro Billi: Alberto Aquilani

Fra i suggeriti di questo video c’è “Neymar Jr crazy dribbling skills and tricks”, per dire
Il principino di cristallo allo sfogliare della sua trentatreesima primavera riparte da Pescara. Un talento come il suo, ormai molto statico, inserito in un contesto iper dinamico come il Pescara di Oddo provocava qualche brivido di piacere ai feticisti, me compreso. Feticisti di grandi calciatori che svernano in provincia regalando le ultime meraviglie della carriera; pazzi di Baggio ai tempi di Brescia, romantici che pregano per un ritorno di FantAntonio Cassano a Bari. Alberto Aquilani è un giocatore che negli anni ha consolidato intorno a sé un’aura di grande talento sfortunato, falcidiato da infortuni che hanno tarpato le ali della sua altrimenti floridissima carriera. A Pescara invece non funziona niente, la squadra non è competitiva e lui insieme all’altro grande feticcio che è Simone Pepe (seppur questo infortunato cronico) non riesce ad integrarsi con la squadra. A gennaio si lamenta del basso minutaggio (9 partite con 1 gol) concessogli dagli abruzzesi e si trasferisce al sassuolo dove gioca altre 13 partite, senza lasciare traccia. Adesso siamo a giugno e fra 20 giorni il suo contratto scadrà, allora Aquilani dovrà dimostrare a chi di dovere di voler ancora fare parte della massima serie.

Il peggior centrocampista secondo Luca Guerri: Geoffrey Kondogbia

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Inspiegabile come possa essere stato il nome caldo dell’estate 2015, inspiegabile come faccia a giocare in Serie A, inspiegabile come Pioli avesse visto qualcosa di decente in lui tanto da pensare di rilanciarlo. Quando l’Inter ha accettato la controfferta di 40 milioni di euro, nel Principato di Monaco non potevano credere ai loro occhi. Mezzi fisici e atletici potenzialmente devastanti, ma la sensazione che pervade l’appassionato di calcio nel veder giocare Kondogbia è un forte senso di smarrimento e di confusione. Come quello che sembra provare lui in campo. Lo si vede vagare lì, nel centro del campo, con quella corsa dinoccolata che fa presagire mille giocate fantastiche che puntualmente non arrivano dai suoi piedi. Seconda stagione italiana da dimenticare, ma la giovane età è dalla sua parte. Con Spalletti vedremo un altro Kondogbia? O il “nuovo Pogba” è tutto qui, un granchio pagato a peso d’oro dalla dirigenza nerazzurra?

 

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