Ecco perché in Giappone non si molla mai

Hayao Miyazaki sta per tornare?

Chi è Miyazaki e perché dovreste conoscerlo

Hayao Miyazaki, nato a Tokyo nel 1941, è uno degli sceneggiatori d’animazione più importanti ed influenti del momento. Nel 1985, insieme al collega e mentore Isao Takahata, Miyazaki fonda uno studio cinematografico d’animazione che conquisterà i cuori di milioni telespettatori: lo Studio Ghibli.
Questo regista giapponese è stato più volte paragonato al celebre Walt Disney, per la critica condividono il dono della creatività.
La lunga attività d Miyazaki, è stata insignita con il Winsor McCay Award nel 1998, il Leone d’Oro al Festival di Venezia del 2005 e con l’Oscar alla carriera conferitogli dall’Academy nel novembre 2014. In patria quest’uomo non passa inosservato, se all’estero è conosciuto ed ammirato, in Giappone è un vero idol. Gli sono stati dedicati musei e il suo Studio Ghibli è diventato un brand commerciale di tutto rispetto. Pare che il suo più grande merito si nasconda nell’etica; Hayao Miyazaki ha reso onore all’arte dell’animazione creando lungometraggi a prova di bambino che racchiudono tematiche adulte. Un metodo di insegnamento che coincide con l’intrattenimento, un lavoro che ha contribuito ad eliminare lo stereotipo dell’animazione giapponese come di una realtà cinematografica inferiore. 

Cosa si nasconde dietro ad un cartone di Studio Ghibli

Il simbolo di Studio Ghibli è Totoro; il personaggio del film d’animazione “Il mio vicino Totoro”, prodotto da Miyazaki. Questa creatura, ritratta come uno bizzarro incrocio tra un orsetto lavatore ed un gufo, sembra essere la reincarnazione di qualcosa che va ben oltre la fantasia di un genio della produzione cinematografica. Quello che senza dubbio strega l’occhio dello spettatore è il celato ma percepibile inno alla vita decantato dalla storia che, per quanto dedicata all’infanzia, sembra sviluppare un significato tutt’altro che infantile. Totoro è ciò che “sta nel mezzo”; uno yin e yang personificato, colui che distrae due bambine dalla malattia che costringe la madre ad un letto di ospedale. È la gioia in un momento di tristezza ed è allo stesso tempo colui che, proprio per la sua esistenza, ricorda che non si può mai sfuggire all’incombere dello sconforto.

Nell’universo di Studio Ghibli la distinzione tra bene e male non è stata mai così netta, “Il mio vicino Totoro” è un inno alla vita, nonostante racconti della morte. Forse è proprio per questa illogicità che è considerato uno dei film d’animazione più realistici di sempre. Si potrebbe affermare che la filosofia di Miyazaki sia di far coincidere l’animazione con l’educazione, mostrando la realtà attraverso la fantasia ed invitando alla riflessione grandi e piccini.

Cosa sta succedendo?

Nel 2016 alcune chiacchiere accennavano ad un possibile ritorno in scena del regista Miyazaki che, per la 5 volta, aveva annunciato il su ritiro. Non c’è 5 senza 6? Chi può saperlo, al momento però sembra che Hayao non riesca proprio a mollare.

Lo scorso mese il produttore di Studio Ghibli, Toshio Suzuki, ha finalmente dato la grande notizia: Miyazaki vuole tornare.

Nelle interviste pre Oscar rilasciate per promuovere “La Tartaruga Rossa”, Toshio ha dichiarato che Miyazaki sarà il produttore di una nuova avventura firmata Studio Ghibli.  Le sue parole sono state riportate da Kyoto News, l’agenzia di stampa più importante del Giappone.

L’intenzione sembra quella di lavorare ad una espansione del corto: “Boro il bruco”. Secondo le indiscrezioni, l’idea di Studio Ghibli sarebbe di terminare il film prima delle Olimpiadi di Tokyo del 2020. 

Sembra che anche questa volta ai fan di Studio Ghibli verrà data la possibilità di sognare di nuovo. Non è forse questo lo scopo di un film d’animazione?

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