HIV e AIDS. La malattia senza fine

Il virus HIV, fa ancora paura ?

Virus Hiv. Aids, “la peste del Duemila”

L’AIDS o sindrome da immunodeficienza acquisita, è una malattia consistente nella disarticolazione del sistema immunitario dell’uomo: il responsabile è il virus HIV, il quale attacca i cosiddetti linfociti T che regolano appunto il sistema immunitario. Il funzionamento di questo, a causa della penetrazione del virus HIV nei linfociti T, viene irreparabilmente compromesso, per cui l’individuo si trova esposto a tutte le possibili infezioni. Infatti l’ammalato di AIDS viene aggredito dalle più svariate forme tumorali ed infettive, alcune delle quali anche abbastanza rare, come ad esempio il sarcoma di Kaposi (un tumore della pelle), oppure affezioni polmonari, celebrali ecc.., che lo portano alla morte.

L’Aids, la malattia definita la peste del Duemila ha avuto nel corso degli anni una diffusione allarmante, nel mondo sono migliaia di vittime.

Un aspetto molto grave e preoccupante di questa malattia è il lunghissimo periodo di incubazione: l’individuo può, per anni, talvolta anche per un periodo di 6-8 anni, non accusa alcun sintomo, ma in realtà è già portatore del virus HIV: questa la lunga fase della sieropositività, che però già comporta la possibilità della trasmissione del virus ad altri.

Il virus HIV si diffonde attraverso il sangue, ad esempio nel corso dello scambio di siringhe infette (15%), prassi molto in uso tra i tossicodipendenti, oppure mediante rapporti sessuali (75%) e mediante la trasmissione della madre sieropositiva al feto e quindi al figlio neonato (10%).

Il virus che va a braccetto con l’Eroina 


L’eroina è una delle droghe più conosciute e fra gli oppiacei è la droga più usata e quella che agisce più rapidamente. Una droga molto assuefante che viene ricavata dalla morfina, una sostanza naturale estratta dai baccelli dei semi della pianta del papavero asiatico.

Normalmente è venduta sotto forma di polvere bianca o marrone o di sostanza nera appiccicosa.

L’eroina è anche conosciuta come una delle principali cause della trasmissione dell’HIV, che si contrae scambiando siringhe, aghi o altri utensili usati per l’iniezione.

L’evoluzione dell’Aids: meno 2%

Gli esperti considerano, in Italia, un contagio ogni due ore, il rischio di ammalarsi di Aids in chi attua una terapia precoce è meno del 2%.

La popolazione italiana con Hiv, che conta circa 130mila persone viventi, tende ad aumentare ogni anno. Poco meno di 4mila le nuove diagnosi, per un contagio ogni due ore.

Purtroppo più del 50% dei casi scopre di avere la malattia in una fase avanzata. Ma c’è anche un 15% di popolazione che non sa di averlo. E di questi almeno un terzo è già in una fase avanzata di malattia.

“Oggi in Italia circa l’80% delle persone viventi con HIV è in cura, una percentuale alta ma ancora insufficiente, se consideriamo che ancora il 20% della popolazione infetta o non è in cura o non sa di avere l’infezione. La prospettiva di vita per i pazienti in trattamento, è nettamente cambiata, con una qualità di vita maggiore e con una migliore performance psicofisica. Indubbio anche il miglioramento sul piano clinico, soprattutto se il paziente ha scoperto la diagnosi in una fase precoce. I miglioramenti delle terapie, rispetto a vent’anni fa, si registrano soprattutto a livello gastrointestinale e cutaneo. E anche la lipodistrofia è considerata oggi molto rara. Il profilo di tollerabilità per i nuovi farmaci è indubbiamente migliorato, ma una simile terapia cronica, che dura decenni, avrà ovviamente effetti collaterali”

-il Prof. Antinori

Secondo gli esperti, il sesso non protetto è causa dell’86% delle infezioni da Hiv, mentre ormai i contagi per trasmissione endovenosa sono inferiori al 4%.

Per quanto riguarda le nuove diagnosi, prevalgono quelli nella fascia d’età tra i 30 e i 50 anni, seppur l’incidenza sia maggiore in quelli con la decade precedente.

Non esiste, invece, una sostanziale differenza, in termini di numero di nuove diagnosi, tra chi ha acquisito l’infezione attraverso rapporti eterosessuali (45%) e tra gli uomini che hanno avuto rapporti sessuali con uomini (41%). Numericamente i primi sono di più, seppure l’incidenza sia più alta tra i secondi.

HIV e Italia.

In Italia una persona sieropositiva su cinque non sa di esserlo e la maggioranza dei nuovi casi (l’86% del totale) sono derivanti da rapporti non protetti. Sono i dati che verranno discussi dal 12 al 14 giugno 2017 a Siena durante la nona edizione di ICAR (Italian Conference on AIDS and Antiviral Research).

Attualmente la popolazione italiana con HIV conta circa 130mila persone e tende ad aumentare ogni anno di poco meno di 4mila nuove diagnosi, nonostanti ci si ammali di Aids le probabilità di morire a causa di questa malattia, sono minori. Infatti, nella maggior parte dei casi chi scopre di anche di essere sieropositivo, in tempo, può assumere una “terapia precoce” che abbassa di molto il rischio. Il problema è però per le persone che non sanno di essere state infettate, e che spesso scoprono di avere la malattia in una fase avanzata.

Le (feste) MTV

«Ho partecipato a un Mtv party»

La nuova moda. Le feste Mtv, il contagio della malattia e l’Aids che aumenta notevolmente.

Una nuova moda in circolazione, un nuovo modo per far festa.
La sigla MTV, che non ha niente a che vedere con il canale televisivo ma bensì con la droga, infatti, M sta per
metanfetamine, la V per viagra e infine la T indica invece una medicina meno conosciuta: Truvada. Il farmaco Truvada viene prescritto nella terapia cronica, ma anche come farmaco «pre-esposizione» al virus Hiv.

Un cocktail fatale, la nuova droga che disinibisce. La droga che ha tutto, il viagra ed il suo richiamo sessuale, e il Truvada che dà l’illusione di proteggere dal contagio dell’Hiv.

Il fenomeno per ora sembra di nicchia, ma comincia a destare preoccupazione tra gli specialisti: «Va di pari passo con l’aumento della diffusione delle droghe sintetiche – spiega Silvia Nozza, medico infettivologo dell’ospedale San Raffaele – Mode di questo tipo coinvolgono pazienti sempre più giovani». Una malattia, l’Aids, che sembra non fare più paura. Ma è invece un’epidemia clandestina e silenziosa che continua a diffondersi: a Milano, tre nuovi infetti al giorno; quattromila nuovi casi all’anno in Italia.
«La sensazione è che il pericolo di trasmissione sia percepito in modo distorto», così commentava Stefano Rusconi, infettivologo dell’ospedale Sacco, lo scorso primo dicembre in vista della giornata mondiale contro la lotta all’Aids.


Gli Mtv parties rischiano di aumentare la diffusione del virus. E aprono anche uno scenario preoccupante sulla circolazione del Truvada.

Per questo farmaco è necessaria una prescrizione specialistica e ospedaliera, seguita da un monitoraggio clinico del paziente. «Serve tempo e costanza perché il farmaco possa agire – aggiunge il dottor Rusconi – L’utilizzo discontinuo della terapia non garantisce una protezione al 100 per cento». Studi scientifici dimostrano infatti una maggior efficacia di protezione per una somministrazione continuativa rispetto a una singola dose. «Né sappiamo quali siano le interazioni con le sostanze stupefacenti, la loro possibile tossicità. Senza dimenticare che il Truvada non protegge dalla trasmissione di altre malattie sessualmente trasmissibili, come epatite e sifilide».

Chemsex: droga e sesso.

Un’altra nuova moda è quella che sta spopolando in Gran Bretagna chiamata Chemsex.
Chemical sex ( sesso chimico), una nuova maniera di far sesso, in maniera libera da qualsiasi tipo di inibizione (?)

Un nuovo modo pericoloso di far sesso in quanto rischia di diffondere il contagio di Hiv, epatite C e altre malattie sessualmente trasmissibili, oltre ovviamente a poter provocare danni seri al cervello.

Le droghe maggiormente assunte per praticare il chemsex sono le seguenti: mefedrone, cristalli di metanfetamina, ghb, con i primi due che, aumentando il battito cardiaco e la pressione, sono in grado di stimolare chi li assume, aumentando il livello di eccitazione sessuale e di euforia, mentre il ghb aiuta a essere più disinibiti oltre a rappresentare un leggero anestetico. Il fatto è che chi pratica chemsex afferma che assumendo queste droghe si sente meno disinibito e vanta di avere rapporti sessuali migliori, che a volte possono durare anche giorni.

L’assunzione di droghe, infatti, aiuterebbe a gestire i sentimenti negativi, a recuperare l’autostima, a cancellare eventuali pulsioni omofobiche e a essere in larga parte molto più sicure di sé.

L’assunzione di droghe oltre ad aumentare la gestione di sentimenti negativi e ad aumentare l’autostima verso sé stessi, rendendo più sicuri ed inesibiti, provoca la diffusione di diverse malattie: oltre al già citato Hiv e all’epatite C, anche la sifilide rientra nell’elenco delle malattie sessuali trasmissibili.

Il sesso selvaggio che sta terrorizzando la Gran Bretagna, secondo un sondaggio, poco meno di 20 inglesi su 100 hanno sperimentato il chemsex dal 2010 al 2015, c’è chi ricorre anche a terapie intensive per uscirne fuori, visto che i danni sulla salute possono essere molto gravi e permanenti, c’è chi non mangia o non dorme per 3 giorni di seguito, ed altri che hanno paura di aver contratto malattie serie, visti i rapporti sessuali non protetti con anche più di 5 partner a sessione.

L’Hiv non fa più paura.

E’assolutamente necessario che non si abbassi la soglia di attenzione nei riguardi di questa grave malattia. La percezione del rischio di Aids e Hiv è infatti diminuita notevolmente.  I nuovi contagi invece no: in Italia sono stabili da anni, almeno 150 mila i sieropositivi. La malattia oggi è diventata cronica e gestibile con farmaci ma è ancora mortale.

Nonostante l’Aids sia una malattia conosciuta così come il suo virus diffusore, l’Hiv, sembra non ci sia ancora una presa di coscienza da parte delle persone.  Nonostante siano conosciuti gli effetti che questa sempre più diffusa malattia provochi, sono molte le persone a non aver paura di essere infetti.
Infettarsi infatti non incombe più nessun terrore.
Una mentalità che inquieta, una situazione drammatica. Sono molti coloro che non temono di infettarsi per via dell’esistenza di farmaci che possono curare la malattia, eppure, non esiste una vera e propria cura per chi ha scoperto tardivamente di esserne infetto.

E’ diventata una questione di preservativo. Per alcuni, l’Hiv è addirittura qualcosa di positivo poiché libera dall’uso di preservativo.
Si vede dal nuovo fenomeno emergente: il bug chasing, in cui le persone si espongono allo stesso virus o peggio lo cercano volontariamente.

Siamo veramente sicuri che una maggiore libertà sessuale (?) sia più importante della nostra salute?

Scegliamo il preservativo o la vita?

 

Per ulteriori informazioni riguardanti il virus Hiv consiglio vivamente la visione di questo sito:

https://pillolepsicologiche.com/2012/04/11/hiv-aids-e-miti-da-sfatare/

Grazia Scano

Rispondi